In occasione del centenario del massacro di Tulsa, dalla forte matrice razziale, Greenwood Art Project vuole ripercorrere una pagina dolorosa della storia americana attraverso un programma di mostre e storytelling.

Il Greenwood Art Project è uno dei progetti promossi dalla 1921 Tulsa Race Massacre Centennial Commission, nata con l’obiettivo di ricordare e raccontare quanto accaduto nel maggio del 1921 a Greenwood, quartiere di Tulsa, Oklahoma, di cui quest’anno ricorre il centenario. A guidare il Greenwood Art Project è lo statunitense Rick Lowe, artista noto per il suo approccio all’arte basato sull’interazione sociale, sulla riflessione collettiva e sulle pubbliche azioni che gli è valso, nel 2014, il premio MacArthur Fellow.
Oltre a Lowe c’è anche l’artista di origini peruviane William Cordova, la cui azione riflette sullo spazio e su come gli oggetti influiscano sulla percezione dello stesso.

COSA È SUCCESSO A TULSA NEL 1921?

Nel 1921 Greenwood è un quartiere della città di Tulsa abitato da persone afroamericane. Vista la separazione della società tra neri e bianchi, imposta dalle leggi sulla segregazione razziale, Greenwood è lontano dal centro della città, ma, nonostante ciò, la zona è del tutto autosufficiente e sbalorditivamente produttiva. Vanta propri servizi e attività commerciali, tanto da essere definita “Black Wall Street”.
Il 30 maggio 1921 un ragazzo afroamericano, di professione lustrascarpe, entra in un palazzo per utilizzare il bagno riservato alle persone di colore e si reca verso l’ascensore dove è in servizio, come addetta al funzionamento, un’adolescente bianca. Trovandosi in ascensore insieme al ragazzo, l’operatrice lancia un urlo. Pur non sapendo esattamente cosa sia successo, il ragazzo viene accusato di aver attaccato l’operatrice. Le ipotesi più accreditate, appurate nel corso degli anni, rivelano che il giovane sia semplicemente inciampato sul piede della donna, ma nel 1921 il fatto alimenta le forti tensioni sociali già esistenti. Il ragazzo afroamericano viene immediatamente arrestato, mentre la comunità bianca rivendica giustizia e monta l’idea di linciarlo. Nel frattempo, un gruppo di abitanti di Greenwood decide di prendere le difese dell’accusato e si presenta fuori dal Tribunale dove è rinchiuso. Nello stesso luogo ci sono i bianchi che pretendono sia loro consegnato. La tensione sale alle stelle fino a quando scoppiano i primi spari. La folla bianca si lancia con ferocia contro la comunità nera e si dirige verso Greenwood. Uccisioni, pestaggi e aggressioni si accompagnano agli incendi appiccati ad aziende e attività della “Black Wall Street”. Numerosi negozi vengono saccheggiati, vetrine distrutte, persino le scuole non vengono risparmiate dalla furia cieca dell’attacco. Una vera e propria razzia costata la distruzione dell’intero quartiere. Il bilancio delle vittime non è chiaro, ma si aggira tra i cento e i trecento morti.

Greenwood in fiamme nel 1921. Photo United States Library of Congress
Greenwood in fiamme nel 1921. Photo United States Library of Congress

ARTISTI E MEMORIA

Lo scopo del Greenwood Art Project è quello di ricordare il dolore di quei giorni attraverso la raccolta di testimonianze e racconti da condividere su larga scala: i partecipanti possono infatti caricare le loro storie sul sito del PBS American Portrait, canale statunitense di storytelling.
Nei prossimi mesi il team di artisti, poeti e attivisti coinvolti nel progetto porterà in giro per Tulsa il G.A.P. Van, un bus utilizzato come spazio mobile per mostre temporanee e workshop, rendendo partecipe, quanto più possibile, la cittadinanza, al fine di creare un confronto tra passato e presente, aprendo alle nuove generazioni una riflessione sulla consapevolezza di quanto accaduto.
Parte del programma è anche la call to artist, ovvero l’invito rivolto ad artisti di Tulsa e dell’Oklahoma a realizzare poster ispirati al massacro di Greenwood da esporre durante le celebrazioni per il centenario.
Un progetto che vuole analizzare la storia con la lente d’ingrandimento dell’arte, la cui funzione, in questo caso, è più che mai pubblica e rivolta al valore della memoria quale punto di partenza per meglio comprendere il presente.

Antonio Mirabelli

www.greenwoodartproject.org

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Antonio Mirabelli
Antonio Mirabelli si è laureato in giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli di Roma e nello stesso ateneo ha frequentato la Scuola di Specializzazione per un biennio. Avvocato e appassionato di arte, matura esperienza nel campo del Wealth management come consulente nella pianificazione patrimoniale e curando la gestione di prestigiose collezioni private. A Milano frequenta il Master in Arts Management presso l’Università Cattolica di Milano, dove affina le doti manageriali. Elabora progetti per l’implementazione dell’offerta culturale di soggetti pubblici e privati, si occupa di CSR (Corporate Social Responsibility) e lavora come Art Advisor.