Il nostro reportage partito da Anversa prosegue verso Bruxelles. C’è chi punta su tour virtuali e chi cerca di non svelare troppo delle proprie collezioni per incuriosire il pubblico, come la Fondazione Boghossian, che dalla riapertura del 18 maggio ha ospitato circa 10mila nuovi visitatori.

La gioventù è il futuro del Paese” è il motto della Fondazione Boghossian, creata nel 1992 da Robert e dai suoi due figli Jean e Albert Boghossian, gioiellieri libanesi di origine armena, e ha come obiettivi prioritari la formazione, l’istruzione e il dialogo interculturale. Dal 2010 la fondazione è stata trasferita nella storica Villa Empain, l’edificio costruito dall’architetto austriaco Josef Hoffmann nel 1911, uno dei capolavori dell’architettura di Art Déco a Bruxelles. 2500 metri quadrati lussuosi tra marmi e bronzo dedicati alle arti, un ambiente unico e sofisticato, adatto a ospitare spettacoli di ogni genere e sostenuto totalmente da fondi privati. Louma Salamé, direttrice generale della Fondazione Boghossian, ci racconta come stanno facendo fronte alla crisi cercando di attrarre un gran numero di visitatori, richiamati da Mappa mundi, una mostra che ridefinisce la cartografia dei primi esploratori attraverso l’opera di artisti contemporanei, facendoci sognare e inventando una nuova geografia.

L’INTERVISTA A LOUMA SALAMÉ

Durante il periodo di lockdown come e quanto è cambiato il rapporto con il personale e i visitatori?
Durante questo periodo è stato introdotto il telelavoro per tutto il team, facendo degli e-meeting, continue riunioni online. Con i visitatori siamo rimasti in contatto attraverso i social media e la nostra newsletter periodica ricca di spunti e curiosità.

La fondazione ha ricevuto aiuti finanziari dal governo?
La nostra fondazione è privata, pertanto si sostiene grazie al suo pubblico. Nonostante questo, durante i mesi di chiusura a causa della pandemia, dallo Stato sono state applicate delle misure eccezionali per il settore della cultura e abbiamo beneficiato eccezionalmente del sostegno pubblico.

The Boghossian Foundation, Villa Empain, Bruxelles 2020, exhibition view of Mappa mundi. Work by Rudi Mantofani, photo Thibault De Schepper
The Boghossian Foundation, Villa Empain, Bruxelles 2020, exhibition view of Mappa mundi. Work by Rudi Mantofani, photo Thibault De Schepper

Secondo lei questa emergenza sta spingendo le fondazioni e i musei a un uso più consapevole degli strumenti digitali, sfruttando i social media al meglio?
Abbiamo scelto di non offrire un tour virtuale della mostra in corso. L’incontro con un’opera d’arte è e deve rimanere un’esperienza unica. Tuttavia, alimentiamo costantemente i nostri social media, in particolare Instagram, per rivelare curiosità sulla mostra in corso e ricordare il programma di eventi di Villa Empain, ma non vogliamo svelare tutto! Questa crisi ci ha portato, inoltre, a sviluppare maggiormente il nostro sistema di ticketing online.

Quali piani ha la fondazione per aumentare il fatturato del museo e recuperare la perdita economica di questi mesi?
Abbiamo deciso di prolungare la mostra Mappa mundi di sei settimane e di garantire la disponibilità delle opere fino al 4 ottobre. Il nostro team ha lavorato sodo per poter estendere la durata del prestito di alcune opere. Pur rimanendo rigorosamente vigili sul numero di visitatori consentiti al giorno a causa della situazione, il nostro obiettivo è che il più grande numero di persone possibile visiti Villa Empain quest’estate. Dalla data della riapertura dopo il lockdown, quindi dal 18 maggio, ci sono stati più di 10mila visitatori e la mostra in corso è una delle più visitate dal 2010, anno della nostra apertura.

Federica Mariani

FONDATION BOGHOSSIAN
Villa Empain
Avenue Franklin Rooseveltlaan 67 ‒ Bruxelles
https://www.villaempain.com/

LE PUNTATE PRECEDENTI

La Fondazione Museo De Reede di Anversa
Pandemia e musei del Benelux. Il Moco Museum di Amsterdam

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Federica Mariani
Classe 1982, Federica Mariani ha due lauree magistrali, una in storia delle arti e l’altra in economia delle arti conseguite presso l’Università Ca' Foscari di Venezia e ha collaborato per alcuni progetti con la Biennale di Venezia. Ha frequentato il Master Internazionale in Management dei Beni e delle Attività Culturali alla European School of Management di Parigi, sempre nella capitale francese ha lavorato per il centro d’arte digitale Le Cube e la Galleria Alberta Pane. Dal 2012 al 2019 ha lavorato per la Fondazione Marche Cultura come social media specialist. Si è occupata spesso di Street Art e ha collaborato con PopUp! Festival. Attualmente vive ad Anversa e lavora presso il Museum Hof van Busleyden di Mechelen. È giornalista dal 2006, scrive articoli sul mondo dell’arte contemporanea e realizza interviste a livello internazionale.