Fino al 19 novembre a Vienna va in scena la settimana dell’arte. Con mostre, incontri e visite ad atelier d’artista e gallerie. Ecco il nostro reportage

L’edizione 2021 della Vienna Art Week ha aperto i battenti all’insegna del motto “Losing Control” con mostre, visite ad atelier di artisti, performance, dibattiti che si susseguono durante tutta la settimana della kermesse. Il tema di quest’anno invita all’esplorazione artistica della perdita di controllo vissuta o minacciata, un assunto che deve essere riconsiderato nel contesto della pandemia e della crisi climatica. Abbiamo partecipato insieme al direttore artistico, Robert Punkenhofer, al tour di inaugurazione.

Atelier Almut Rink. Losing Control Exhibition Parcours – Vienna Art Week 2021. Photo © Sandro E.E. Zanzinger
Atelier Almut Rink. Losing Control Exhibition Parcours – Vienna Art Week 2021. Photo © Sandro E.E. Zanzinger

L’ARTE DI FRONTE ALL’EMERGENZA

Un’ex concessionaria d’auto nel ventesimo distretto di Vienna ospita la mostra House of Losing Control, che riunisce settanta artisti nazionali e internazionali, con particolare attenzione alla giovane arte visiva. Sono quaranta le stanze in cui si alternano installazioni, sculture, video, performance, musica, con opere di artisti come Bruce Nauman, Erwin Wurm, i Gelitin e Hubert Scheibl che spaziano dalla perdita di controllo ed estasi a stati di completa liberazione e introspezione.
La consapevolezza della limitata capacità dell’umanità di far fronte a calamità naturali ed emergenze sanitarie continua ad aumentare. Due grandi scenari di orrore stanno dominando gli attuali eventi globali: il virus e le sue mutazioni e i terribili disastri naturali causati dal cambiamento climatico. Tempeste, terremoti ed eruzioni vulcaniche hanno scosso il nostro emisfero. La pandemia globale ha sconvolto la nostra vita quotidiana, distruggendo sistemi di lunga data ‒ l’economia, la salute, la cultura ‒ e riducendo al minimo le nostre attività quotidiane individuali. Paura e insicurezza sono sempre più diffuse.

Atelier Denise Rudolf Frank. Losing Control Exhibition Parcours – Vienna Art Week 2021. Photo © Sandro E.E. Zanzinger
Atelier Denise Rudolf Frank. Losing Control Exhibition Parcours – Vienna Art Week 2021. Photo © Sandro E.E. Zanzinger

L’ARTE E LA PERDITA DI CONTROLLO

Il format di quest’anno esorta a rispondere a quesiti importanti: Come possiamo contrastare la perdita di controllo quale cifra del nostro tempo? Gli esercizi di allentamento fisico, psicologico e artistico potrebbero servire a tale scopo? Dovremmo semplicemente abbracciare la filosofia del “lasciarsi andare” ‒ una reazione istintiva ad anni di auto-emancipazione comportamentale e just do it?
Gli artisti hanno praticato a lungo un tipo di espressione creativa esuberante e sfrenata che mira al rinnovamento, al superamento di rigide strutture e delle formule estetiche.
Negli immensi spazi espositivi ci imbattiamo in un uomo curvo che giace in una fossa scavata nel pavimento. Questa scultura fa parte della serie Psycho di Erwin Wurm del 2010. Un’opera estremamente attuale, in questo periodo di pandemia, che trasmette la disperazione di fronte all’avvicendarsi di cattive notizie, dalle quali si vorrebbe fuggire. Mentre l’installazione Fukushima ‒ 10 Years later di Hana Usui propone un groviglio di reti con zampe di pollo essiccate e frutti di mare che pendono da un bagno dell’edificio, la stanza adiacente riflette la desolazione di un luogo in stato di abbandono, con sedie da ufficio capovolte, vecchi computer, scarpe abbandonate e il video Fukushima di Judith Bradner e Hana Usui trasmesso in loop.

Erwin Wurm, Big Gulp Lying (Psychos), 2010. Installation view at House of Losing Control, Vienna Art Week 2021. Photo © Wolfgang Thaler
Erwin Wurm, Big Gulp Lying (Psychos), 2010. Installation view at House of Losing Control, Vienna Art Week 2021. Photo © Wolfgang Thaler

ARTE COME LIBERAZIONE?

Dal Modernismo all’Espressionismo astratto, dall’Informale alla Neue Wilde degli Anni Ottanta, gli artisti hanno evocato la liberazione nella gestualità: i drip painting di Jackson Pollock e gli Schüttbilder di Hermann Nitsch parlano di una libertà del corpo nei suoi rapporti con il mezzo artistico tradizionale. Anche i lavori di Martha Jungwirth, Herbert Brandl e Hubert Scheibl continuano a esemplificare l’espressione gestuale. A loro si unisce una generazione più giovane di artisti, tra cui Christian Eisenberger e Denise Rudolf Frank, che ci ha aperto le porte del proprio atelier mostrandoci le sue ultime creazioni, prodotti della sua personale art therapy, un abbandono dionisiaco nell’espressione.
L’atelier dell’artista Hubert Scheibl ci ha fatto immergere in un universo caleidoscopico, dove la forma centrale è l’atto pittorico, il colore, al quale danno un importante contributo la musica, la filosofia, la letteratura e il cinema.

Michael Kienzer, Formfolge Vol. 5, 2021. Installation view at House of Losing Control, Vienna Art Week 2021. Photo © Wolfgang Thaler
Michael Kienzer, Formfolge Vol. 5, 2021. Installation view at House of Losing Control, Vienna Art Week 2021. Photo © Wolfgang Thaler

STUDI DI ARTISTI E GALLERIE A VIENNA

Non solo mostre, ma anche dibattiti con la presenza tra gli altri della sociologa ed economista Saskia Sassen, del filosofo Jules Evans e dell’artista Javier Téllez completano il ricco calendario di eventi dell’Art Week viennese
Anche le gallerie hanno aderito alla manifestazione, inaugurando nuove mostre proprio in questa settimana. A spiccare è On and On di Aldo Giannotti al Projektraum Viktor Bucher.
L’attenzione è rivolta al rapporto tra le persone e il loro ambiente, nonché all’infrastruttura fisica e simbolica dello spazio sociale. Con l’espediente stilistico della ripetizione delle parole, Giannotti rafforza, commenta e allo stesso tempo interroga criticamente le abitudini e le interdipendenze sociali.
Allo spazio Stadtraum della Friedrichshof Collection, Pablo Chiereghin crea azioni e oggetti site specific: Riot Design. L’oggetto viene posto al centro dello spazio e violentemente distrutto dall’artista. Si tratta di un atto liberatorio, attraverso il quale l’artista dichiara la sua indipendenza dall’oggetto in questione. A questo atto segue il recupero dell’oggetto, che l’artista reinserisce così nel mercato. Un processo che segue la filosofia giapponese del Kintsugi, un’antica pratica che usa una polvere d’oro per riparare le porcellane. Un percorso terapeutico per curare le ferite della nostra anima.

Giorgia Losio

Vienna // fino al 19 novembre 2021
Vienna Art Week – Festival Headquarters
Nordwestbahnstrase 53
www.viennaartweek.at

Dati correlati
AutoriBruce Nauman, Gelitin, Pablo Chiereghin, Erwin Wurm
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Giorgia Losio
Giorgia Losio, nata a Milano, è storica dell’arte e appassionata di design. Ha studiato storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano e si è specializzata in storia e critica dell’arte contemporanea all’Université Sorbonne Paris-IV e in museologia e museografia all’École du Louvre. Ha collaborato alla realizzazione di progetti espositivi con istituzioni internazionali quali MACBA, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Biella, MAMAC Nizza, Pinacothèque de Paris, Palais de Tokyo Parigi, Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains Tourcoing. Ha pubblicato articoli su Artribune, Exibart, Tema Celeste e Corriere della Sera.