La lettura collettiva e virtuale del Don Chisciotte a Madrid. Il video

Giornata internazionale del libro ai tempi del Covid-19. A Madrid hanno letto in rete il Don Chisciotte personaggi della cultura e dello spettacolo insieme agli eroi comuni dell’emergenza sanitaria. Dall’Italia, la collezionista Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.

Molinos blanco y negro
Molinos blanco y negro

Da più di trent’anni la Spagna intera, e tutto il mondo della cultura ibero-americana, celebra il 23 di aprile la Giornata internazionale del libro nel segno del Don Chisciotte, opera simbolo della letteratura in lingua castigliana. Istituita nel 1988 dall’Unesco, è infatti la data che accomuna, per tradizione, la morte di Shakespeare, di Cervantes e dello scrittore peruviano Inca Garcilaso, tutti scomparsi nel 1616. Ogni anno, a Madrid, il Circulo de Bella Artes ospita la lettura integrale e continuata del celebre romanzo di Miguel de Cervantes de Saavedra: è tradizione che sul palco si alternino personalità del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo creando un evento sempre più atteso, imperdibile e affollatissimo. Nella stessa giornata, il re consegna l’ambito Premio Cervantes nell’antica Università di Alcalà di Henares e per le strade di Barcellona si celebra San Jordi, con la vendita di libri e l’autografo degli autori.

DON CHISCIOTTE VIRTUALE IN QUARANTENA

L’emergenza Covid-19, e la quarantena prolungata, hanno azzerato questa come tante altre tradizioni culturali della patria di Cervantes e stimolato una serie di eventi atipici, senza cerimonie ma di carattere digitale. Per continuare a celebrare degnamente uno dei pilastri della letteratura occidentale – in un difficile momento in cui, forse, un pizzico della lucida follia alla Don Chisciotte potrebbe aiutare a mantenere vivi i nostri sogni – durante la cosiddetta Settimana Cervantina sono sorte in rete moltissime iniziative, grandi e piccole, a livello locale e nazionale, di lettura online delle pagine del celebre romanzo picaresco. L’Istituto Cervantes ha promosso una serie di incontri dal titolo “La libertà è una libreria”, da un verso di Joan Margarit (Barcellona, 1938), poeta catalano vincitore del Premio Cervantes 2020 e ha aperto virtualmente la cassaforte dei lasciti letterari dei grandi scrittori in lingua spagnola (www.cervantes.es). Lo stesso Circulo de Bellas Artes non ha rinunciato alla tradizionale lettura integrale del romanzo di Cervantes, online sul sito www.circulobellasrtes.com, aperta dallo stesso Margarit e con la partecipazione, tra le tante personalità pubbliche, delle due giovani figlie del re Leonor e Sofia. La Biblioteca Nazionale da sempre offre l’opportunità di sfogliare in maniera interattiva le pagine della prima edizione del capolavoro, pubblicata nel 1605 (www.bne.es).

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo seduta sul tappeto Il Bel Paese di Maurizio Cattelan
Patrizia Sandretto Re Rebaudengo seduta sul tappeto Il Bel Paese di Maurizio Cattelan

UN CENTINAIO DI VOCI INTERPRETANO IL CAPOLAVORO DI CERVANTES

#Yo también leo el Quijote è stata però senza dubbio la lettura web più alternativa, insolita e anche forse internazionale. L’iniziativa è sorta nella sezione Efe 360, dipartimento digitale dell’agenzia nazionale di stampa: a leggere passaggi da “El hingenioso hidalgo Don Quijote de la Mancha” (quasi tre capitoli in tutto) – in un video autoprodotto da casa, o dal luogo di quarantena – sono stati una novantina di volti celebri e meno celebri, soprattutto spagnoli e sudamericani. Si è trattato di scrittori come Almudena Grandes, Maria Dueñas e Javier Cercas, cantanti pop e ballerini di flamenco, popolari attori di teatro, cinema e serie tv, il ministro di Cultura spagnolo e l’omologa colombiana, il direttore dell’Istituto Cervantes e quello del museo del Prado, cuochi, stilisti e persino due grandi toreri. Tra le poche personalità europee coinvolte nella lettura, anche la collezionista torinese Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, che parla bene spagnolo non solo ma anche perché a Madrid è presente la sede estera della sua Fondazione d’arte. All’affresco cervantino proposto da EFE si sono aggiunti poi anche alcuni rappresentanti della società civile, che in questo momento di emergenza sanitaria lavorano per garantire lo svolgimento della quarantena. Un infermiere ha letto un frammento del Don Chisciotte sulla porta del Pronto Soccorso; un medico dal reparto ospedaliero; una poliziotta dalla sala della centrale operativa e un’impiegata di un supermercato da dietro la cassa. La lingua di Cervantes è unica ed universale, ma ciascuno l’ha interpretata con il proprio accento e con la propria emotività. E per la prima volta sono stati presentati anche contributi in catalano, gallego e basco, le altre lingue ufficiali della Spagna. I contributi video sono passati sull’account twitter @Efenoticias per l’intera giornata del 23 aprile e sulla pagina web www.efe.es. Efe ha inoltre invitato i cittadini comuni a registrare un breve video con frammenti del capolavoro di Cervantes, da pubblicare sulla pagina Instagram dell’agenzia.

-Federica Lonati 

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.