Muore a 69 anni il disegnatore Hideo Azuma, il creatore di Pollon e Nanà Supergirl

Il mondo del fumetto e dei cartoon saluta Hideo Azuma, padre di Pollon (ma non solo). Proprio di recente ne avevamo parlato, includendo il suo nuovo libro “Il diario della mia scomparsa” tra le migliori uscite dell’estate 2019. Il nostro ricordo

Pollon di Hideo Azuma
Pollon di Hideo Azuma

Birichino lo è stato per professione. E forse anche un po’ per vocazione, assieme a quella sua amabilissima voglia di poltrire (e bere) di cui non ha mai fatto mistero. Hideo Azuma, il disegnatore di celebri manga quali Pollon (Olympus no Pollon, 1979) e Nanà Supergirl (Nanako SOS, 1983), se n’è andato a 69 anni lo scorso 13 ottobre a causa di un male incurabile della cui esistenza aveva informato i suoi lettori un paio di anni fa.
Nato in Hokkaido, s’era appassionato di fumetti grazie alle opere di Shotaro Ishinomori avvicinandosi, ancora studente, al periodico COM. Come tutti i volenterosi provinciali che desiderano far carriera, si trasferisce a Tokyo nel 1968 dove lavora per la Toppan Printing per poi fare da assistente al disegnatore Rentaro Itai. Debutta un anno più tardi sulle pagine del periodico Manga O (Akita Shoten) con il fumetto Ringside Crazy.
Sulla soglia del professionismo ci arriva grazie al successo eccezionale che investe il suo Futari no 5-nin (1974) sul magazine Shonen Champion. Gradualmente fa conoscere al pubblico i suoi principali interessi e le sue più smaccate qualità come disegnatore: fantascienza ispirata dal cinema americano, personaggi soprattutto femminili e dall’aria di bamboline in aggiunta a una comicità volenterosamente senza senso.

LA SVOLTA E IL SUCCESSO DI PUBBLICO

La svolta nella carriera avviene nel 1978. Alcuni suoi lavori finiscono pubblicati su riviste di nicchia tipo Bessatsu Kisoten. Nello stesso periodo, assistito da spirito spavaldo, Hideo Azuma inizia anche a disegnare fumetti per le doujinshi, vale a dire le fanzine. Cosa piuttosto insolita per un professionista. Non semplici fumetti, ma fumetti di taglio erotico con protagoniste adolescenti dall’aria innocente e che daranno vita al genere lolicon (contrazione di Lolita Complex).
Nel giro di un anno il successo delle sue produzioni e il numero di devoti lettori aumenta considerevolmente portando prestigio a Manga Alice, dal ’76 il magazine portabandiera di quella cultura birichina e sguaiata ma non scevra da analisi e attenzioni da parte di intellettuali come Jun Ishikawa – grazie anche al Seiun Award, il premio che Azuma si porta a casa con il fumetto Fujori Nikki (Diario assurdo). Non sarà il solo riconoscimento.
Nel 2005 arrivano il Japan Media Arts Award, quindi il Tezuka Osamu Cultural Prize. A Lucca Comics & Games 2019 ci sarà invece il Premio Gran Guinigi grazie a Diario della mia scomparsa (Shisso Nikki, edito da J-Pop), in cui il disegnatore aveva rievocato il periodo più buio della sua vita quando, nell’autunno del 1989, scappò di casa a causa del troppo lavoro, della depressione e del suo alcolismo. Un fumetto in cui, paradossalmente, affrontò la sua stessa vita in maniera positiva. Sempre col sorriso sulle labbra.

UN MANGAKA AL FEMMINILE

Con oltre 400 opere a fumetti realizzate, Hideo Azuma sarà forse rapidamente ricordato per i suoi fumettini senza eccessive pretese, con pupattole dagli occhi grandi e sognanti, ma l’industria a fumetti di casa sua in lui aveva visto un interlocutore spassionato della nascente cultura otaku. Se non addirittura un precursore. Uno che era stato così in gamba da rivelare la latente sessualità delle eroine femminili di anime e manga grazie a opere quali Yakekuso Tenshi (L’angelo disperato), Parareru Kyoshitsu (L’aula del mondo parallelo) o l’erotico Hizashi (Raggio di sole). Opere in cui dell’universo femminile non ha mai affrontato il mistero, soltanto lasciandosi sedurre dall’euforia di sguardi indiscreti e dal divertimento di situazioni strampalate. Come solo in fumetto potrebbe accadere.

– Mario A. Rumor

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Mario A. Rumor
Ha scritto di cinema e televisione per Il Mucchio, Empire Italia, Lettera43, Just Cinema e numerose altre riviste italiane e inglesi, tra cui Protoculture Addicts, TelefilmMagazine, Retro, Widescreen, DVD World, ManGa!, Scuola di Fumetto e Leggere:Tutti. Con Weird Book ha collaborato al volume “Joe Dante. Master of Horror” con un saggio su Gremlins, e pubblicato le monografie “Un cuore grande così. Il cinema di animazione di Isao Takahata” (2019, seconda edizione), “Osamu Dezaki. Il richiamo del vento” (2019). È inoltre autore di “Tōei Animation. I primi passi del cinema animato giapponese” (Cartoon Club, 2012), “Created By. Il nuovo impero americano delle Serie Tv” (Tunué, 2005) e “Come bambole. Il fumetto giapponese per ragazze” (Tunué, 2005). Vincitore nel 2015 del Premio Letterario Nazionale “Trichiana Paese del libro” e del premio speciale Casse Rurali Valli di Primiero e Vanoi nell’ambito del prestigioso premio letterario “Grenzen-Frontiere”.