10 libri di non-fiction narrativa per un Natale senza renne e folletti

Se lo Spirito del Natale non riesce a penetrare la scorza coriacea del vostro arido cuore. Se da anni non perdete una puntata di “Un giorno in pretura” e “Chi l’ha visto?” Se a forza di docu-fiction vi siete costruiti una solida cultura sulle dinamiche del narcotraffico internazionale e sulla criminalità organizzata nostrana. Se tutte le volte che leggete “tratto da una storia vera”, il vostro interesse all’improvviso si desta, questa lista di libri forse fa al caso vostro.

Quando parliamo di letteratura non-fiction, ci riferiamo a opere che descrivono eventi realmente accaduti, adoperando anche tecniche ed espedienti della narrativa d’invenzione. Una modalità del racconto che definisce un territorio dai confini molto ampi, e che si sviluppa attraverso le forme espressive che caratterizzano il reportage, la biografia, il memoir, il romanzo storico e l’autofiction. All’interno di questi confini rientra anche il non-fiction novel, inteso come genere codificato, che si è affermato negli Anni Sessanta grazie all’emergere di autori come Norman Mailer e Truman Capote, tra i primi a fondere le tecniche e le finalità del giornalismo e della letteratura nella forma ibrida del romanzo-verità.
In questo ambito letterario, come in tutta la non-fiction narrativa, la realtà non viene semplicemente esposta, ma rielaborata in maniera creativa e personale, così da metterne in luce gli aspetti più affascinanti, costruire attesa ed empatia, generare suggestioni e interpretazioni.
In Italia esiste una lunga e gloriosa tradizione di letteratura “al servizio della realtà”, spesso caratterizzata anche da un forte impegno civile. Una storia che parte almeno da Manzoni e arriva fino a Scurati, con la tetralogia M e il suo modello di “romanzo documentario”. Non si tratta quindi di una categoria nuova, ma negli ultimi anni questo particolare impasto di verità e artificio è stato al centro di una serie di uscite di grande qualità e successo, che hanno riaperto il dibattito sul genere e sui suoi confini.
Per quanto la scrittura, così come il cinema, possegga anche il potere di trasportarci in un altrove immaginario e nuovo, spesso preferiamo cercare di comprendere o rivivere il reale. Possiamo avere tutto, ma vogliamo la realtà.
Abbiamo scelto dieci titoli, alcuni usciti da poco e altri classici, in cui la non-fiction si applica in forme molto diverse tra loro, e si sviluppa attraverso continue contaminazioni tra generi. Un breve percorso, necessariamente personale e circoscritto, per esplorare un universo letterario in costante evoluzione, a cui molti autori contemporanei si stanno rifacendo, tanto in Italia quanto all’estero.

Marcello Giannangeli

1. NICOLA LAGIOIA – LA CITTÀ DEI VIVI

Nicola Lagioia ‒ La città dei vivi (Einaudi, Torino 2020)

Siamo nel marzo del 2016. In un anonimo appartamento della periferia della Capitale, Manuel Foffo e Marco Prato seviziano per ore e portano a una morte dolorosa e terribile il giovane Luca Varani. Uno dei casi di cronaca più efferati degli ultimi anni cattura immediatamente l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica. Le prime pagine dei quotidiani si riempiono di congetture, un’ondata di commenti impulsivi e carichi d’odio si riversa sulle bacheche dei social network. Nel caso Varani c’è un elemento in particolare che cattura l’attenzione degli osservatori: si tratta, almeno apparentemente, di un omicidio inspiegabile e senza senso. O meglio, in termini tecnici, senza movente.
Un aspetto che colpisce, in maniera istantanea e profonda, anche lo stesso Nicola Lagioia, che si lancia così in una vera e propria indagine privata sul caso, durata quattro anni.
Andando in cerca d’indizi, testimonianze e racconti, l’autore comincia a percorre le strade più cupe della Capitale, dal centro fino alle immense periferie. Appare subito chiaro che i protagonisti della vicenda si conoscono appena, coltivano amicizie e relazioni indipendenti e appartengono a classi sociali differenti. Abitano in tre delle tante isole che compongono l’arcipelago dei rioni e delle borgate di Roma ed è anche per questo che la ricerca di Lagioia si allarga presto, inevitabilmente, alla città che fa da scenario agli eventi.
Roma è caos e moltitudine, un ecosistema di relazioni imprevedibili, un’infinità di storie personali, intrecciate in maniera spesso casuale, come le strade storte e bucate che i suoi abitanti battono ogni giorno. Roma è pura anarchia. Una condizione che rimanda ai due opposti concetti di sopraffazione e libertà. Roma è infine un coro ininterrotto e fuori tempo di pareri e opinioni che si sovrappongono continuamente. Lagioia riporta umori ed emozioni di questo personaggio collettivo, ma cerca al contempo di scavare più in profondità, attraverso una continua riflessione sui temi dostoevskiani del libero arbitrio e della colpa.

Nicola Lagioia ‒ La città dei vivi
Einaudi, Torino 2020
Pagg. 472, € 22
ISBN 9788806233334
https://www.einaudi.it

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2. EMMA CLINE – HARVEY

Emma Cline – Harvey (Einaudi, Torino 2020)

Anche lo sguardo di Emma Cline, nel suo recente romanzo breve Harvey, s’indirizza verso un carnefice celebre: l’ex produttore cinematografico e molestatore seriale Weinstein, dalla cui vicenda è germogliato il movimento #metoo.
Già nel suo precedente best seller Le ragazze, ambientato nella California del 1969, la Cline aveva raccontato una storia in cui realtà e finzione s’intrecciano in maniera indissolubile, attraverso i chiari e continui riferimenti al caso Manson e alla sua comune. In quel frangente la distanza dagli avvenimenti era maggiore, il quadro d’insieme includeva vittime e carnefici, e la vicenda si sviluppava attraverso una trama più tradizionale e lineare.
In Harvey la Cline sceglie invece di non ricostruire per intero le vicende umane e giudiziarie vissute dal protagonista, ma di raccontare soltanto le poche ore che lo separano dal verdetto di colpevolezza che ne determinerà la sorte. Weinstein è un uomo goffo, sgradevole e fragile, che decide di trascorrere i suoi ultimi momenti di semi-libertà nella residenza di un amico in Connecticut, guardando una serie tv dopo l’altra e ingozzandosi di junk food.
La sua è una meschinità minuta, domestica e quotidiana. Anche se la Cline sceglie di non raccontare le spaventose imprese del “mostro”, ma si limita a rappresentare il protagonista nel suo impaccio di uomo ormai sconfitto e patetico, comunque nel racconto non troviamo traccia di empatia o compassione. È persino difficile intuire cosa l’autrice pensi davvero di Harvey, ma mostrarlo unicamente nella sua condizione di definitiva impotenza equivale forse a infliggergli un’ulteriore e severa punizione, grazie agli affilati strumenti della letteratura.

Emma Cline – Harvey
Einaudi, Torino 2020
Pag. 104, € 12
ISBN 9788806248383
https://www.einaudi.it

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3. RACHEL CUSK – RESOCONTO

Rachel Cusk – Resoconto (Einaudi, Torino 2018)

Come abbiamo visto, spesso la non-fiction viene utilizzata per raccontare storie di crimini e omicidi, con l’intento di indagare in maniera più approfondita gli eventi che la cronaca nera e giudiziaria già ci riportano nei notiziari o sui quotidiani. Ci sono al contempo anche racconti straordinari che narrano di vicende ordinarie e quotidiane, in maniera brillante e misteriosamente efficace. È il caso di Resoconto, primo volume della Trilogia dell’ascolto di Rachel Cusk, iniziata appunto con  Outline  (il titolo originale), proseguita con  Transit  e ultimata con  Kudos.
Resoconto è un’opera davvero originale, molto difficile da definire e da riportare a modelli letterari codificati. Raccoglie vari frammenti di esperienze vissute dalla scrittrice Faye ‒ alter ego dell’autrice ‒ e riporta incontri e conversazioni avvenute con personaggi incrociati per caso, durante un trasferimento in aereo, una gita al mare o un seminario all’università.
Niente schizzi di sangue, né memorabili eventi da ricostruire. Resoconto riporta soltanto il quotidiano, pezzetti di esistenza messi insieme in una forma romanzo innovativa, con cui l’autrice tenta di tracciare una nuova strada, tra il racconto di finzione e la memorialistica.

Rachel Cusk – Resoconto
Einaudi, Torino 2018
Pagg. 192, € 17
ISBN 9788806236564
https://www.einaudi.it

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4. OLIVIA LAING – CITTÀ SOLA

Olivia Laing ‒ Città sola (Il Saggiatore, Milano 2018)

Città sola indaga il rapporto molto stretto che intercorre tra solitudine, arte e metropoli.
La ricerca prende spunto da un elemento di autofiction, con l’autrice Olivia Laing che parte dall’Inghilterra alla volta di New York, per raggiungere un nuovo amore. La relazione ha vita breve e Olivia si ritrova sola, immersa nella grande città, brulicante di attività e al contempo indifferente e distante. La Laing si abbandona quindi allo studio, va in cerca di documentazione su alcuni grandi artisti solitari del passato, per provare a comprenderne il percorso e ritrovare un senso alla sua stessa esperienza privata.
Gli itinerari espressivi di Edward Hopper, Andy  Warhol e David Wojnarowicz, che l’autrice approccia in maniera del tutto personale e originale, rappresentano la prova che, per quanto dolorosa e straniante, l’esperienza della solitudine metropolitana può portare alla creazione artistica e lasciare quindi un segno significativo sulla realtà.
Città sola è un’opera ispirata e spiazzante, che mescola autofiction e biografia, saggistica e memoir, attraverso un’operazione tanto sofisticata quanto emotivamente coinvolgente.

Olivia Laing ‒ Città sola
Il Saggiatore, Milano 2018
Pagg. 292, € 24
ISBN 9788842824534
https://www.ilsaggiatore.com

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5. CHRIS OFFUTT – MIO PADRE, IL PORNOGRAFO

Chris Offutt ‒ Mio padre, il pornografo (Minimum Fax, Roma 2016)

Anche Mio padre, il pornografo, del formidabile Chris Offutt, riprende in parte il genere memoir, riportando le esperienze vissute dall’autore dopo la scomparsa del padre Andrew per cirrosi epatica. Per gran parte della sua vita Andrew Offutt ha vissuto rinchiuso nel piccolo studio della sua casa in Kentucky, dando vita a una sconfinata produzione di romanzi porno, firmati con una trentina di diversi pseudonimi. Lavoratore infaticabile, dal carattere introverso e scorbutico, Andrew si è dedicato a quest’attività con devozione e metodo, producendo un racconto ogni tre giorni, e dando vita a un archivio impressionante, composto da centinaia di opere vietate ai minori. Dopo la sua morte, il figlio Chirs riceve in eredità tutto il materiale, e si cimenta nell’impresa di analizzarlo e sistemarlo in maniera razionale.
Questa operazione rappresenterà per lui soprattutto l’occasione per comprendere meglio la figura del padre, la sua concezione del lavoro, il suo continuo impegno a sostegno della moglie e di tutta la famiglia.
Mio padre, il pornografo definisce quindi la storia degli Offutt, attraverso una narrazione che si svolge su due diversi piani temporali: da una parte abbiamo l’appassionante ricostruzione della vita di uno scrittore seriale di letteratura di genere dagli Anni Sessanta in poi. A un secondo livello c’è invece l’esperienza più recente di Chris, che tenta di comprendere meglio la personalità del padre, archiviando le opere della sua colossale produzione letteraria.
Un tentativo molto riuscito di dare vita a un memoir, sulla base di una frammentaria biografia.

Chris Offutt ‒ Mio padre, il pornografo
Minimum Fax, Roma 2016
Pagg. 296, € 18
ISBN  9788833890142
https://www.minimumfax.com

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6. JOHN HIGGS ‒ COMPLOTTO! CAOS, MAGIA E MUSICA HOUSE

John Higgs ‒ Complotto! Caos, magia e musica house (Nero Editions, Roma 2018)

Cronaca nera e giudiziaria, quotidianità e vicende autobiografiche. Finora abbiamo parlato di libri molto differenti tra loro, che riportano vicende realmente accadute, a volte eccezionali, ma comunque verosimili. Non sempre però la realtà è verosimile. Talvolta, anzi, pare del tutto assurda e irrazionale, più romanzesca di qualsiasi romanzo.
È il caso delle vicende descritte da John Higgs in Complotto! Caos, magia e musica house, una sorta di ibrido tra reportage gonzo, biografia e saggio sulle controculture del Novecento.
Nei primi Anni Novanta i KLF sono una delle formazioni house più famose e di successo della scena elettronica britannica. Alcuni loro singoli arrivano a toccare il vertice delle classifiche internazionali e gonfiano il conto in banca della band con un ritmo in quattro quarti sempre più incalzante. Drummond e Cauty, i fondatori del gruppo, potrebbero proseguire su questa strada, cercando di produrre nuove hit di successo, da offrire in pasto al mercato discografico. Eppure decidono di prelevare in banca un milione di sterline in contanti e di bruciare tutto in un grande rogo rituale sull’isola di Jura in Scozia.
L’assurda parabola dei  KLF offre a Higgs lo spunto per ripercorrere alcune delle esperienze più radicali della controcultura novecentesca: rave e situazionismo, teorie del complotto e beffe mediatiche, Guy Debord, Carl Jung, John Fitzgerald Kennedy e gli ABBA… tutto finisce in un vorticoso gorgo narrativo, in cui verità e finzione si mescolano continuamente, fino a confondersi in maniera indistinguibile.

John Higgs ‒ Complotto! Caos, magia e musica house
Nero Editions, Roma 2018
Pagg. 244, € 17
ISBN 9788880560081
https://not.neroeditions.com

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7. HUNTER S. THOMPSON – PAURA E DISGUSTO A LAS VEGAS

Hunter S. Thompson ‒ Paura e disgusto a Las Vegas (Bompiani, Firenze 2016)

Il gonzo journalism, cui abbiamo accennato parlando di Complotto!, rappresenta una delle più improbabili derive della letteratura  non finzionale  contemporanea. Nasce dalla convinzione che il giornalismo possa riuscire a raccontare la realtà anche andando al di là della mera e oggettiva esposizione dei fatti, e che sia anzi in grado di riprodurre una visione a suo modo veritiera di quanto ci circonda, a partire da una prospettiva personale, spiazzante e programmaticamente distorta.
Il maestro indiscusso di questa forma narrativa è sicuramente Hunter S. Thompson. Il suo Paura e disgusto a Las Vegas, nato come reportage per la rivista Rolling Stones, rappresenta una delle pietre miliari del genere. Nel 1971, l’alter ego dell’autore, Raoul Duke, parte per Las Vegas a bordo di una vistosa Chevrolet decapottabile, assieme al suo improbabile compagno di viaggio Dr Gonzo e a una nutrita scorta di droghe variamente assortite. Anche se lo scopo iniziale del viaggio sarebbe raccontare, in un pezzo di 400 parole, una sgangherata corsa motociclistica nel deserto, i protagonisti si ritrovano presto immersi nella fantasmagorica realtà dei casinò di Las Vegas, dove si dedicano a una sequenza d’imprese esilaranti e grottesche. Nonostante la lente deformante delle droghe psichedeliche e dell’alcol, o forse proprio grazie a essa, Thompson riesce a tratteggiare un quadro potente e definito dell’America di quegli anni.
Nel suo racconto il casinò diventa emblema e metafora della vera e avvilente condizione del sogno americano. Las Vegas è un mostro kitsch e artificiale da distruggere con sprezzante goliardia. Mentre sullo sfondo la controcultura dell’amore libero e del pacifismo sembra ormai definitivamente condannata al fallimento.

Hunter S. Thompson ‒ Paura e disgusto a Las Vegas
Bompiani, Firenze 2016
Pagg. 320, € 13
ISBN 9788845281273
https://www.bompiani.it

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8. DAVID FOSTER WALLACE ‒ UNA COSA DIVERTENTE CHE NON FARÒ MAI PIÙ

David Foster Wallace ‒ Una cosa divertente che non farò mai più (Minimum Fax, Roma 2017)

Così come Paura e disgusto a Las Vegas, anche Una cosa divertente che non farò mai più racconta un viaggio alla scoperta di uno dei grandi divertimentifici Made in USA: le crociere di lusso ai Caraibi. Anche in questo caso l’opera nasce come originale reportage giornalistico, commissionato a David Foster Wallace da Harper’s Magazine. Ancora una volta, infine, quello che ne esce è uno smaliziata ed esilarante analisi sulla deriva del sogno americano.
Nel suo racconto DFW sceglie il registro umoristico per definire, con kafkiana ironia, un’esperienza al contempo ordinaria e assurda. L’irresistibile studio sociologico dei viaggiatori e dei membri dell’equipaggio, il resoconto degli episodi improbabili che si verificano durante il viaggio, la descrizione dell’industria delle crociere di extra-lusso compongono il reportage comico di uno dei più grandi autori della letteratura contemporanea. Non si tratta di un esempio isolato, gran parte delle opere di Wallace fa largo uso di frammenti di realtà e pezzi di vita vissuta, rielaborandoli in maniera creativa e del tutto originale. Un aspetto particolarmente evidente soprattutto nei saggi, nei racconti e nei reportage, ma che ritroviamo anche nelle opere maggiori e nello stesso Infinte Jest, il capolavoro di DFW, nella cui trama l’autore inserisce diversi elementi di autofiction, mescolandoli al torrenziale flusso romanzesco della narrazione.

David Foster Wallace ‒ Una cosa divertente che non farò mai più
Minimum Fax, Roma 2017
Pagg. 151, € 15
ISBN 9788875218379
https://www.minimumfax.com

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9. LEONARDO SCIASCIA ‒ LA SCOMPARSA DI MAJORANA

Leonardo Sciascia ‒ La scomparsa di Majorana (Adelphi, Milano 2004)

Nato anch’esso sulle pagine di una testata giornalistica, in questo caso come racconto a puntate per il quotidiano La Stampa, La scomparsa di Majorana tenta di ricostruire la vicenda della presunta morte del fisico Ettore Majorana, uno dei Ragazzi di via Panisperna, sparito nel 1938, dopo un trasferimento via nave da Napoli a Palermo.
Per la sua indagine, Sciascia raccoglie le poche e frammentarie notizie disponibili al tempo, i verbali della polizia e le dichiarazioni delle persone più vicine allo scienziato siciliano.
Analizzando e interpretando questi documenti, l’autore cerca di comprendere se davvero si sia trattato di suicidio, come gli inquirenti dell’epoca ritengono, o se sia invece più plausibile l’ipotesi di una volontaria fuga dal mondo. È possibile che Majorana abbia deciso di sparire dalla scena, dopo aver intuito i terribili sviluppi a cui le più recenti scoperte della fisica avrebbero presto potuto condurre? Definito da Sciascia come “un misto di storia e d’invenzione”, il racconto tenta di colmare le lacune documentarie che impediscono la definitiva risoluzione del caso, con la sensibilità e la capacità d’immedesimazione dell’autore nel protagonista. Nella convinzione che la letteratura possa talvolta avere successo, laddove le indagini della polizia e la ricerca storiografica hanno fallito.

Leonardo Sciascia ‒ La scomparsa di Majorana
Adelphi, Milano 2004
Pagg. 113, € 10
ISBN 9788845918711
https://www.adelphi.it

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10. TRUMAN CAPOTE – A SANGUE FREDDO

Truman Capote ‒ A sangue freddo (Garzanti, Milano 2019)

Il 16 novembre del ’59, sul New York Times compare un trafiletto in cui viene riportata la notizia dell’uccisione di un piccolo agricoltore del Kansas di nome Herbert Clutter, della moglie Bonnie e di due dei loro quattro figli. Truman Capote, scrittore e sceneggiatore di successo, autore del celebre Colazione da Tiffany, legge quelle poche righe e decide di partire assieme all’amica e scrittrice Harper Lee verso la cittadina di Holcomb, dove si sono svolti i fatti. Si lancia così in un’avventura che durerà sei anni, durante i quali indagherà con ostinazione e passione sugli avvenimenti che hanno portato al massacro di una famiglia tranquilla e benestante come tante.
Il suo A sangue freddo verrà da molti definito come il primo romanzo-verità della storia della letteratura americana. Un tentativo, decisamente riuscito, di combinare la cruda realtà dei fatti con la tensione narrativa del romanzo di finzione, nato dalla convinzione che le forme tradizionali della fiction non siano davvero in grado di esprimere tutta la complessità dell’esistenza umana.
Con questo romanzo completiamo il nostro excursus nella non-fiction narrativa e torniamo in qualche modo all’inizio del nostro percorso. A sangue freddo è infatti il primo riferimento letterario che ci viene in mente leggendo La città dei vivi.

Truman Capote ‒ A sangue freddo
Garzanti, Milano 2019
Pagg. 416, € 22
ISBN 9788811604778
https://www.garzanti.it

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CuratoreNicola Lagioia
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Marcello Giannangeli
Laureato in lettere moderne all’Università di Bologna, si occupa di eventi culturali e comunicazione. Ha partecipato alla realizzazione di festival come Enzimi, Dissonanze, Fotografia, Letterature, per poi fondare la società Snob Production e produrre progetti dedicati a musica, arte, food e moda. Tra questi: Mit – Meet in Town, This Is Rome, This is Food, Chorde, Now Norwegian Way, Carhartt Square. È founder dello studio creativo We Rise Studio, che si occupa di promozione digitale, in particolare in ambito culturale ed enogastronomico.