Allenare lo sguardo con la pittura. Il libro di Ignazio Gadaleta

L’artista, docente di pittura all’Accademia di Brera, traccia un repertorio iconografico con 77 dettagli che vanno dal Medioevo all’Ottocento. Al centro della sua analisi, una selezione ragionata di capolavori conservati dalla Pinacoteca di Brera. Con fini estetici e, naturalmente, didattici.

Ignazio Gadaleta con Enrico Crispolti, a Milano nel 2005, alla Galleria Naviglio Modern Art, nell'opera ambiente Celesti magnetici (al cielo di Milano) dello stesso artista
Ignazio Gadaleta con Enrico Crispolti, a Milano nel 2005, alla Galleria Naviglio Modern Art, nell'opera ambiente Celesti magnetici (al cielo di Milano) dello stesso artista

Musei chiusi e tutti in casa a guardare il mondo da Facebook e Instagram. Magari, per chi ha la vocazione del viaggio costante nell’arte, con qualche tour virtuale sui siti e sulle pagine social di musei e collezioni. E poi?
E poi, naturalmente (anche se sarebbe bello poter dire anzitutto), ci sono i libri. E Brera all’altezza dei nostri sguardi di Ignazio Gadaleta è il libro giusto, soprattutto in questo periodo di privazioni visive, in cui allenare lo sguardo dinnanzi alle opere d’arte è sostanzialmente impossibile, perché vietato.
Gadaleta è anzitutto un pittore – aniconico, orgogliosamente, dagli Anni Ottanta –, ma è anche docente di I fascia di Pittura all’Accademia di Brera. Quindi lavora a un tiro di schioppo da quella straordinaria collezione di capolavori – Ambrogio Lorenzetti, Carlo Crivelli, Luca Signorelli, Dosso Dossi, Guido Reni, Guercino, Caravaggio, Luca Giordano, Giambattista Tiepolo e l’elenco potrebbe proseguire a lungo – che quasi quotidianamente frequenta con i suoi allievi. Fare pittura, d’altronde, vuol dire anzitutto avere un rapporto di famigliarità con essa, a prescindere dai perimetri cronologici o geografici.

UNA QUESTIONE DI ALLENAMENTO

Allenare lo sguardo, già. In molte università e accademie ci sono ancora docenti che praticano questo straordinario allenamento, proiettando dettagli di dipinti e sculture per favorire la memoria visiva e insegnare ai propri studenti che l’opera d’arte è anche un insieme di dettagli visivi imprescindibili che coralmente compongono un palinsesto di visioni e prospettive di pensiero. In più, come ci ha insegnato Roberto Longhi, l’opera è anzitutto un “rapporto”, una parentela con altre opere d’arte. E lo studio approfondito dei particolari aiuta anche l’occhio del conoscitore e dello studente. E, ovviamente, dell’artista.
D’altronde, “il museo deve operare come un’istituzione per la prevenzione della cecità, allo scopo di far funzionare le opere. Le opere funzionano quando, stimolando lo sguardo curioso, acutizzano la percezione, suscitando l’intelligenza visiva, esse partecipano alla creazione e alla ri-creazione dei nostri mondi”, come ha sostenuto Nelson Goodman nel 1980. Questa citazione apre non a caso l’introduzione del volume, affidata a James M. Bradburne, direttore generale della Pinacoteca di Brera.

Ignazio Gadaleta Brera all’altezza dei nostri sguardi (Marsilio, Venezia 2019)
Ignazio Gadaleta Brera all’altezza dei nostri sguardi (Marsilio, Venezia 2019)

DAL MAESTRO DI SAN VERANO AD HAYEZ

Nell’orbita di un impegno sul fronte della didattica, questo volume di Gadaleta ci propone proprio un repertorio di settantasette dettagli di opere conservate presso la Pinacoteca di Brera. Basta una rampa di scale per immergersi nelle macchine pittoriche che tra Italia ed Europa hanno mirabilmente accompagnato la storia della pittura tra Medioevo ed età moderna fino all’Ottocento. Dal Maestro di San Verano ad Hayez c’è un mondo, con rivoluzioni e afflati di stupore spesso celati in dettagli quasi impercettibili se non attraverso l’osservazione diretta dell’opera. Ignazio Gadaleta in questo che nei fatti è un libro d’artista compone quindi una articolata successione di immagini fotografiche (sue immagini) precedute da un testo teorico, un vero e proprio statement in cui si precisano scelte, propensioni, possibili interpretazioni di questa ossessiva ricerca che porta poi noi lettori a immergerci in dettagli anatomici, brandelli di tessuti e velature. Siamo a stretto contatto, seppur mediato dalla fotografia, con la pelle della pittura. E anche in questo senso vi è una forte affinità con la ricerca che da quasi quarant’anni spinge Gadaleta a indagare i meandri della pittura. E, in fondo, anche questo suo ultimo libro è uno dei possibili modi per “fare pittura”.

Lorenzo Madaro

Ignazio Gadaleta ‒ Brera all’altezza dei nostri sguardi
Marsilio, Venezia 2019
Pagg. 205, € 25
ISBN 9788829703296
http://www.marsilioeditori.it

Dati correlati
AutoreIgnazio Gadaleta
Spazio espositivoPINACOTECA DI BRERA
IndirizzoVia Brera 28 - Milano - Lombardia
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Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro è curatore d’arte contemporanea e docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di belle arti di Catania. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È critico d’arte dell’edizione romana de “La Repubblica” e di “Robinson”, settimanale culturale del quotidiano Repubblica; collabora anche con Arte Mondadori, Artribune, Espoarte, Atp Diary e altre riviste ed è consulente del Polo biblio-museale di Lecce per attività curatoriali e di comunicazione. Nel 2021 è stato membro della commissione di selezione del Premio Termoli, insieme a Giacinto Di Pietrantonio, Alberto Garutti e Paola Ugolini, a cura di Laura Cherubini; e nello stesso anno Advisor del Premio Oliviero curato da Stefano Raimondi. Nel 2020 è stato tra gli autori ospiti del Festival della letteratura di Mantova, con un intervento incentrato su alcune lettere inedite di Germano Celant dedicate a due artisti italiani degli anni Sessanta, Umberto Bignardi e Concetto Pozzati. Tra le mostre recenti curate o coordinate, Gianni Berengo Gardin. Vera fotografia (Castello, Otranto 2020); Umberto Bignardi. Sperimentazioni visuali a Roma (1963-1967) (Galleria Bianconi, Milano 2020); Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro (Galleria Fabbri, Milano, 2019); ‘900 in Italia. Da De Chirico a Fontana (Castello di Otranto, 2018); To Keep At Bay (Galleria Bianconi, Milano 2018); Spazi igroscopici (Galleria Bianconi, Milano 2017); Mario Schifano e la Pop Art italiana (Castello Carlo V, Lecce, 2017); Edoardo De Candia Amo Odio Oro (Complesso monumentale di San Francesco della Scarpa, Lecce, 2017); Natalino Tondo Spazio N Dimensionale (Galleria Davide Gallo, Milano, 2017); Andy Warhol e Maria Mulas (Castello Carlo V, Lecce 2016), Principi di aderenza (Castello Silvestri, Calcio - Bergamo 2016), Leandro unico primitivo (promossa dal Mibact in diversi musei pugliesi, 2016); Spazi. Il multiverso degli spazi indipendenti in Italia (Fabbrica del Vapore, Milano 2015). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce. Ha pubblicato diversi cataloghi, saggi e contributi critici su artisti del Novecento e della stretta contemporaneità e insegnato Storia dell’arte contemporanea, Fenomenologia delle arti contemporanee e Storia e metodologia della critica d’arte all’Accademia di Belle Arti di Lecce.