Immagini e musei. Due libri spiegano cosa sono e come funzionano

Opere chiuse in un edificio: si potrebbe sintetizzare in questa maniera brutale l’arte di cui usufruiamo quando visitiamo una mostra. Ma è davvero tutto qui? Due libri ci aiutano a capire meglio i musei e le immagini.

Guggenheim Museum Bilbao. Photo David Heald
Guggenheim Museum Bilbao. Photo David Heald

IL MUSEO IN CENTO PAGINE

Unisce almeno due rari doni, questo libro: la sintesi e la chiarezza espositiva. Se poi si aggiunge la piacevolezza di lettura, allora siamo nel campo del miracoloso. E dire che si parte da lontano, da quando il museo nacque, il 30 agosto 1792, insieme alla ghigliottina. Museo borghese e repubblicano, specchio d’una rivoluzione che con Napoleone divenne “universale” – il museo e la rivoluzione. La cavalcata prosegue, passa da Berlino a Londra, solca l’oceano per giungere a Washington (e a Newark) e conquistare una vocazione civica. Si parla ovviamente anche di edifici, ma appassiona maggiormente il discorso sulla missione del museo, che evolve e muta: capitali due tappe, il Beaubourg prima, il Guggenheim di Bilbao poi. Si chiude dunque con strali verso il consumismo? Nient’affatto: Demma spiega come addirittura il marketing possa svolgere una funzione benefica, se non salvifica, per i musei. Come? Aiutandolo a capire e a relazionarsi con i propri pubblici, verso una sempre più spiccata relazionalità ed esperienzialità.

Alessandro Demma – Il museo come spazio critico
Postmedia Books, Milano 2018
Pagg. 116, € 14
ISBN 9788874902026
www.postmediabooks.it

W.J.T. Mitchell – Scienza delle immagini (Johan and Levi, Monza 2018)
W.J.T. Mitchell – Scienza delle immagini (Johan and Levi, Monza 2018)

GALEOTTO FU IL VISUALE

La storia era scritta dall’inizio, da quando, nel 1978, W.J.T. Mitchell pubblicò il saggio Blake’s Composite Art: A Study of the Illuminated Poetry. Il punto era, pur ancora in embrione, il ruolo dell’immagine nell’economia della poesia/poetica di William Blake. Ci immaginiamo un processo simile a quello di Paolo di Tarso sulla via di Damasco: eureka, le immagini! Così nacquero i visual studies, disciplina a causa della quale l’aggettivo ‘visivo’ sta morendo – come se ‘visivo’ e ‘visuale’ fossero sinonimi, il primo però desueto. La differenza (una delle possibili differenze) l’ha illustrata Didi-Huberman, spiegando come il visuale sia l’eccedenza del visivo. Tornando al nostro: Scienza delle immagini è la sua ultima raccolta di saggi/articoli, uscita nel 2015 in USA. Dove nella prima parte si ribadiscono i concetti-cardine (pictorial turn, image/picture, metapicture, biopicture), mentre nella seconda li si applica, con particolare riferimento al ruolo delle immagini nello scenario bio-politico. Stimolante: sì. Convincente: a tratti.

W.J.T. Mitchell – Scienza delle immagini
Johan and Levi, Monza 2018
Pagg. 276, € 27
ISBN 9788860101990
www.johanandlevi.com

Marco Enrico Giacomelli

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #47

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.