Riparte dopo più di cinque mesi il Metropolitan di New York (Ma il Met Breuer non riaprirà)

Finalmente le istituzioni museali newyorkesi possono provare a riaprire, a condizioni che rispettino le misure di sicurezza anti contagio. Il 29 agosto ad inaugurare è dopo cinque mesi il Metropolitan di New York

The MET Museum via Wikipedia
The MET Museum via Wikipedia

Dopo un rinvio di un mese, a partire da questa settimana finalmente le istituzioni culturali di New York possono riaprire, come aveva annunciato il governatore Andrew Cuomo il 14 agosto scorso. A condizione però che rispettino le misure di sicurezza anti-contagio: capacità ridotta al 25 per cento, ingressi scaglionati e per un tempo limitato, mascherine obbligatorie. Così i musei si avviano verso la normalizzazione dopo la chiusura di oltre cinque mesi causata dall’emergenza COVID.

MET, MET CLOISTER E MET BREUER: CHI RIAPRE CHI NO

Tra i primi a riaprire sarà il Met che il 27 e 28 accoglie i suoi abbonati mentre da domenica 29 sarà aperto al pubblico. La riapertura della sede distaccata del Met Cloister è invece prevista per il 12 settembre. Mentre, come abbiamo già raccontato, il Met Breuer non riaprirà. La sede della Fifth Avenue, che il 13 marzo era stata tra i primi musei della città a chiudere, sarà aperta cinque giorni a settimana, dal giovedì al lunedì con orari estesi fino alle 19 il giovedì e venerdì. Il museo ha creato una pagina sul proprio sito web dove i visitatori possono trovare tutte le informazioni sulle misure di sicurezza e i nuovi orari. “Questo è il momento che stavamo aspettando”, ha commentato il direttore, Max Hollein, “siamo pronti quando lo siete voi! In tutti questi mesi in cui il museo è stato chiuso, siamo stati colpiti dalla dedizione della nostra ampia comunità di amanti dell’arte, sia a New York che in tutto il mondo, e siamo entusiasti di essere ora in grado di riaprire The Met Fifth Avenue a tutti e allo stesso tempo di poter continuare a connetterci con il pubblico di ogni luogo attraverso i nostri programmi e tour virtuali “. Durante la chiusura, infatti, il Met, come molti altri grandi musei di New York e del mondo, ha avuto occasione di sviluppare e approfondire la propria offerta online, creando un digital digest con il meglio di quanto visitabile del Met da casa. Un arricchimento che non andrà perduto anche ora che le porte reali dei musei riaprono. Ma certo l’esperienza virtuale non è paragonabile a quella dal vivo. Come ha detto il CEO del museo, Daniel H. Weiss, “Nel corso degli ultimi mesi di incertezza, isolamento e dolore, abbiamo desiderato ardentemente il giorno in cui avremmo potuto dare il benvenuto a tutti in sicurezza al Met, un luogo in cui tutti possono trovare conforto, ispirazione e senso di comunità. Vedere i visitatori che ancora una volta varcano le porte del Museo sarà un’esperienza forte”.

MET: I 150 ANNI

Il Met, che in questo difficile 2020 compie 150 anni, riaprirà con la tanto attesa mostra (inizialmente in programma dal 30 marzo al 2 agosto) Making the Met, 1870-2020 che riunisce 250 opere rappresentative della storia di uno dei musei più famosi al mondo. Un viaggio nel lungo percorso del Metropolitan Museum organizzato intorno ai momenti decisivi nell’evoluzione della collezione, degli edifici e dell’identità stessa del museo. La mostra racconta i protagonisti e le spinte culturali che hanno portato il Met ad essere, fin dalla sua creazione, un’istituzione in grado di rispecchiare le diverse epoche e accompagnare l’evoluzione di una cultura, di una società e di una città. Le aspirazioni dei fondatori e gli ideali educativi, le scoperte e gli scavi archeologici (con il dilemma etico che si portano dietro), le trasformazioni del ruolo dei musei nella società, le motivazioni e le filosofie dietro le diverse collezioni sono i tanti pezzi di una mostra che compone un affresco di una struttura mastodontica e complessa. Completano il quadro fotografie d’archivio, installazioni digitali e materiali d’epoca attraverso cui la mostra offre uno sguardo dietro le quinte di questa istituzione storica.

BLACK LIVES MATTER AL MET

Dimostrando ancora una volta di essere in sintonia con i tempi, tra le mostre in programma per la riapertura il Met ha incluso anche Struggle: From the History of the American People (1954–56), dedicata alla famosa serie del pittore modernista afro-americano Jacob Lawrence che viene qui riunita per la prima volta in oltre cinquant’anni. La serie è una delle opere più significative dell’arte nera americana e offre uno sguardo complesso e conflittuale sulla storia degli Stati Uniti. Una storia cui il Met ha contribuito (nel bene e nel male) e di cui è stato ed è custode. In questi mesi, ancora una volta, questa grande istituzione culturale si è ritrovata ad affrontare la storia. Storica è stata la chiusura senza precedenti e storica sarà questa riapertura. Al prossimo anniversario, ci sarà una nuova pagina da aggiungere alla storia del Met. La pagina di un 2020 drammatico, di una crisi che mette a rischio anche le istituzioni culturali più solide e che non ha risparmiato il Metropolitan Museum. Dopo aver annunciato una previsione di perdite pari a 150 milioni di dollari, infatti, il Met ha dovuto rinunciare a 80 dei suoi dipendenti e ha tagliato del 20 per cento gli stipendi dei rimanenti. Sarà impossibile dimenticare e i danni di questa crisi si faranno sentire ancora a lungo, ma intanto, ripartire è imperativo. La storia continua.

Maurita Cardone

https://www.metmuseum.org/exhibitions/listings/2020/making-the-met-1870-to-2020
https://www.metmuseum.org/press/exhibitions/2020/jacob-lawrence

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Maurita Cardone
Giornalista freelance, abruzzese di nascita e di carattere, eterna esploratrice, scrivo per passione e compulsione da quando ho memoria di me. Ho lavorato per Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia, QualEnergia, L'Indro. Dal 2011 New York è il posto che chiamo casa e che nutre senza sosta la mia curiosità. Qui per quattro anni ho codiretto il giornale italiano La Voce di New York e mi sono appassionata del carosello di storie che fanno la ricchezza di questa città.