Il Belgio riapre i musei fra mille cautele: ecco come sarà la Fase 2

Anche per il Belgio si avvicina la Fase 2 dell’emergenza coronavirus. Fra lunedì 18 e giovedì 21 maggio anche i musei potranno riaprire al pubblico, pur fra rigide norme sanitarie per garantire la salute pubblica. Vediamo gli appuntamenti principali nelle varie città del Paese.

Un interno del Musée van Buuren
Un interno del Musée van Buuren

Ovviamente, la riapertura avviene per gradi, nel rispetto delle misure sanitarie di sicurezza. Queste le linee guida dettate dal governo belga: ogni museo può ospitare un numero massimo di visitatori nelle proprie sale, nel rapporto di una persona ogni 10 metri quadri, e garantendo il distanziamento di 1,5 metri, sia con il personale di sorveglianza sia attraverso apposita segnaletica. Inoltre, i visitatori, oltre a indossare la mascherina, dovranno muoversi lungo un percorso prestabilito, e saranno invitati a limitare il numero di borse o zaini, in modo da limitare l’uso dei guardaroba; inoltre, dopo ogni visita, le sale dovranno essere sanificate. Comunque sia, pur in maniera macchinosa e rallentata, l’arte torna finalmente fruibile al pubblico in maniera diretta. 

Thao Nguyen Phan, "The execution" (from the series "Dream of March and August"), 2019, Watercolour on silk, 60 x 80 cm. Courtesy of Thao Nguyen Phan, c/o The Factory, Contemporary Arts Centre.
Thao Nguyen Phan, “The execution” (from the series “Dream of March and August”), 2019, Watercolour on silk, 60 x 80 cm. Courtesy of Thao Nguyen Phan, c/o The Factory, Contemporary Arts Centre.

BRUXELLES

Nella capitale, il clima è quanto mai vivace, e spazia dall’arte antica a quella contemporanea, con una pluralità di linguaggi, a partire dalle splendide collezioni di pittura moderna dei Musées Royaux des Beaux-Arts (che ospitano anche la più grande collezione al mondo di dipinti di Magritte). Pirotecnica l’offerta del BOZAR, che oltre a prolungare fino al 21 luglio Mondo Cane. Jos de Gruyter & Harald Thys, The World as a Pavilion. Vjenceslav Richter e la retrospettiva su Keith Haring, apre anche Ah, quelle aventure!, la prima personale di Jacqueline Mesmaeker, in collaborazione con il Cultuurcentrum Strombeek.Al WIELS Centre d’Art Contemporain prolungate fino al 16 agosto Monsoon Melodye Today is the first Day. La prima è una personale del vietnamita Thao Nguyen Phan, che nelle sue opere (acquerelli e video) si ispira alla storia recente del suo Paese, segnato dalla guerra fra Nord e Sud. L’altra è invece prima monografica in Belgio dell’artista tedesco Wolfgang Tillmans, che attraverso le sue fotografie concettuali s’interroga su cosa viene reso visibile e cosa rimane nascosto, su come sia possibile creare immagini significative, e qual è il momento in cui un fenomeno diventa percepibile. Per gli amanti dell’Art Deco, riapre il Musée van Buuren, ospitato in quella che fu la del banchiere David van Buuren, risalente al 1928 e che conserva mobili, tappeti, vetrate, sculture e dipinti dell’epoca. 

LE FIANDRE

Nell’anno dedicato a Jan van Eyck, con il ciclo OMG! Van Eyck was heretante sono le esposizioni che lo ricordano, a cominciare da Van Eyck’s Coulours in Design, al Design Museum di Gand, che indaga l’uso speciale del colore da parte del maestro fiammingo, e aperta fino al febbraio 2021. E ancora, la Cattedrale di San Bavone, che riaprirà il 18 maggio, ospita la grande pala d’altare con l’Adorazione dell’Agnello mistico(1432), dei cui 18 pannelli solo i registri inferiori son ancora in fase di restauro. Per realizzarla, Van Eyck lavorò in coppia con il fratello Hubert, e utilizzò pannelli di quercia ricoperti da sottili strati di una miscela di gesso e colla animale. Ancora a Gand, lo SMAK riapre il 19 con il prolungamento delle personali d’arte contemporanea Exit(di Kris Martin, fino al 3 gennaio 2021) e The Sun is My Only All(di Charbel-joseph H. Boutros fino all’11 ottobre 2020). Con la nuova settimana, riaprono anche i musei di Anversa, a cominciare dalla casa natale di Rubens, che ospita una grande collezione permanente di opere sue e di contemporanei. Il luogo ideale per partire alla scoperta del maestro. Sul versante dell’arte contemporanea, il MAS – Museum aan de Stroom, riapre con Cool Japan, una mostra dedicata alle moderne icone della cultura giapponese come Zelda, Sailor Moon e Hello Kitty, affiancate però da stampe, incisioni e dipinti dell’antico Sol Levante. 

Wolfgang Tillmans, Wet Room, Gloves, 2010. Courtesy Galerie Buchholz, Berlin / Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York, Galerie Chantal Crousel, Paris
Wolfgang Tillmans, Wet Room, Gloves, 2010. Courtesy Galerie Buchholz, Berlin / Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York, Galerie Chantal Crousel, Paris

LA VALLONIA

A Liegi sarà possibile compiere un ideale viaggio nell’Antico Egitto: riapre infatti (fino al 30 agosto) Toutankhamon – A la découverte du Pharaon oublié, presso la Gare des Guillemins. Il pubblico avrà la sensazione di trovarsi nella tomba del Faraone, ricostruita secondo le tecniche dell’epoca e arredata con pezzi originali provenienti da vari musei del mondo. Giovedì 21 riapre a Charleroi il Musée de la photographie, con ben tre mostre fruibili fino al 20 settembre prossimo. La prima è dedicata a René Magritte, visto attraverso 131 scatti inediti provenienti da collezioni private. È poi la volta di Laurence Bibot e i suoi ritratti femminili a metà fra umorismo e finzione. Chiude Diana Matar con un reportage fotografico dal forte valore civile: My America (2015) ripercorre infatti tutti quei luoghi in cui la violenza della polizia americana ha causato la morte di civili innocenti. Infine, ancora a Charleroi, da martedì 19 riapre il Musée d’art de la Province de Hainaut, che fino al 16 agosto ospita The sun and the set, personale della scultrice marocchina Latifa Echakhch, che in settanta opere ricostruisce una sorta di paesaggio emotivo. 

Niccolò Lucarelli

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.