Arte e salvezza. Il progetto newyorkese che guarda al futuro

A New York, durante la pandemia, ha preso forma il progetto #CreativityWillSaveUs, ideato dalla agenzia di comunicazione Creative Pois-On. Una serie di video e podcast per dimostrare che l’arte non si è fermata e può contribuire a salvarci dalla crisi in cui siamo immersi.

Kayla Davion nel ruolo di Tina Turner
Kayla Davion nel ruolo di Tina Turner

L’arte ci salverà. A dirlo sono gli artisti coinvolti nel progetto #CreativityWillSaveUs ideato dall’agenzia di comunicazione creativa e piattaforma di storytelling con base a New York, Creative Pois-On. Attraverso una serie di video e podcast, creativi di varie discipline hanno risposto alla crisi della pandemia per identificare i valori comuni cui l’umanità può e deve appellarsi in momenti di crisi. Quando a marzo le luci di Broadway si sono spente per via dell’emergenza Covid, Creative Pois-On, che in quel periodo stava realizzando una serie di podcast dedicati alle arti performative, ha voluto chiedere agli artisti rimasti orfani di palcoscenico come stavano vivendo quel momento. È nato così il primo episodio di #CreativityWillSaveUs, in cui, con brevi interventi video poi proposti anche in forma di podcast, raccontano la propria risposta creativa alla crisi artisti come Kayla Davion, che interpreta Tina Turner nel musical Tina, Herman Cornejo, primo ballerino dell’American Ballet Theater, Grimanesa Amoros, artista multidisciplinare di origini peruviane, Elena Berriolo, artista italiana di base a New York, Alessandra Salerno, cantante e autrice della canzone Faith Within your Hands, scelta come sigla d’apertura della serie. Dopo il successo del primo episodio, l’idea di continuare coinvolgendo non soltanto artisti performativi ma creativi internazionali di ogni disciplina. Il risultato è un interessante documento dello stato delle arti ai tempi del Covid, una mappatura di un momento storico.

L’ARTE COME RISORSA

Per gli ideatori del progetto, lo scrittore e giornalista Tommaso Cartia, caporedattore di Creative Pois-On e l’imprenditrice e innovation manager, Daniela Pavan, artistic director della piattaforma, l’arte è un elemento fondamentale dello sviluppo umano ed è anche un asset economico. In questo senso i due ritengono che l’arte ci salverà, perché è una risorsa cui appigliarsi per risolvere situazioni difficili ed è anche uno strumento per creare economia. “La creatività e l’arte possono essere salvifiche in momenti come questo” ‒ ci ha spiegato Tommaso Cartia ‒ “e possono essere strumenti, sia cognitivi che imprenditoriali, per superare le crisi e per ricostruirci come esseri umani e come professionisti, producendo nuovi modelli per guardare al futuro con speranza e con la volontà di ricostruire”.
L’idea dietro il progetto è che l’arte, la creatività e le forme espressive siano fondamentali per superare i momenti di crisi poiché stimolano l’innata capacità dell’essere umano di utilizzare l’immaginazione per risolvere problemi. L’emergenza Covid e la crisi economica che ne è seguita possono aiutarci a riscoprire la necessità di fare posto all’arte nelle nostre vite. Ci ha detto ancora Tommaso Cartia: “Nel momento in cui ti si crea improvvisamente un vuoto, quando quella pienezza del tuo quotidiano è sostituita da un silenzio assordante e il mondo che avevi prima ti diventa inaccessibile, l’immaginazione e la potenza del sogno diventano essenziali. Se non immaginiamo e non sogniamo, non speriamo e non viviamo. Gli artisti alimentano i nostri e ci danno la possibilità di entrare in contatto con quella parte fondamentale della nostra psiche”.

IL RUOLO DEGLI ARTISTI

Eppure la percezione generale sembra un’altra: è di qualche settimana fa un sondaggio che ha suscitato accese polemiche secondo cui il 71 per cento degli intervistati (il campione era la popolazione di Singapore) non riterrebbe quello degli artisti un lavoro “essenziale”.
Questo ci dice” ‒ ha continuato Cartia ‒ “che c’è ancora poca comprensione di quale sia il peso specifico dei creativi nel mondo dell’economia. Il nostro progetto vuole dimostrare che gli artisti sono fortissimi promotori di progresso, anche dal punto di vista tecnologico: quello che abbiamo oggi lo abbiamo perché sono avvenuti dei miracoli creativi. L’arte non è pura estetica. Molti artisti sono fantastici imprenditori di se stessi. Ma sono ancora dei precari e in questa situazione di crisi, nel momento in cui il mondo delle arti si è fermato, tutti questi artisti sono rimasti a casa, senza alcuna forma di supporto”.
Nei dieci episodi della serie disponibili sul canale YouTube della piattaforma, Creative Pois-On ha esplorato le risposte di musicisti, attori, fotografi, artisti visivi, illustratori, tra cui anche lo scultore Lorenzo Quinn, l’artista Annalaura di Luggo e la cantautrice Leda Battisti. “Quello che è emerso dalle testimonianze di tutti” ‒ ha raccontato Daniela Pavan ‒ “a prescindere dalla cultura di provenienza, dall’età o dal genere, è che c’è un elemento comune tra tutti gli artisti che è la resilienza e la capacità di adattamento a contesti complessi: come nell’evoluzionismo di Darwin, non è il più forte a vincere ma chi sa adattarsi al contesto in cui si trova a vivere. Gli artisti che abbiamo intervistato ci hanno mostrato questa resilienza: nessuno di loro si è fermato, nessuno si è seduto sul divano, ma tutti sono andati avanti producendo arte e trovando fonti di ispirazione in questa nuova realtà. Tutti gli artisti che ci hanno mandato dei contributi hanno prodotto cose nuove in questi mesi e sono stati artisticamente proattivi”. Tra gli artisti che hanno contribuito a #CreativityWillSave molti hanno discusso il futuro del loro business provando a immaginarsi quello che verrà e tutti si sono riorganizzati per trovare opportunità nelle limitazioni imposte dalla pandemia: dai concerti sul terrazzo all’arte fruita da remoto, dalla produzione di mascherine d’autore ai duetti su Zoom.

Lorenzo Quinn
Lorenzo Quinn

ARTE ED ECONOMIA

E se la creatività è una risorsa, lo è anche in ambiti non prettamente artistici. Scopo di #Creativity WillSaveUs è anche dimostrare che una mente creativa è una mente in grado di trovare soluzioni e creare economia. Per questo il progetto avrà una “fase due” in cui, oltre a sentire come si stanno evolvendo i progetti che gli artisti hanno sviluppato in questi mesi, verranno interpellati anche imprenditori e professionisti di diversi settori di business. “La creatività” ‒ ci ha spiegato ancora Pavan ‒ “è una skill che per troppo tempo è stata lasciata da parte perché si pensava non fosse monetizzabile e non portasse lavoro. Ma nell’ultimo quinquennio la creatività è cresciuta nel rating delle qualità di leadership richieste dalle aziende. Perché creatività significa innovare, identificare nuove idee e nuove modalità di gestire i processi. Una mente creatività ha l’attitudine e la capacità di guardare le cose da prospettive diverse e trovare nuovi punti di vista per poter esprimere le proprie idee. Il nostro obiettivo è quindi quello di esplorare come l’aspetto della creatività stia aiutando a superare questo momento di difficoltà, in diversi settori economici”.
Che il mondo li ritenga essenziali o meno, gli artisti offrono un esempio che in questo momento storico può aiutare a individuare soluzioni. Che ne sia consapevole o meno, insomma, il mondo ha tanto da imparare dall’arte e chissà che davvero non possa essere la creatività a darci un futuro.

Maurita Cardone

creativepoisn.com

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Maurita Cardone
Giornalista freelance, abruzzese di nascita e di carattere, eterna esploratrice, scrivo per passione e compulsione da quando ho memoria di me. Ho lavorato per Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia, QualEnergia, L'Indro. Dal 2011 New York è il posto che chiamo casa e che nutre senza sosta la mia curiosità. Qui per quattro anni ho codiretto il giornale italiano La Voce di New York e mi sono appassionata del carosello di storie che fanno la ricchezza di questa città.