Fabulations. Il sesso e l’amore al tempo del Captorix nel nuovo romanzo di Michel Houellebecq

Si intitola “Serotonina” il nuovo romanzo di Michel Houellebecq. Un viaggio nell’animo umano, tra disperazione e rimedi artificiali.

Michel Houellebecq - Serotonina (La nave di Teseo, Milano 2019)
Michel Houellebecq - Serotonina (La nave di Teseo, Milano 2019)

Ce lo aveva promesso che dopo l’islamizzazione dell’Occidente avrebbe dedicato la sua attenzione letteraria all’amore. Michel Houellebecq non si smentisce con Serotonina, generando subito un clamore mediatico alimentato da fan acclamanti e hater disgustati.
A dare il titolo al nuovo romanzo dello scrittore francese è la serotonina, l’ormone del buonumore attivato chimicamente da un antidepressivo di ultima generazione, il Captorix.
Ad assumerlo è il protagonista maschile, Florent-Claude Labroust, 46enne annoiato e in fuga dalle delusioni dell’ultima storia d’amore vissuta con la giovane e viziatissima fidanzata giapponese Yuzu. Houellebecq si conferma autore dallo straordinario ritmo narrativo con cui può scrivere di qualsiasi cosa, ma in questa ultima fatica letteraria è come se tutto l’impianto del romanzo, per dipanarsi appieno, avesse bisogno di provocazioni che appaiono un poco mosce. Il protagonista è un uomo depresso che odia anche il suo nome e che, in preda a un attacco di gelosia, scopre i video di Yuzu intenta a provocare piacere sessuale a uomini e cani in gang bang reiterate. È questo il motivo scatenante che fa decidere a Florent-Claude di scomparire per salvarsi dalla propria disperazione e trovare uno stabilizzatore del suo umore nel Captorix, il nuovo farmaco della felicità. Così descrive Houellebecq i prodigi di questo nuovo farmaco “non dà alcuna forma di felicità, e neppure di vero sollievo, ma trasformando la vita in una serie di formalità aiuta gli uomini a vivere, o almeno a non morire, per qualche tempo”. A questo si aggiunga che uno degli effetti collaterali del Captorix è che blocca la produzione del testosterone, con conseguente inibizione di ogni pulsione sessuale, che per il protagonista appare come una delle uniche ragioni esistenziali. Ecco che il quadro dell’amore al tempo del Captorix è chiaro. Un sentimento che si alimenta delle manie tipiche del nostro tempo e della solitudine umana, che rende tutti indistintamente alle prese con problemi personali, morali e sociali. “Il mondo esterno era duro, spietato con i deboli, non manteneva quasi mai le promesse, e l’amore restava l’unica cosa in cui si potesse ancora, forse, avere fiducia”.

UNA PICCOLA COMPRESSA

Comincia così il viaggio di Florent-Claude nei ricordi dei suoi vecchi amori. È in particolare la figura di Camille, e il ricordo di quell’amore giovane, a dare una spinta al protagonista tanto quanto il Captorix, da cui non riesce più a staccarsi. Nonostante il desiderio di riavvicinarsi, non gli riuscirà mai di ricontattare Camille, arreso ormai a un destino fatto di solitudine e alcool. Il suicidio dei suoi genitori e quello successivo del suo migliore amico Aymeric, nobile agricoltore della Normandia che, vittima di un sistema agricolo in crisi, in una violenta dimostrazione contro lo Stato decide di togliersi la vita con un colpo di fucile, non aiutano Florent. “I ricordi tornavano senza tregua, a ucciderti non è il futuro bensì il passato, che torna, ti tormenta, ti scava ed effettivamente finisce per ucciderti”. In Serotonina, Houellebecq usa la scrittura come gesto di immedesimazione con chi è destinato a perdere, il suo non è un disincanto ironico verso il mondo, piuttosto è partecipazione intima alla vita e solidarietà umana per chi, senza intenti di edificazione, la subisce.
Cominciai a stancarmi delle trasmissioni culinarie, comunque impeccabili, e fu il vero inizio della mia discesa”. È lo smarrimento di un uomo di mezza età benestante dove l’individualità, il senso privato di giustizia, il relativismo selvaggio emergono come i vizi degli umani. La società occidentale è guasta, non funziona più, è disgregata e non può più venire a capo della questione contrapponendo su scala mondiale bene e male come un tempo. La questione adesso è tutta interna; l’uomo non riconosce più i valori che in passato erano considerati fondanti. Cosa dà un senso alla vita di Florent-Claude Labroust? “Una piccola compressa bianca, ovale, divisibile. Non crea né trasforma; interpreta”.

Marco Petroni

Michel Houellebecq ‒ Serotonina
La nave di Teseo, Milano 2019
Pagg. 332, € 19
ISBN 9788893447393
www.lanavediteseo.eu

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Marco Petroni
Marco Petroni, teorico e critico del design. Ha collaborato con La Repubblica Bari, ha diretto le riviste Design Plaza, Casamiadecor, ha curato la rubrica Sud su Abitare.it, è stato redattore di FlashArt. Collabora con l'edizione online di Domus. Curatore senior presso il centro di ricerca museale Plart di Napoli. Sviluppa progetti curatoriali innovativi ed eventi legati ai temi della cultura del progetto con un approccio transdisciplinare come Botanica di Studio Formafantasma, Naturally combined di Mischer'Traxler, The future of Plastic di Officina Corpuscoli e altri. Ha pubblicato vari saggi tra cui Mondi Possibili, appunti di teoria del design (Edizioni Temporale), Going real, il valore del progetto nell'epoca del postcapitalismo (Planar Books). Ha tenuto lezioni presso Naba Milano, Design Academy Eindhoven, London Design Museum. Attualmente insegna Storia del design presso l'Accademia Belle Arti di Napoli e Communication for fashion al Politecnico di Milano.