La cultura riqualifica e rende la città più vivibile. Lo dice l’indagine dell’Arts Council England

Con la cultura ad arricchire i quartieri si vive meglio: il 69% degli inglesi coinvolti nel sondaggio dell’Arts Council England sceglie teatri, museo, biblioteche e sale concerto. Sono prioritari rispetto a bar e ristoranti per riqualificare la propria area di residenza e accrescere l’orgoglio locale. Non è una grande rivelazione, ma meglio ribadire

Sondaggio Arts Council England
Sondaggio Arts Council England

Una ricerca dal titolo evocativo A Hight Street Renaissance. Come le arti e la cultura riportano la gente e l’orgoglio nella nostra strada principale è stata pubblicata dall’Arts Council England. Dai risultati risulta che il 69% delle persone partecipanti al sondaggio pensa che poter usufruire di spazi culturali come teatri, musei, biblioteche e sale concerto disposti lungo le arterie principali renda la zona in cui si vive un luogo migliore. Solo successivamente sono stati indicati bar e ristoranti tra i fattori riqualificanti di un quartiere.

Sondaggio Arts Council England
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LE PREMESSE DEL SONDAGGIO

 

Arts Council England ha commissionato a BOP Consulting nel giugno 2021 una revisione delle prove sull’impatto della cultura nelle strade principali.
Più di 17.500 catene di negozi hanno chiuso nelle high street nel 2020 mentre la presenza della cultura nelle principali reti viarie ha resistito al Covid-19 più efficacemente della vendita al dettaglio. È vero che teatri, concerti, gallerie d’arte e musei dipendono dalla frequentazione – più persone affollano questi luoghi e più questi ne traggono beneficio e questo fattore ha fatto in modo che fossero fortemente penalizzati dai lockdown dettati dall’emergenza sanitaria -. Fortunatamente, però, il Culture Recovery Fund da 1,57 miliardi di sterline ha aiutato a preservare il settore culturale.

Sondaggio Arts Council England
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INCREMENTARE L’ORGOGLIO E IL LEGAME CON IL PROPRIO QUARTIERE

 

La cultura trasforma le strade principali in luoghi in cui, oltre a spendere denaro in varie attività, è possibile alimentare la vitalità locale, creare un flusso di idee, un traffico continuo di persone e solidificare l’orgoglio, la consapevolezza e il legame con il territorio.
Precedenti indagini hanno infatti rivelato che l’83% dei residenti che ha visitato siti o progetti nella zona di residenza ha convenuto che l’esperienza culturale ha aiutato ad acquisire maggiore consapevolezza sulla storia del luogo di appartenenza.
Il 62% degli adulti britannici ha concordato su questo assunto: “Le esperienze culturali nella mia strada principale o nel centro città più vicino mi danno un senso di orgoglio per la mia area locale”. I sentimenti aggiunti di orgoglio locale sono leggermente più alti tra quelli del Nord (68%) e delle Midlands (67%), le donne (65%), quelli di età compresa tra 55 e 64 anni (66%) e gli over 65 (65%).

Sondaggio Arts Council England
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IL SONDAGGIO: QUALITÀ DELLA VITA E SENSO DI APPARTENENZA

 

Un ulteriore grafico mostra le opzioni di risposta fornite in considerazione della proposizione: “Le esperienze culturali sulla mia strada o nel centro città più vicino rendono la mia zona un posto migliore in cui vivere”. Più di due terzi degli adulti britannici (69%) sono d’accordo sul fatto che le esperienze culturali aumentino la qualità della vita. Questa percezione è più alta tra le donne (73%), le persone di età compresa tra 55 e 64 anni (71%) e gli over 65 (73%). Un’altra questione dell’indagine integra l’argomentazione: sembra esserci differenza tra ciò che le persone desiderano-vorrebbero e ciò che si aspettano-credono ci sarà in futuro nelle città in cui vivono. Il 29% delle persone coinvolte nel sondaggio si aspetta di trovare più cultura e opportunità di svago, mentre il 48% delle persone desidera che ci siano in futuro.

 

– Giorgia Basili

 

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.