Giulio Mosca. Intervista al fumettista-influencer

Il suo ultimo fumetto è uscito in libreria per Feltrinelli qualche mese fa: è la storia d’amore semplice, e quindi difficilissima, tra due giovani. Stiamo parlando di Giulio Mosca, da vedere anche su Artribune Magazine #63

Giulio Mosca – Clorofilla (Feltrinelli Comics, Milano 2021)
Giulio Mosca – Clorofilla (Feltrinelli Comics, Milano 2021)

Con il suo mezzo milione di follower su Instagram, Giulio Mosca (Genova, 1991), detto “Il Baffo”, è un autentico fenomeno del fumetto italiano. Lo abbiamo incontrato per sapere qualcosa in più su di lui e sul suo ultimo libro: Clorofilla.

Cosa significa per te essere fumettista?
Mi dà la possibilità di fare ciò che mi riesce meglio e ciò di cui ho più bisogno: comunicare. La mia non è stata una scelta ponderata: arrivo dall’illustrazione e dalla grafica. Un giorno ho deciso di aggiungere del testo a quel che disegnavo, e ho capito che in questo modo riuscivo a esprimere tanto con poco. Da allora mi sono appassionato al linguaggio del fumetto e ho cominciato a studiarlo seriamente. È un medium potentissimo. Non ci sono budget ristretti, non esistono limiti fisici o tecnologici, si può dare il massimo sfogo alla fantasia!

Sei nato a Genova nel 1991, e sei considerato uno dei talenti più brillanti dell’illustrazione e del fumetto italiano. Ci aiuti a conoscerti meglio?
Sono nato a Genova e ci sono stato fino alla fine delle scuole superiori. Mi sono trasferito a Torino dopo aver vinto una borsa di studio allo IED, dove mi sono laureato. Ho cominciato a fare il freelance già durante gli studi e ho fondato una startup insieme a due amici al secondo anno. Ho lavorato nella startup come direttore creativo per circa quattro anni. È in quel periodo che è nato “Il Baffo”. Avevo bisogno di ritrovare la mia creatività, qualcosa che fosse separato dal lavoro, un mondo personale ma da poter condividere con chi volesse entrarci. Ho aperto la mia pagina Facebook a dicembre del 2016 con l’intento di pubblicare una striscia al giorno. Da allora non ho mai smesso.

La tavola di Giulio Mosca per © Artribune Magazine #63
La tavola di Giulio Mosca per © Artribune Magazine #63

CLOROFILLA, IL LIBRO DI GIULIO MOSCA

Il tuo ultimo libro, dal titolo Clorofilla, è da pochi mesi in libreria per Feltrinelli Comics. Si tratta di una storia d’amore semplice, e quindi difficilissima, tra due giovani. Me la racconti?
Clorofilla racconta una storia d’amore tra due giovani adulti. Subito dopo le prime delusioni e i grandi amori adolescenziali. È una di quelle storie d’amore che deve incastrarsi con la vita vera, nella quale si comprende che lo stare insieme non è solo coccole e tramonti. Non definirei Clorofilla solo una storia d’amore, ma piuttosto la parentesi di vita di due persone che stanno insieme. Un amore che si deve districare tra un rapporto a distanza, gli straordinari non pagati e la prima convivenza. La struttura però è quella di un giallo, a me piace definirla così! Inizia con un incidente automobilistico che coinvolge i protagonisti e attraverso flashback cominciamo a ricostruire tutta la storia. Il lettore per tutta la durata del fumetto continuerà a chiedersi come i due possano essere arrivati a quel punto, che cosa ha portato la loro relazione fuori strada…

Eppure è un libro che tu stesso hai definito “senza pretese”. Mi spieghi meglio?
Spesso noi autori crediamo (o ci convinciamo) di avere una missione: scrivere storie che pretendono di insegnare qualcosa a qualcuno, di mostrare una morale superiore. Clorofilla no, è solo una storia. È sicuramente un racconto nel quale possono rivedersi in molti, e sarà proprio l’esperienza intima del lettore a darle un significato più profondo.

Il progetto è cresciuto attraverso uno scambio costante con Tito Faraci, curatore editoriale per Feltrinelli e scopritore di nuovi talenti. Com’è nata la vostra collaborazione, e in cosa è stata utile la “guida” di un maestro come lui?
Tito e io siamo diventati molto amici. Mi ha aiutato in determinati passaggi ma soprattutto mi ha lasciato fare, e questo non è affatto banale. Al di là di tutti i (preziosissimi) consigli tecnici su come aggiustare il tiro, ha saputo ascoltarmi e accompagnarmi in questa avventura sempre con il sorriso e sempre davanti a un buon calice di bollicine!

Giulio Mosca – Clorofilla (Feltrinelli Comics, Milano 2021)
Giulio Mosca – Clorofilla (Feltrinelli Comics, Milano 2021)

I FUMETTI DI GIULIO MOSCA

I tuoi fumetti sono quasi sempre sguardi “romantici” sulle relazioni umane. Cosa ti interessa raccontare?
Utilizzo l’archetipo della coppia come “cavallo di Troia” per raccontare tematiche molto complesse che sarebbe davvero difficile condensare in una sola vignetta. Mi interessa raccontare i sentimenti che ci accomunano, per sviscerarli mentre li scrivo e per dare la possibilità di fare altrettanto a chi li leggerà, ognuno col proprio punto di vista. Mi piace pensare che leggere una mia opera possa essere un equilibrio tra intrattenimento e riflessione – che poi dovrebbe essere lo scopo dell’arte.

Su Instagram conti più di mezzo milione di follower. Quanto il rapporto con i social influenza la tua professione? E più in generale, come sta cambiando il mondo del fumetto, anche in relazione alle nuove modalità di autopromozione sul web?
Instagram è sicuramente il luogo in cui il maggior numero di persone entra in contatto con le mie creazioni. Quindi sì, influenza la mia professione: è la mia professione! È fantastico poter arrivare a così tante persone in così poco tempo, e soprattutto è bello che queste persone possano parlare tra loro o direttamente con me creando una community viva e attiva. Grazie ai social posso mostrare anche me stesso oltre alle mie opere, e questo mi fa sentire bene perché è un modo per far capire ai lettori che i “contenuti” non si creano da soli. Inoltre contribuiscono a instaurare un legame molto più forte con chi ci legge.

Alex Urso

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #63

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https://www.instagram.com/ilbaffogram/

Giulio Mosca – Clorofilla
Feltrinelli Comics, Milano 2021
Pagg. 128, € 16
ISBN 9788807550713
www.lafeltrinelli.it

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.