Ricordare Ustica. Il libro di Giovanni Gaggia

Scavare sotto la sabbia che copre una delle pagine più oscure della storia italiana non compete alla sfera della creatività, attenendo piuttosto al giornalismo di inchiesta o alla storiografia. Ma riflettere e produrre emozione sul dolore che ne è derivato ha la sua funzione, specie quando alla base c’è un’urgenza espressiva. Come testimoniato dal libro di Giovanni Gaggia.

Giovanni Gaggia, Quello che doveva accadere (particolare), 2015
Giovanni Gaggia, Quello che doveva accadere (particolare), 2015

La strage è quella di Ustica: 27 giugno 1980, un aereo civile diretto da Bologna a Palermo inghiottito dal Tirreno, squarciato da una forza non identificata, 81 vittime e nessun colpevole, pagine e pagine di ipotesi agghiaccianti e controverse ricostruzioni, e un debito di memoria contratto dal Paese. L’inquietante accaduto negli anni ha impressionato la retina degli intellettuali, ha prodotto cinematografia di impegno civile (Il muro di gomma di Marco Risi, 1991) e la nota installazione di Christian Boltanski, corona alla carcassa dell’aereo nel Museo per la memoria di Ustica a Bologna. Giovanni Gaggia (Pergola, 1977), artista che persegue la poetica della compassione in senso etimologico (dal latino cum-patior, cioè “soffrire insieme”),  sceglie di affidare a un libro la sua meditazione non sulla vicenda accaduta (indignazione e illazione non fanno parte dell’universo espressivo dell’autore), ma sul retaggio emotivo nel presente di un lutto collettivo non ancora pienamente elaborato e, più in generale, sull’umano senso di difesa e protezione davanti all’inesorabile nelle tragiche fatalità.

Giovanni Gaggia – Inventarium (Maretti 2016) - cover
Giovanni Gaggia – Inventarium (Maretti 2016) – cover

UN CATALOGO IBRIDO

Edito da Maretti, a cura di Serena Ribaudo, esce nel 2016 Inventarium, un catalogo ibrido, il cui nucleo è costituito dalle immagini della performance e installazione Quello che doveva accadere, realizzata nel 2015 a Palermo e incentrata proprio sul tema della memoria delle vittime di Ustica, ma che presenta anche le opere della serie Sanguinis Suavitas, disegni di sangue e matita che rappresentano, con lo stilema ricorrente del crudo cuore, la prossimità quasi carnale alla sofferenza altrui. I contenuti del libro sono sigillati dall’introduzione dell’Onorevole Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione Vittime della Strage di Ustica, che definisce Gaggia “cittadino-artista”, e dalla testimonianza di Fortuna Piricò vedova Davì, moglie di una delle vittime, e arricchiti dalle poesie di Davide Quadrio, curatore artistico che lavora tra l’Italia e la Cina, i cui versi, di natura intimista e non originariamente destinati alla pubblicazione, sono stati scritti nel tempo sospeso dei viaggi su voli di linea.

Giovanni Gaggia, Quello che doveva accadere (particolare dal taccuino di Inventarium), 2015
Giovanni Gaggia, Quello che doveva accadere (particolare dal taccuino di Inventarium), 2015

USTICA E I SUOI PROTAGONISTI

Inventarium è stato già presentato nelle città coinvolte nella strage: lo scorso settembre a Bologna, al MAMbo, con un intervento della stessa Daria Bonfietti, e a novembre alla Mole Vanvitelliana di Ancona, con la presenza di Luisa Davanzali, figlia di Aldo, l’imprenditore che nel capoluogo marchigiano era titolare, all’epoca dei fatti, della Itavia, la compagnia aerea colpita, “ottantaduesima vittima della strage”. La pubblicazione del volume si inserisce in un momento di crescita artistica di Giovanni Gaggia, confermato anche dalla mostra retrospettiva Sequens Lineam, in corso alla Galleria FabulaFineArt a Ferrara, chiave di volta tra la produzione giovanile e un percorso di ricerca ormai adulto.

Valeria Carnevali

Giovanni Gaggia – Inventarium
Maretti Editore, Falciano 2016
Pagg. 80, € 20
ISBN 9788898855681
www.marettieditore.com

Dati correlati
AutoreGiovanni Gaggia
EditoreCHRISTIAN MARETTI
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Valeria Carnevali
Marchigiana, dopo la laurea in Lettere Moderne conseguita a Urbino nel 1999 con una tesi in Storia dell’Arte Contemporanea, si stabilisce a Milano lavorando per diversi anni nel settore dell’editoria d’arte e collaborando con gallerie e spazi espositivi. Tornata a Fabriano nel 2007, si laurea in Scienze della Formazione Primaria, continuando a occuparsi di arte e cultura del presente, con particolare interesse per la didattica e l’educazione all’arte (e attraverso l’arte) contemporanea. È attualmente insegnante nella scuola primaria e curatore artistico. Nel 2016 fonda l’associazione Art comes to Town. Scrive per Artribune dal 2012.