Porta la firma di Konstantinos Dimopoulos il libro che riunisce le città virtuali dei videogame in una sorta di atlante illustrato che evoca quelli ottocenteschi.

Konstantinos Dimopoulos è un urbanista specializzato in città videoludiche, lavora come consulente per videogiochi e insegna level design, cioè progettazione degli spazi di gioco.
Il suo Virtual Cities: An Atlas & Exploration of Video Game Cities, pubblicato in inglese da Unbound, è, come dice il sottotitolo del libro, un’esplorazione delle città rappresentate all’interno di celebri videogiochi.
In Virtual Cities, Dimopoulos descrive 45 città tratte da altrettanti videogiochi, dagli Anni Ottanta allo scorso decennio. A ogni città è dedicato un breve capitolo: ci sono Rubacava di Grim Fandango, Sigil di Planescape: Torment, Clock Town di The Legend of Zelda: Majora’s Mask, Orgrimmar di World of Warcraft, Anor Londo di Dark Souls, Yharnam di Bloodborne, Novigrad di The Witcher 3: Wild Hunt, Raccoon City di Resident Evil 2, Silent Hill dell’omonima serie, New Donk City di Super Mario Odyssey, Anytown di 0°N 0°W, Midgar di Final Fantasy 7, City 17 di Half-Life 2, New Vegas di Fallout: New Vegas e molte altre.

UN ATLANTE DI CITTÀ VIRTUALI

Le città virtuali, anche se possono assomigliare a luoghi reali, non sono pensate per essere abitate: come Dimopoulos stesso ha spiegato durante gli IVIPRO Days 2020, le città videoludiche devono prima di tutto essere spazi da giocare. Dimopoulos in Virtual Cities, ha scelto però di raccontare questi mondi come luoghi reali di cui stiamo leggendo la descrizione in una guida turistica o in un vecchio atlante. Così facendo, l’autore dimostra che, usando solo le informazioni spesso frammentarie disponibili all’interno dei loro videogiochi, queste città possono essere descritte come se esistessero veramente, valorizzando la loro coerenza interna e il loro contributo alla narrazione. La città è il luogo simbolo della cultura occidentale e conserva questo ruolo privilegiato nei videogiochi, che affidano all’ambiente urbano la descrizione delle culture e delle strutture della società.
Volevo evocare la sensazione degli atlanti del XIX secolo, dove un viandante curioso provava a raccontare le meraviglie di posti remoti e quasi inimmaginabili”, ci ha spiegato Dimopoulos via email. “Ma mettendo da parte la necessità di creare una simile atmosfera, mi sembrava esteticamente corretto usare un punto di vista interno, che guardasse queste città come se facessero parte del suo mondo. […] Le osservazioni tecniche, più obiettive e incentrate sulla progettazione, sono limitate alle sezioni che ho intitolato ‘Designer Insights’ e che ho inserito in ogni capitolo. Penso davvero che usare una descrizione onnisciente (non importa quanto dettagliata) avrebbe reso la lettura particolarmente noiosa”.

Konstantinos Dimopoulos ‒ Virtual Cities (Unbound, Londra 2020). Mappa di New Orleans da Gabriel Knight Sins of the Fathers
Konstantinos Dimopoulos ‒ Virtual Cities (Unbound, Londra 2020). Mappa di New Orleans da Gabriel Knight Sins of the Fathers

MAPPE E ILLUSTRAZIONI NEL LIBRO DI KONSTANTINOS DIMOPOULOS

Oltre ai Design Insights, i capitoli di Virtual Cities sono arricchiti anche da illustrazioni e mappe. Le illustrazioni, realizzate con inchiostro colorato da Maria Kallikaki, sono forse il punto debole dell’opera, a causa di una tecnica non sempre perfetta. Le immagini hanno comunque una certa eleganza compositiva, e un gusto da illustrazione del primo Novecento che si aggiunge ai soliti richiami di Kallikaki alla pittura metafisica e ai panorami impossibili di René Magritte. Molto più riuscite le mappe, realizzate con la collaborazione di Vivi Papanastasiou, delle città discusse.
Ma nel complesso, Virtual Cities: An Atlas & Exploration of Video Game Cities è un volume interessante per scoprire o riscoprire quelle che sono forse le più complesse città immaginarie mai realizzate e capire qualcosa in più sulle nostre città reali attraverso il modo in cui è pensata la loro rappresentazione e simulazione digitale e il modo in cui, liberi dai vincoli del mondo fisico, riusciamo a immaginare lo spazio urbano. E anche quando la città digitale si limita a trasformare in architettura (digitale) le meccaniche di gioco e le loro necessità, queste meccaniche e le architetture da loro generate raccontano qualcosa di noi e delle nostre priorità.

Matteo Lupetti

Konstantinos Dimopoulos ‒ Virtual Cities: An Atlas & Exploration of Video Game Cities
Unbound, Londra 2020
Pagg. 256, € 35
ISBN 9781783528486
unbound.com

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Matteo Lupetti
Diplomato in Fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze nel 2010, gestisce il collettivo di fumettisti indipendenti Gravure e scrive di videogiochi per varie testate italiane ed estere. È diplomato in sommelerie all’interno dell’associazione FISAR ed è direttore artistico del festival di narrazioni di realtà CreteCon.