Su Sky Arte: Com’è difficile essere supereroi. La storia della Marvel

Secondo episodio per la serie che racconta la storia dei comics statunitensi, dagli albi ai fumetti ai blockbuster cinematografici, in onda sul canale Sky dedicato alla creatività.

Captain America
Captain America

Se non siete avidi lettori dei cosiddetti comics statunitensi, potreste avere ancora qualche difficoltà nel distinguere relazioni e affinità tra i personaggi dei due principali universi narrativi, facenti capo rispettivamente alle maggiori case editrici oltre Atlantico, ovvero Marvel e DC Comics. Ma non temete, la serie Supereroi – Battaglia senza fine, in onda su Sky Arte HD, è stata realizzata proprio per ripercorrere la storia dei principali supereroi a stelle e striscie, ormai divenuti parte dell’immaginario collettivo.
Non è un caso, infatti, che il secondo episodio di questo format – trasmesso sul canale Sky il prossimo martedì, alle 21:15 – s’intitoli Grandi poteri, grandi responsabilità: nato come monito pronunciato in punto di morte da Benjamin “Ben” Parker al nipote Peter (che proprio a causa di questo lutto diverrà lo Spider-Man che tutti conosciamo, “l’amichevole Uomo Ragno di quartiere”), identifica a meraviglia tutti i protagonisti della scuderia Marvel Comics.

Daredevil
Daredevil

SUPEREROI CON SUPERPROBLEMI

Per sintetizzare la caratteristica principale dell’Universo creato da Stan Lee, quasi sempre in coppia con il leggendario disegnatore Jack Kirby, basta ricordare che parliamo di “supereroi con superproblemi”.
Negli anni Sessanta, infatti, una nuova tipologia di giustiziere mascherato emergerà dalla mente del sempre sorridente Stan e – in larga parte – dalle matite di Kirby: nell’era dell’energia atomica e dei viaggi spaziali, ma anche della Pop Art, tra vignette e balloon si fanno largo tematiche sociali, ma anche problemi squisitamente umani le cui dimensioni sono direttamente proporzionali all’entità dei poteri dei personaggi. Succede così che Black Panther e Luke Cage si facciano portatori della comunità afroamericana, mentre Hulk e gli X-Men devono fare i conti con lo stigma sociale dell’essere freak.
E vogliamo parlare di Capitan America? Portatore durante la Seconda Guerra Mondiale dell’ideale democratico statunitense contro i regimi dittatoriali, si risveglia in un’America iniqua e corrotta di cui lui finirà per essere la dolente coscienza critica.

– Caterina Porcellini

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Caterina Porcellini
Caterina Porcellini è nata a Taranto, si è formata al DAMS di Bologna e professionalmente a Milano. Già durante l'università sviluppa un interesse per l'influenza esercitata dalla tecnologia su pensiero e società, attraverso le tesi di Marshall McLuhan, Walter J. Ong e Lev Manovich. Da allora si mantiene sempre aggiornata sui nuovi media, lavorando come web editor, social media manager e consulente SEO. Dal 2007 ha collaborato con testate specialistiche e non, Exibart e alcuni siti del Gruppo 24 ORE tra gli altri. Continua ad avere un occhio di riguardo per quelle forme d'espressione che hanno una relazione diretta con il pubblico: architettura e design, fotogiornalismo, performance e installazioni. Grazie alla recente collaborazione con Plain Ink Onlus, sta approfondendo l'utilizzo con finalità sociali dei mezzi di comunicazione popolari, come fumetti e storytelling.