Parigi lancia un concorso per ripensare la Tour Eiffel in vista delle Olimpiadi del 2024

In vista delle Olimpiadi del 2024, Parigi lancia un concorso internazionale per il restyling del suo monumento più famoso. Più servizi per i turisti, meno code ed un migliore accesso alla metropolitana sono i punti di forza del bando che sarà lanciato a gennaio 2018 e rivolto ad architetti e urbanisti di tutto il mondo…

Tour Eiffel
Tour Eiffel

Un concorso internazionale rivolto ad architetti ed urbanisti sarà lanciato a gennaio 2018 per riqualificare il sito della Tour Eiffel e rendere la visita al monumento più piacevole e accessibile a tutti. Lo ha comunicato lo scorso 18 dicembre il Comune di Parigi.

LA SITUAZIONE ATTUALE

L’attuale configurazione del sito pone non pochi problemi di gestione degli oltre 20 milioni di turisti che ogni anno visitano la Tour Eiffel. Scarsi e spesso abusivi i servizi alla clientela, un accesso non immediato dalla metropolitana, difficoltà enormi di accessibilità al monumento per i diversamente abili sono solo alcune delle complicazioni che chi vincerà il concorso dovrà affrontare. Poche le notizie sul bando che sarà lanciato dal Comune in accordo con SETE (Société d’exploitation de la Tour Eiffel), la società che gestisce la Tour Eiffel, e che si chiamerà “Grand Site Tour Eiffel: découvrir, approcher, visiter“. Quello che è certo è che la riqualificazione del sito dovrà essere in linea con il nuovo corso intrapreso dalla municipalità parigina all’inizio degli anni duemila con il sindaco Bertrand Delanoë che ha dichiarato guerra alle auto, potenziando autobus e metropolitane, istituendo il bike-sharing, le spiagge estive sui bordi della Senna e inaugurando il ciclo delle Notti Bianche della cultura e della musica. Il progetto dovrà, dunque, essere sicuramente bello dal punto di vista estetico, ma soprattutto ecologico ed accessibile a tutte le fasce della popolazione. Tra le priorità vi è quella di migliorare l’accesso alla metropolitana e di offrire maggiori servizi lungo il percorso con giardini, panchine e punti ristoro, quasi del tutto assenti attualmente, oltre naturalmente a migliorare la messa in sicurezza. Sarà potenziata la biglietteria online in modo da ridurre il tempo delle code. Il costo previsto per questo vasto piano di restyling si aggira intorno ai 300 milioni di euro. Il vincitore del bando sarà nominato nella primavera del 2019 e la ristrutturazione dovrà essere completata prima dei Giochi Olimpici 2024.

IL NUOVO VOLTO DI PARIGI

Un restyling che non riguarda solo il monumento simbolo della città, ma che coinvolge l’intera regione dell’Île-de-France. Ci sono infatti da investire i circa 3 miliardi di euro che arriveranno per le Olimpiadi 2024 nelle casse cittadine, impiegati per offrire in mondovisione la migliore immagine possibile della Francia, ma soprattutto per migliorare la vivibilità dei parigini. Perché se è vero che i giochi olimpici rappresentano uno spot pubblicitario senza uguali, è anche vero che quello che conta, alla fine della fiera, è cosa resta di tutto questo nella vita quotidiana degli abitanti. Per comprendere in parte quella che sarà la Parigi del futuro basta studiare il progetto per di Clichy Batignolles, il primo quartiere a emissioni zero e ad alta diversità sociale nella capitale francese che prevede parchi, strutture per il tempo libero, centri di aggregazione culturale e soprattutto 3500 nuovi alloggi in uno dei quartieri più complessi della banlieu parigina. Nel grande intervento è coinvolto anche lo studio italo-francese Scape.

   Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.