La non marginalità delle periferie. Un saggio di Francesco Erbani

L’indagine sulle periferie condotta da Francesco Erbani ribalta stereotipi e offre esempi di come sia possibile rilanciare territori considerati erroneamente marginali.

Corviale, Roma, photo Federica Verona
Corviale, Roma, photo Federica Verona

Il titolo del saggio di Francesco Erbani, Dove ricomincia la città. L’Italia delle periferie. Reportage dai luoghi in cui si costruisce un Paese diverso, è un indicatore importante del senso e dell’intento della sua ricerca: la città non finisce in periferia, espressione generica, approssimativa e sfocata, considerata ai margini, che non ne rappresenta il tessuto articolato e plurimo, fatto di spazi di vita e di relazioni.
È questo il primo pregio della minuziosa indagine condotta da Erbani, grazie alla postura e agli strumenti del cronista, che fornisce dati, numeri e statistiche, ribaltando stereotipi e pregiudizi. Disagio, violenza, illegalità: a questi connotati che stigmatizzano in modo inappellabile, Erbani contrappone un altro “essere e fare periferia” e compone una contro-narrazione rispetto a quella codificata dai media.

PERIFERIE E COLLETTIVITÀ

La prima parte del volume accompagna il lettore in un excursus storico-politico, sintetico quanto efficace, per conoscere e acquisire consapevolezza di “dove comincia la periferia” nonché i suoi connotati e le politiche attuate, per comprendere i cambiamenti avvenuti a partire dalla seconda metà del Novecento, le responsabilità di degrado, disgregazione sociale e mala-vita, come, ad esempio, le imprese speculative e l’abusivismo.
Il repertorio delle realtà analizzate, grazie a incontri serrati, vividi ritratti dei protagonisti, non è né intende essere esaustivo: una campionatura efficace ed esemplare di come si può abitare e vivere con e per la collettività, grazie all’ascolto e alla partecipazione, che responsabilizza i cittadini, per un coabitare condiviso, dove esistono anche conflitti e ferite, con la volontà di trovare soluzioni e alternative al disagio e al degrado.

Francesco Erbani ‒ Dove ricomincia la città (Manni Editori, San Cesareo di Lecce 2021)
Francesco Erbani ‒ Dove ricomincia la città (Manni Editori, San Cesareo di Lecce 2021)

ALCUNI ESEMPI DI PERIFERIE ATTIVE

Il Laboratorio di Città a Corviale, “Trame di Quartiere” a San Berillo di Catania, “il Rivolta” a Marghera, i “Bagni pubblici” di via Agliè a Torino, le numerose associazioni di Scampia.
Un vero diario di viaggio che consente al lettore di conoscere in presa diretta la storia, la prima destinazione, la memoria e l’attualità dei luoghi, ma anche le fisionomie e le peculiarità di chi se ne prende cura, dedicandosi alle comunità e ai loro vissuti, dando loro spazio di testimonianza.
Una congerie di attori con formazione e competenze professionali diverse, che attivano presidi di legalità, sportelli sociali, servizi culturali, coabitazioni solidali, iniziative di riscatto per contrastare la povertà educativa e l’esclusione sociale, per promuovere il diritto alla cittadinanza da parte di invisibili ed emarginati. Perché “Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia” (Don Milani).

Silvia Mascheroni

Francesco Erbani ‒ Dove ricomincia la città. L’Italia delle periferie. Reportage dai luoghi in cui si costruisce un Paese diverso
Manni Editori, San Cesareo di Lecce 2021
Pagg. 240, € 15
ISBN 9788836170685
www.mannieditori.it

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Silvia Mascheroni
Silvia Mascheroni, storica dell’arte, si è dedicata allo studio di archivi contemporanei, collaborando alla realizzazione dei cataloghi ragionati e generali di Tancredi Parmeggiani (Allemandi, 1996), Pietro Manzoni (Electa, 2006), Mimmo Rotella (Electa, 2007). È progettista e formatrice nell’ambito dell’educazione al patrimonio culturale; docente a contratto presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e la Scuola di Specializzazione in Beni storico-artistici dell’Università di Pisa. Per ICOM Italia coordina il Gruppo di Lavoro “Educazione al patrimonio culturale. Musei-scuole-territorio e professionalità”. Co-responsabile di “Patrimonio e Intercultura” (www.patrimonioeintercultura.ismu.or) e co-fondatrice di “Patrimonio di Storie” (www.patriimoniodistorie.it).