È morto a 88 anni Quino, sagace fumettista creatore della mitica Mafalda

Considerato l’umorista in lingua spagnola più tradotto al mondo, è stato l’inventore della bambina schietta e contestatrice, interessata ai problemi del mondo, che ha fatto innamorare un’intera generazione.

Mafalda
Mafalda

Il fumettista argentino Joaquín Salvador Lavado Tejón, noto a tutti con il nome d’arte Quino, è morto all’età di 88 anni. Era nato a Mendoza, in Argentina, nel 1932: dopo aver studiato all’accademia di belle arti, si era trasferito a Buenos Aires per realizzare il suo sogno di diventare fumettista. Fu qui che nacque il suo amato personaggio Mafalda nel 1963, quasi per errore.

QUINO E L’INVENZIONE DI MAFALDA

Mafalda, infatti, non era stata concepita da Quino come personaggio umoristico, bensì come mascotte per pubblicizzare una linea di elettrodomestici, la Mansfield del marchio Siam di Tiella. Ma quella bambina dai capelli corvini non era piaciuta affatto ai proprietari della manifattura, che avevano congedato il fumettista. Mafalda apparve l’anno successivo sulle strisce di Gregorio, supplemento umoristico della rivista Leoplán; successivamente, passò alle pagine di Primera Plana, fino ad essere pubblicata regolarmente su El Mundo. Il fumettista argentino decise nel 1966 di raccogliere in ordine cronologico le strisce di Mafalda in un volume, che andò immediatamente esaurito. L’eroina creata da Quino fu capace di conquistare un’intera generazione, grazie alla sua schiettezza e alla sua intelligenza. Una bambina di sei anni caparbia e senza peli sulla lingua, capace di interrogare gli adulti sui problemi del mondo, mettendoli a nudo di fronte alle proprie ipocrisie.

Striscia Mafalda
Striscia Mafalda

QUINO E LA FINE DI MAFALDA

La contestatrice nata Mafalda ha finito per consumare anche il proprio inventore, il quale nel 1973 aveva dichiarato di essere a corto di idee e di essersi stancato di guardare tutti i mali del mondo attraverso gli occhi della propria eroina: “Ad un certo punto mi sono veramente stancato”, come riportato su Fanpage. “Non ce la facevo più a dire tutto quello che non andava, a passare il mio tempo in un continuo atteggiamento di denuncia. Il momento in cui ho deciso di mettere fine alle sue avventure, è coinciso poi con l’inizio di un periodo nero per l’Argentina. Quello dei sequestri, delle sparizioni, della dittatura. Il regime militare ha rafforzato la censura. Anche volendo, non avrei mai potuto continuare”. Da quel momento, ha continuato su altre strade il suo percorso di disegnatore umoristico. Nel 2004, in occasione dei 40 anni di Mafalda, Milano ha dedicato una mostra itinerante al suo lavoro (l’autore si era trasferito qui negli anni Settanta); nel 2008 è stato ospite d’onore dell’importante fiera di fumetti e videogiochi italiana Romics. Nella gallery, alcune strisce della celebre della sua eroina.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.