Da Pasolini all’Intelligenza Artificiale. 9 libri tra arte, immagini e memoria appena usciti in libreria
Tornano i nostri consigli di lettura: questo mese vi suggeriamo nove nuovi titoli che attraversano linguaggi ed epoche differenti per parlare delle immagini con cui costruiamo il mondo
La Roma bohémien degli Anni Cinquanta, il Giappone raccontato attraverso i videogiochi, le fotografie di danza di Silvia Lelli e le invenzioni in vetro di Massimo Lunardon. Nove nuove uscite editoriali ci accompagnano tra storie d’artisti, sperimentazioni e riscoperte, come quella dell’illustratore Nando Rossi. Dalla critica radicale di Carla Lonzi alle riflessioni di Pasolini, fino alle inquietanti trasformazioni della cultura visiva indagate da Trevor Paglen, passando per le migrazioni raccontate dall’arte contemporanea, i libri di questa selezione attraversano epoche e linguaggi diversi. E invitano a osservare più da vicino le immagini, le idee e le persone che hanno contribuito a dare forma al nostro immaginario.
Dario Moalli

Carla Lonzi. Un’arte della vita – Giovanna Zapperi
Nel 1969 Carla Lonzi pubblica Autoritratto, un libro destinato a cambiare il modo di fare critica d’arte. Poco dopo abbandona quel mondo e fonda Rivolta Femminile, dando inizio a una delle esperienze più radicali del femminismo italiano. Due momenti che la storiografia ha spesso raccontato separatamente. Giovanna Zapperi, in Carla Lonzi. Un’arte della vita ricostruisce i legami profondi tra quelle scelte, seguendo un pensiero che aveva già cominciato a mettere in discussione autorità, gerarchie e ruoli prestabiliti. Allieva di Roberto Longhi, Lonzi sviluppa presto un rapporto insofferente con le convenzioni della critica. In Autoritratto affida la parola agli artisti, intreccia conversazioni, rinuncia alla posizione privilegiata dell’interprete. È un esperimento che anticipa alcune questioni poi affrontate in Sputiamo su Hegel e Taci, anzi parla: la ricerca dell’autonomia, il rifiuto dei modelli imposti, il rapporto tra esperienza personale e produzione culturale. Pubblicato nel 2017 e ora riproposto da NERO in un’edizione rivista, con una nuova introduzione e materiali iconografici d’archivio inediti, il saggio permette di ritrovare una Lonzi meno irrigidita nella propria leggenda. Zapperi ne segue le intuizioni, le fratture, le contraddizioni. E restituisce soprattutto la singolarità di una donna che ha fatto della propria esistenza un campo di sperimentazione critica.
Giovanna Zapperi – Carla Lonzi. Un’arte della vita
Produzioni NERO, 2026
250 pp., € 22
ISBN 9788880563600

Respirare la danza. Fotografia in movimento – Silvia Lelli
Fotografare la danza significa inseguire qualcosa che, per sua natura, continua a sfuggire. Un movimento, una torsione, il momento in cui il corpo sembra sospendersi prima di tornare a terra. Silvia Lelli conosce bene questa difficoltà. Insieme a Roberto Masotti ha fotografato per diciassette anni gli spettacoli del Teatro alla Scala, costruendo nel tempo un archivio straordinario della scena coreutica internazionale. Respirare la danza ripercorre questa lunga frequentazione del palcoscenico attraverso incontri con figure leggendarie come Carla Fracci e Rudolf Nureyev, fino alle sperimentazioni di Merce Cunningham e Pina Bausch. Mondi assai diversi, nei quali cambiano il rapporto con lo spazio, la disciplina del corpo, il significato stesso del movimento. Il titolo suggerisce qualcosa del metodo di Lelli. Per fotografare un danzatore occorre conoscerne il ritmo, intuire ciò che accadrà un istante dopo, entrare in sintonia con una grammatica fatta di gesti e pause. Il volume, pubblicato in italiano e inglese, offre così anche uno spaccato della danza del secondo Novecento, attraverso lo sguardo di una fotografa che ne ha conosciuto da vicino alcuni dei protagonisti più importanti. E permette di soffermarsi su ciò che, a teatro, passa davanti agli occhi in pochi secondi.
Silvia Lelli – Respirare la danza. Fotografia in movimento / Breathing Dance. Photography in Motion
Mimesis, 2026
180 pp., € 32
ISBN 9791222333908

Massimo Lunardon. Controtempo – a cura di Domitilla Dardi
Cosa hanno in comune gli artisti Fluxus, i grandi chef e alcune bizzarre creature di vetro? La risposta si trova nel laboratorio di Massimo Lunardon, a San Giorgio di Perlena, in provincia di Vicenza. Da quarant’anni l’artista e maestro vetraio lavora con una materia antichissima, spingendola verso forme e impieghi spesso imprevedibili. Controtempo, pubblicato da Corraini e curato da Domitilla Dardi, ripercorre questa avventura attraverso fotografie, bozzetti, progetti e contributi critici. Il volume si articola in quattro sezioni, seguendo le diverse anime della ricerca di Lunardon. Ci sono le collaborazioni con artisti internazionali e protagonisti dell’esperienza Fluxus, gli incontri con il mondo del design, gli oggetti realizzati per l’alta cucina. E poi il suo universo più personale, popolato da figure surreali e creature fantastiche, dove il vetro sembra prestarsi a qualsiasi capriccio dell’immaginazione. Particolarmente interessante è il rapporto tra invenzione artistica e sapere artigianale. I disegni preparatori e i progetti di lavorazione permettono di seguire il passaggio dall’idea alla materia, mostrando quanto la tecnica partecipi alla nascita di ogni forma. Con i testi di Domitilla Dardi e Jean Blanchaert, Controtempo racconta anche un modo di intendere il mestiere, coltivato lontano dalle mode e dalle richieste più prevedibili del mercato. Quarant’anni di sperimentazioni, con il forno sempre acceso.
Domitilla Dardi (a cura di) – Massimo Lunardon. Controtempo
Corraini Edizioni, 2026
96 pp., € 25
ISBN 9791254932094

Io sono Nando. Una storia (s)conosciuta d’arte e pubblicità – Chiara Pianalto
A volte la storia dell’arte inciampa in un errore di catalogazione. Mario, Vanni, Man: nomi diversi che ricorrono negli archivi della pubblicità italiana del Novecento, dietro i quali si nasconde un unico artista, Nando Rossi. Chiara Pianalto lo incontra quasi per caso, mentre studia i manifesti storici dell’acqua Recoaro. Da quel momento comincia un’indagine durata tre anni, tra collezioni private, inventari e documenti sparsi, per ricostruire l’identità di un illustratore che molti hanno visto senza sapere chi fosse. Io sono Nando segue le tracce di una produzione sorprendentemente vasta. Rossi ha disegnato campagne per Martini, Motta e Golia, realizzato copertine per i Gialli Mondadori e persino progettato la propria abitazione. Attraverso i suoi lavori riaffiora l’Italia del Dopoguerra, con i suoi consumi emergenti, i nuovi desideri e quella stagione in cui i manifesti pubblicitari erano autentici laboratori di invenzione grafica. Il libro, introdotto da una prefazione di Paola Biribanti, ha il gusto di una piccola indagine poliziesca applicata alla storia dell’illustrazione. Pianalto rimette insieme nomi, immagini e attribuzioni, restituendo consistenza a una figura rimasta a lungo ai margini degli studi. E ricorda quanto possa essere fragile la memoria visiva di un Paese: a volte basta una firma trascritta male per far sparire un artista.
Chiara Pianalto – Io sono Nando. Una storia (s)conosciuta d’arte e pubblicità
Graphe, 2026
118 pp., € 17,90
ISBN 9788893722872

Il Giappone attraverso i videogiochi – Ivan Adami, Rachele Gatti
Si può conoscere un Paese attraversandolo con un personaggio digitale? Ivan Adami e Rachele Gatti partono da questa curiosità per costruire un itinerario insolito nella cultura giapponese. Il Giappone attraverso i videogiochi, pubblicato da Luni Editrice, raccoglie oltre cento titoli e li trasforma in altrettante occasioni per esplorare luoghi, tradizioni, immaginari e trasformazioni sociali. Il percorso attraversa universi molto diversi. Ci sono le atmosfere quotidiane di Animal Crossing, le creature di Pokémon, il Giappone urbano di Persona, le suggestioni storiche di Ghost of Tsushima e le ricostruzioni di Assassin’s Creed Shadows. Ogni gioco offre uno spunto per raccontare aspetti del Paese reale, dai paesaggi alle credenze popolari, fino al rapporto tra modernità e tradizione. Adami e Gatti, fondatori dei progetti Giappone Milano e Konbini Tales, accompagnano il lettore con le proprie fotografie, affiancando gli scenari virtuali ai luoghi che li hanno ispirati. Ne emerge anche una riflessione su quanto i videogiochi contribuiscano a costruire l’immagine del Giappone nel mondo, talvolta alimentandone stereotipi e fascinazioni. Un libro che può incuriosire sia chi conosce ogni angolo di Persona sia chi, davanti a una console, continua a chiedersi dove finisca la fantasia e cominci la realtà.
Ivan Adami, Rachele Gatti – Il Giappone attraverso i videogiochi
Luni Editrice, 2026
240 pp., € 23
ISBN 9791257490126

Crossing Borders. Popoli in movimento – Alessandra Borghese, Diego Mantoan
Un’aula magna universitaria può diventare il luogo in cui raccontare le migrazioni attraverso l’arte contemporanea. È quanto accaduto a Palermo con Crossing Borders. Popoli in movimento, progetto promosso da Alessandra Borghese insieme alla Fondazione Ghenie Chapels. Sei artisti, linguaggi differenti e una questione che attraversa la storia dell’umanità, dai grandi racconti mitologici alle tragedie del presente. Il volume, pubblicato da Skira, documenta le opere realizzate per l’occasione. Si comincia con I sommersi e i salvati di Claire Fontaine, che richiama Primo Levi, per proseguire con IP OP di Yuri Ancarani e il trittico fotografico La pietà di Gaza di Paolo Pellegrin. Francesco Vezzoliguarda all’epopea di Enea attraverso il mosaico Il viaggio di Enea (sunt lacrimae rerum), mentre Loredana Longo interviene con la scultura VICTORY. A completare il percorso è The Raft 2 di Adrian Ghenie, opera del 2019 che riprende la celebre Zattera della Medusa di Géricault. Tra queste opere si creano rimandi interessanti, soprattutto nel modo in cui immagini appartenenti a epoche lontane continuano a raccontare esperienze di sradicamento, violenza e sopravvivenza. Il libro conserva la memoria di un’esposizione temporanea e del suo incontro con la comunità universitaria e cittadina. Un’occasione per osservare come l’arte affronti il tema delle migrazioni, interrogando anche la memoria collettiva e le responsabilità di chi guarda.
Alessandra Borghese, Diego Mantoan – Crossing Borders. Popoli in movimento
Skira, 2026
156 pp., € 30
ISBN 9788857255576

Gente al Babuino – Ugo Moretti
Roma, 1950. Tra via Margutta, piazza di Spagna e via del Babuino si aggira una compagnia di artisti, scrittori, filosofi e perdigiorno che ha più idee che soldi in tasca. Si discute di pittura, si beve, ci si innamora, si litiga furiosamente e si cerca qualcuno disposto a offrire la cena. Ugo Moretti conosceva bene questa umanità irregolare, di cui era parte, e la racconta in Gente al Babuino, tornato in libreria grazie a readerforblind a sessant’anni dalla prima pubblicazione. Il protagonista è un intero quartiere, con i suoi caffè, le trattorie e gli appartamenti condivisi. C’è un filosofo che conosce Kant ma fatica a mangiare, un pittore geniale che trascura l’igiene, una domestica che finisce per comandare una casa di bohémien. E poi amori clandestini, espedienti improbabili, amicizie nate dalla necessità e diventate indispensabili. Scrittore, giornalista e critico d’arte, vincitore del Premio Viareggio nel 1949 con Vento caldo, Moretti restituisce una Roma precedente al miracolo economico, quando la vita culturale si costruiva anche attorno a un piatto di spaghetti condiviso. Con la prefazione di Giorgio Ghiotti, questa nuova edizione recupera un piccolo mondo letterario fatto di miseria, ironia e generosità. A leggerlo oggi, viene da chiedersi dove siano finite quelle trattorie in cui si poteva restare tutta la notte a parlare d’arte senza ordinare quasi niente.
Ugo Moretti – Gente al Babuino
readerforblind, 2026
296 pp., € 19
ISBN 9791280890276

Vedere come una macchina. Il destino delle immagini dopo l’IA – Trevor Paglen
Un papa vestito Balenciaga, una telecamera che riconosce i volti, un drone capace di individuare un bersaglio. Immagini molto diverse, accomunate da una trasformazione che Trevor Paglen osserva da oltre vent’anni: le macchine hanno imparato a interpretare ciò che vedono. In Vedere come una macchina, in uscita per Einaudi, l’artista americano affronta una rivoluzione che sta cambiando il nostro rapporto con la realtà, dalla sorveglianza automatizzata alle immagini generate dall’intelligenza artificiale. Il viaggio attraversa informatica, semiotica, neuroscienze ed economia politica, con deviazioni verso territori decisamente più inquietanti: operazioni psicologiche, esperimenti della CIA, guerra elettronica e manipolazione della percezione. Paglen, che ha dedicato buona parte della propria ricerca artistica alle infrastrutture invisibili del potere, indaga il modo in cui algoritmi e sistemi di visione artificiale influenzano ciò che riconosciamo, desideriamo e consideriamo vero. Particolarmente interessante è il parallelo con l’industria alimentare: come certi snack vengono progettati per stimolare il palato, così le immagini digitali sono sempre più spesso costruite per catturare attenzione e provocare reazioni. Il libro sposta allora il problema dalla veridicità delle immagini agli effetti che producono su chi le osserva. Una prospettiva utile per leggere un presente in cui fotografia, propaganda, intrattenimento e sorveglianza condividono ormai gli stessi strumenti tecnologici.
Trevor Paglen – Vedere come una macchina. Il destino delle immagini dopo l’IA
Einaudi, 2026
216 pp., € 19
ISBN 9788806274559

Senza destinatario. Tempo della scrittura e tempo delle immagini in Pier Paolo Pasolini – Francesco Mancuso
“La ricostruzione di questo libro è affidata al lettore”. Con queste parole Pier Paolo Pasolini apre la nota introduttiva agli Scritti corsari, chiedendo a chi legge di rimettere insieme articoli, contraddizioni e frammenti di un pensiero in continua evoluzione. C’è un paradosso in questa richiesta: Pasolini affida la propria opera a un pubblico di cui, negli anni del neocapitalismo, denuncia la progressiva scomparsa. Francesco Mancuso parte proprio da questa contraddizione per costruire Senza destinatario, un saggio dedicato al rapporto tra scrittura, immagini e tempo nell’universo pasoliniano. Da Accattone a Petrolio, passando per le sceneggiature, la poesia e gli interventi polemici, Mancuso esplora le strategie attraverso cui Pasolini cerca una nuova possibilità di comunicazione. Il cinema introduce il problema del montaggio e della morte, la scrittura si apre alla profezia e all’abiura, mentre il lettore diventa parte attiva nella ricostruzione dell’opera. Il percorso coinvolge Dante, Auerbach e Benjamin, attraversando questioni letterarie, filosofiche e politiche. Ne emerge una riflessione sulla popolarità dell’arte, sul suo rapporto con la storia e sulla possibilità di parlare a un destinatario ancora sconosciuto. Il libro richiede attenzione, soprattutto nei passaggi teorici più densi, ma offre una prospettiva interessante su Pasolini: quella di uno scrittore le cui opere continuano a interrogare il futuro, anche dopo la sua morte.
Francesco Mancuso – Senza destinatario. Tempo della scrittura e tempo delle immagini in Pier Paolo Pasolini
Orthotes, 2026
308 pp., € 26
ISBN 9788893145848
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