Come si diventa professionisti dell’arte? Intervista a Vincenzo Trione, docente alla IULM

Abbiamo intervistato Vincenzo Trione, critico d’arte e preside del Corso di Laurea Magistrale in Arte, Valorizzazione e Mercato della IULM di Milano, per parlare di formazione e professioni dell’arte oggi

IULM, Milano
IULM, Milano

Nell’ostico e sempre più intricato mondo del lavoro (e soprattutto della sua ricerca), senza dubbio giocano un ruolo decisivo le competenze acquisite durante le esperienze professionali già maturate, ma un fattore determinante è anche quello della formazione, ovvero delle conoscenze acquisite durante gli anni di studio. Ciò vale anche nel mondo dell’arte, sebbene gli aspiranti professionisti di questo settore si facciano spesso una (sacrosanta) domanda: come intercalare e attualizzare le conoscenze storico-artistiche nel contemporaneo e sempre più esigente mondo del lavoro? Anche le istituzioni universitarie oramai si pongono queste domande, proponendo un’offerta formativa mirata e focalizzata sulle esigenze di mercato. Risponde a queste domande, ad esempio, il Corso di Laurea Magistrale in Arte, Valorizzazione e Mercato della IULM – Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano, un percorso di studi che coniuga ambiti disciplinari apparentemente distanti come storia dell’arte, economia e management, eppure oggi fondamentali per lavorare nel mondo dell’arte. A parlarcene è il Prof. Vincenzo Trione, preside della Facoltà di Arti e Turismo alla IULM e docente del Corso di Laurea in Arte, Valorizzazione e Mercato la cui prossima edizione partirà in autunno.

Vincenzo Trione
Vincenzo Trione

Ci racconti in cosa consiste e com’è strutturato il Corso di Laurea Magistrale in Arte, Valorizzazione e Mercato.

È un corso diverso rispetto a quelli in Beni culturali tradizionali o in Economia dell’arte. È un corso che tende a mettere insieme l’aspetto più strettamente culturale e artistico con quello più operativo. Un aspetto fondamentale del corso è il vedere l’arte dal punto di vista non solo culturale, ma anche a livello organizzativo e comunicativo: da una parte, i nostri studenti anno una formazione storico-artistica, dall’altra hanno la possibilità di seguire corsi specifici a tema economico approfondendo in particolare lo studio su case d’asta, gallerie, fondazioni d’arte, startup, marketing dell’arte.

A questi aspetti/approcci di studio se ne aggiungono altri?

Il terzo asse è la comunicazione dell’arte, e per affrontare questo ambito quest’anno abbiamo stipulato un accordo con Sky Arte: gli studenti del primo anno avranno la possibilità di seguire un corso con il direttore del canale tematico Roberto Pisoni e lo staff di Sky Arte. Agli aspetti storico-artistico, economico-gestionale e comunicativo si aggiunge infine quello pratico: gli studenti del secondo anno, durante il secondo semestre, avranno la possibilità di fare un’esperienza diretta sul campo. Abbiamo una serie di accordi in divenire o prossimi a essere conclusi con Hangar Bicocca, il MEET, il Museo della Tecnica e della Scienza, la Pinacoteca di Brera, tutti luoghi in cui i nostri studenti non faranno semplici stage o tirocini, ma dei project work che porteranno alla realizzazione, come ogni anno, di una mostra ideata, curata e allestista dai nostri studenti. Negli anni precedenti sono state organizzate alla Triennale mostre di Roberto Pietrosanti, Aurelio Amendola, Gregorio Botta, mentre quest’anno, e lo diciamo in anteprima, la mostra sarà su Marco Nereo Rotelli.

Quali sono quindi le competenze fornite dal corso e quali gli ipotetici sbocchi professionali?

Teniamo a sottolineare che non si tratta di un corso rivolto soltanto a coloro che provengono dal triennio di arte, le nostre aule traggono vantaggio proprio dall’essere fatte da studenti provenienti da diversi ambiti disciplinari. L’idea quindi è quella di avere, proprio come nei team di lavoro contemporanei, delle professionalità di tipo diverse. La cosa che a noi sta più a cuore è che gli studenti abbiano una duttilità che consenta loro di muoversi su un piano curatoriale, gestionale ed economico, la nostra ambizione è che i nostri studenti possano andare a lavorare all’interno di una galleria, una fondazione o una casa d’aste, ma anche lavorare all’ideazione e la curatela di una mostra, o entrare in una società di organizzazione di grandi eventi artistici e culturali.

Come nasce l’offerta formativa del corso?

È nata dalle esigenze del mondo del lavoro. Periodicamente abbiamo incontri con professionisti che ci danno stimoli, spunti, ci invitano a ripensare i nostri corsi di laurea, anche con l’obiettivo di tenere all’interno della nostra offerta formativa docenti accademici ma anche professionisti del settore che hanno una forte riconoscibilità (Gianfranco Maraniello, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, solo per fare qualche esempio), permettendo così agli studenti di confrontarsi con loro.

– Desirée Maida

www.iulm.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.