La vita di George Orwell in uno straordinario fumetto

Come raccontare George Orwell a fumetti e uscirne vivi. Dalla Francia arriva un’opera parsimoniosa ma appassionata sulla vita dello scrittore di “1984” e “La fattoria degli animali”. Con alcune guest star d’eccezione.

Pierre Christin & Sébastien Verdier – Orwell (L'Ippocampo, Milano 2020)
Pierre Christin & Sébastien Verdier – Orwell (L'Ippocampo, Milano 2020)

George Orwell nutriva la speranza di non diventare mai il protagonista di una biografia. Chi meglio di lui, che in realtà era nato Eric Arthur Blair, poteva augurarsi qualcosa del genere? Chi meglio di George Orwell sapeva come funzionassero le cose tra gli esseri umani, se proprio in uno dei suoi capolavori, La fattoria degli animali, attacca dicendo che “Tutti gli animali sono uguali. Ma alcuni sono più uguali degli altri”?
È una biografia ma rispettosa di quel monito il fumetto Orwell scritto da Pierre Christin e disegnato da Sébastien Verdier, uscito in Francia nel 2019, il cui proposito è quello di narrare la vita un po’ esemplare un po’ ordinaria dello scrittore, facendo tesoro degli insegnamenti di un celebre saggio di Christopher Hitchens intitolato Why Orwell Matters (2003). Uscito in libreria per L’Ippocampo editore, il fumetto di Christin e Verdier possiede in più il pregio di unire la memoria dell’uomo al suo lavoro di scrittore con citazioni prelevate dai romanzi. E rafforza la sua unicità come opera divulgativa grazie a un sottotitolo: “Etoniano, poliziotto, proletario, dandy, miliziano, giornalista, ribelle, romanziere, eccentrico, socialista, eccetera”, che fa sentire Orwell quasi uno di noi.

LE TAPPE DELLA VITA DI GEORGE ORWELL

Della vita di George Orwell sono scrupolosamente riportate le tappe essenziali: a cominciare dalla nascita in India nel 1903 e quindi, con un montaggio di immagini rapido e lineare, tutti gli episodi che maggiormente ne influenzarono l’esistenza: la borsa di studio a Eton, le passioni folgoranti nei confronti della natura o di letture stravaganti (La macchina del tempo di Herbert G. Wells) e le conoscenze importanti (la giovane Jacintha).
C’è quasi tutto nel fumetto di Christin e Verdier: il suo essere cittadino del mondo che lo conduce a Parigi, in Spagna a combattere durante la Guerra Civile, e di nuovo in Inghilterra sotto i bombardamenti; i suoi inizi traballanti nell’editoria; la carriera di reporter e i primi manoscritti firmati Eric Blair puntualmente respinti. Ed è a questo punto che arriva la decisione di assumere uno pseudonimo “con cui avrebbe conosciuto la libertà”. Orwell è finalmente Orwell. Conosciamo l’amore della sua vita: la signorina irlandese Eileen O’Shaughnessy, che in seguito sposò. E infine c’è la malattia che lo condusse alla morte nel 1950.

Pierre Christin & Sébastien Verdier – Orwell (L'Ippocampo, Milano 2020) _cover
Pierre Christin & Sébastien Verdier – Orwell (L’Ippocampo, Milano 2020) _cover

UN MOSAICO DI VOCI

Pierre Christin – conosciuto grazie a fumetti quali Valérian e Le falangi dell’Ordine Nero – si confronta con l’autore di 1984 mettendo in atto un processo biografico fondato sul realismo. Una condotta da sceneggiatore che si porta dietro sin da quando sfogliava periodici come Radar e intanto faceva la conoscenza di un giovane di eccezionale talento di nome Jean Giraud, col quale condivideva l’interesse per il fantastico e gli scenari distopici.
Traendo forza e ispirazione dalla monumentale biografia George Orwell di Bernard Crick e dai diari dello scrittore (pubblicati da Mondadori), Christin entra nella vita di Orwell con discrezione, facendolo spesso parlare in prima persona, e senza infierire con dialoghi blateranti e retorici, ma cercando in essi saggezza e genialità.
Sintesi e romanticherie biografiche, infine, assumono una postura bella dritta grazie ai disegni raffinati di Verdier, con intercessione di tocchi di colore qui e là concessi a pochi oggetti simbolici, quasi dovessero servire da vademecum visivo delle memorie di George Orwell. La leggiadria finale il fumetto Orwell se la concede offrendo a disegnatori amici, tra cui André Juillard, Olivier Balez, Manu Larcenet ed Enki Bilal, di “entrare graficamente nelle grandi opere che costellano il percorso di Orwell”. Un imponente mosaico che accresce il valore e la straordinarietà di quest’opera.

Mario A. Rumor

Pierre Christin & Sébastien Verdier – Orwell
L’Ippocampo, Milano 2020
Pagg. 160, € 19,90
ISBN 9788867224982
www.ippocampoedizioni.it

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Mario A. Rumor
Ha scritto di cinema e televisione per Il Mucchio, Empire Italia, Lettera43, Just Cinema e numerose altre riviste italiane e inglesi, tra cui Protoculture Addicts, TelefilmMagazine, Retro, Widescreen, DVD World, ManGa!, Scuola di Fumetto e Leggere:Tutti. Con Weird Book ha collaborato al volume “Joe Dante. Master of Horror” con un saggio su Gremlins, e pubblicato le monografie “Un cuore grande così. Il cinema di animazione di Isao Takahata” (2019, seconda edizione), “Osamu Dezaki. Il richiamo del vento” (2019). È inoltre autore di “Tōei Animation. I primi passi del cinema animato giapponese” (Cartoon Club, 2012), “Created By. Il nuovo impero americano delle Serie Tv” (Tunué, 2005) e “Come bambole. Il fumetto giapponese per ragazze” (Tunué, 2005). Vincitore nel 2015 del Premio Letterario Nazionale “Trichiana Paese del libro” e del premio speciale Casse Rurali Valli di Primiero e Vanoi nell’ambito del prestigioso premio letterario “Grenzen-Frontiere”.