La Tour Eiffel color giallo bruno: via al più grande restyling della storia del monumento parigino

In vista delle Olimpiadi, che si svolgeranno nel 2024 nella capitale francese, la “Dama di Ferro” si rifà il look, assumendo la tonalità che Gustave Eiffel aveva indicato nel 1907 nella sua progettazione.

Tour Eiffel ph. Alexis Minchella
Tour Eiffel ph. Alexis Minchella

Non si tratterà dei soliti lavori di manutenzione che vengono svolti ogni anno. Questa volta la Tour Eiffel – il più famoso monumento del mondo, simbolo per eccellenza di Parigi – sarà ridipinta da cima a fondo, nei suoi oltre 300 metri di altezza, per un costo totale di 50 milioni di euro. Approfittando del periodo di chiusura al pubblico a causa delle restrizioni anti contagio, sono cominciati i lavori per il più importante restyling della storia della “Dama di Ferro”, come viene altrimenti chiamata, nata quasi 132 anni fa.

LA TOUR EIFFEL DI PARIGI BRUNO ORO

Complici i Giochi Olimpici di Parigi 2024, la città sta restaurando le facciate esterne dei suoi simboli più preziosi, come la cattedrale di Notre-Dame e alla Basilica del Sacro Cuore a Montmartre. Per quanto riguarda la Tour Eiffel, il cambio di colore la porterà dall’attuale “bruno Eiffel” (con cui siamo abituati a vederla dal 1968, è diviso in tre tonalità dalla più chiara in alto alla più scura in basso, per garantire una percezione visiva uniforme della struttura e donarle slancio) al futuro “giallo bruno”, una tonalità più scintillante che le donerà numerosi riflessi dorati su tutta la superficie. Il giallo bruno, inoltre, è il colore che nel 1907 il suo visionario inventore Gustave Eiffel aveva pensato per la sua creazione. “La Tour Eiffel avrà un aspetto più ‘gold’, dorato, come le medaglie olimpiche e gli anni che Parigi, la Francia e l’Europa si preparano a vivere quando sarà finita la pandemia“, ha commentato con ottimismo Patrick Branco Ruivo, direttore generale della Société d’Exploitation de la Tour Eiffel, la società che gestisce il monumento.

QUALCHE CURIOSITÀ SULLA TOUR EIFFEL DI PARIGI

La costruzione della Tour Eiffel venne ultimata nel 1889 in occasione dell’Esposizione Universale, che segnò il centenario della Rivoluzione Francese. La sua realizzazione è ricordata storicamente come una vera impresa tecnica, completata a tempo di record: 2 anni, 2 mesi e 5 giorni per dar vita a un gigante di ferro da oltre 10 mila tonnellate. Tuttavia, l’ingegner Gustave Eiffel si ritrovò nel mirino della stampa e degli intellettuali dell’epoca: l’altissima cattedrale laica, che sanciva l’entrata di Parigi nell’epoca della modernità, fu oggetto di un appello firmato, tra gli altri, da Charles Gounod, Guy de Maupassant, Alexandre Dumas (figlio), François Coppée e William Bouguereau, che definirono “una macchia d’inchiostro l’ombra odiosa dell’odiosa colonna di lamiera imbullonata”.

LA TOUR EIFFEL DI PARIGI: MONUMENTO PIÙ VISITATO AL MONDO

Le polemiche si spensero da sole col finire dei cantieri, di fronte all’immenso successo popolare che riscosse (si parla di 2 milioni di visitatori durante l’Esposizione del 1889). Inizialmente era destinata a rimanere in piedi per soli 20 anni, ciò nonostante la sua permanenza fu salvata dagli esperimenti scientifici che Eiffel promosse, in particolare dalle prime trasmissioni radiografiche, poi telecomunicazioni: segnali radio dalla Torre al Pantheon nel 1898, stazione radio militare nel 1903, prima trasmissione radiofonica pubblica in 1925, poi televisione su TNT più recentemente. La Tour Eiffel accoglie (stando perlomeno ai dati pre pandemia) quasi 7 milioni di visitatori all’anno, di cui circa il 75% stranieri, un dato che l’ha resa il monumento a pagamento più visitato al mondo.

– Giulia Ronchi

https://www.toureiffel.paris/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.