Quindici opere di grandi artisti italiani vanno in mostra all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Per celebrare il ventennale della nascita della Collezione Farnesina.

Vent’anni fa, prima ancora della nascita delle grandi istituzioni italiane dedite all’arte contemporanea come il MAXXI di Roma, il Madre di Napoli o il MART di Rovereto, la collezione di opere d’arte della Farnesina iniziò a porsi come pioniera nell’ambito del linguaggio contemporaneo. Erano solo due decenni fa, ma si tratta di un’epoca in cui gli italiani, in gran parte, ritenevano che la storia dell’arte del nostro Paese si fosse fermata all’Ottocento.
Per celebrare il ventennale della nascita di questa straordinaria raccolta, l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi presenta, fino al prossimo 18 febbraio, quindici opere di artisti del calibro di Ontani, Favelli, Bianchi, Garutti, Ruffo, Jodice, Mancini, solo per citarne alcuni.  Nel corso del vernissage presso l’Hotel de Galliffet, l’ambasciatore Umberto Vattani, colui che nel 2000 fondò la collezione, ripercorre le tappe di quest’avventura, che è giunta a una raccolta di circa 470 opere di più di 250 artisti, dal Futurismo (Balla, Boccioni, Depero) alla Transavanguardia (Chia, Cucchi, Palladino), ricoprendo cronologicamente tutto il Novecento italiano. Il racconto parte dalla costruzione del Palazzo della Farnesina, architettura realizzata in gran parte tra il 1939 e il 1943 da Enrico Del Debbio.

Alberto Garutti, Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora, 2015. Credits Collezione Farnesina
Alberto Garutti, Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora, 2015. Credits Collezione Farnesina

PAROLA ALL’AMBASCIATORE UMBERTO VATTANI

Il nuovo Palazzo ci sembrava bello ma senz’anima, lontano da quella che per noi poteva essere la rappresentazione dell’Italia che conoscevamo, così un giorno proposi all’artista Pietro Consagra di prestarmi una sua opera, poi fu la volta di Piero Dorazio e di seguito anche Accardi, Perilli, Turcato, tutti gli esponenti del gruppo Forma 1, decisero di farlo. Un anno dopo avevamo già cinquanta opere e io fui in misura di scrivere il primo catalogo della collezione d’arte del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale in tre lingue”, spiega Vattani. L’ambasciatore racconta di come inizialmente vi furono molte resistenze nei confronti di questa iniziativa: “L’allora Ministro Dini, ad esempio, si preoccupò per il budget, che il Ministero non aveva, per l’acquisizione di opere d’arte e fu così che pensammo alla formula del comodato d’uso, del prestito delle opere. Il Ministro era scettico, pensava che nessun artista ci avrebbe mai prestato nulla, e invece eccoci qui. Anche in seguito accadde che alcuni membri del Ministero non accogliessero di buon occhio tutte quelle opere che progressivamente occupavano sempre più spazio, qualcuno ne chiese addirittura la rimozione. Molti non ne comprendevano la bellezza e il loro linguaggio contemporaneo. Eppure, la Farnesina, nella sua architettura razionalista, era il perfetto contenitore per opere di questo tipo, una vera fortuna di cui si era poco consapevoli”, conclude Vattani. Oggi, il Ministero è indissolubilmente legato alla sua collezione, continuando le sue acquisizioni, le ultime presentate dinanzi al Presidente della Repubblica lo scorso 24 luglio, comprendenti dei grandi classici come Angeli, Burri, Campigli, Capogrossi, Greco, Marini, Paladino, Pascali, Pomodoro, ma anche volti nuovi dell’arte italiana legati alle sperimentazioni scientifiche come Oriana Persico e Luca Pozzi.

Mimmo Jodice, Vedute di Napoli, Opera 29, 1980. Credits Collezione Farnesina
Mimmo Jodice, Vedute di Napoli, Opera 29, 1980. Credits Collezione Farnesina

IL PAESAGGIO ITALIANO

Il comitato scientifico della collezione è stato istituito nel 2013 e tra i suoi membri annovera anche Angela Tecce, già dirigente MiBACT e curatrice della mostra. “Questa selezione, per quanto molto piccola, ha provato a rappresentare tutte le generazioni di artisti italiani. La scelta delle opere è partita innanzitutto dalla consapevolezza che l’arte italiana contemporanea ha raggiunto la possibilità di parlare a molti. Ho lavorato nei musei tutta la vita e vi assicuro che quando ho iniziato la mia attività di contemporaneista è stato molto difficile perché gli italiani non erano preparati a questo tipo di linguaggio”, spiega Tecce. La chiave di lettura dell’esposizione è il paesaggio italiano, rivisto anche in veste metaforica. L’arte contemporanea in Italia ha sempre avuto, infatti, il problema di doversi confrontare con la bellezza del paesaggio e delle opere d’arte in esso racchiuse. Angela Tecce ha deciso, non a caso, di dedicare l’esposizione a Ettore Spalletti, artista che ha vissuto tutta la vita nella sua città natale, Ravenna, e la cui attività, pur nella complessità di linguaggio, ha costantemente ruotato intorno al tema dell’ambiente circostante e della luce. In esposizione la sua opera Montagna, Appennino che racconta, appunto, ciò che egli poteva osservare dalla sua finestra.
La Collezione Farnesina ha ottenuto nel 2017 il premio “Mecenati del XXI secolo” come migliore collezione d’arte nelle istituzioni pubbliche e prosegue nel suo lavoro di dialogo e di ricerca verso tutte le sperimentazioni e i nuovi strumenti contemporanei. “Siamo molto orgogliosi di presentare queste opere nel nostro Istituto, perché, lo ricordiamo, il nostro ruolo e la nostra missione, sono di documentare e far conoscere quello che l’Italia produce oggi in campo artistico, culturale e scientifico”, ha concluso il direttore Fabio Gambaro.

Arianna Piccolo

Parigi // fino al 18 febbraio 2020
La Collezione Farnesina: una finestra aperta sull’arte contemporanea
ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA
50, rue de Varenne
https://iicparigi.esteri.it/iic_parigi/it

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Arianna Piccolo
Storico dell’arte e giornalista, vive tra Parigi, Napoli e Roma seguendo il ritmo dei vari impegni lavorativi e di studio. Dopo la laurea Magistrale in Storia dell’arte, intraprende il percorso giornalistico, attraverso TV, web e carta stampata, curando l’ufficio stampa e l’organizzazione di eventi culturali di rilevanza locale e nazionale. A seguito di numerose esperienze in ambito museale si specializza nel settore del marketing e della valorizzazione dei Beni Culturali. Si reca, poi, a Parigi dove consegue un Master 2 all’università Sorbonne in Museologia e Mediazione Culturale svolgendo, in quest’ambito, un’importante esperienza come assistente alla conservazione del Dipartimento degli Oggetti d’Arte del museo del Louvre.