Occhi puntati sull’arte contemporanea al Museo nazionale Thyssen-Bornemisza di Madrid. Grazie al dialogo con la fondazione TBA21, le opere di Dominique Gonzalez-Foerster e Tomás Saraceno trovano spazio fra le sale del museo madrileno.

Arte contemporanea al Museo nazionale Thyssen-Bornemisza. Entra nel vivo la collaborazione fra il museo madrileno e TBA21, la fondazione di Francesca Thyssen, erede della celebre famiglia di collezionisti e mecenati tedeschi. L’idea è quella di aprire in un ambito museale classico ‒ la cui offerta spazia dai capolavori del Trecento ai maestri del Ventesimo secolo ‒ una finestra sulla contemporaneità, diversificando la proposta espositiva con due mostre all’anno. L’accordo quadriennale prevede infatti l’esposizione al Thyssen di alcuni pezzi della collezione della figlia del barone, da sempre impegnata nella promozione di progetti artistici interdisciplinari, a carattere sociale e medio-ambientale, legati soprattutto al tema del cambiamento climatico.
La Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary (TBA21), fondata a Vienna nel 2002 e dal 2019 diretta da Carlos Urroz ‒ per quasi dieci anni direttore di Arco ‒ ha infatti da poco inaugurato la sede operativa di Madrid, nel cuore del centralissimo Barrio de las Letras.
La passione per l’arte è una tradizione familiare”, spiega Francesca Thyssen con entusiasmo e semplicità. “Sono cresciuta al fianco di mio padre: i suoi valori e la sua generosità, la lotta per una società migliore, basata sulla pace e il rispetto dell’uomo e dell’ambiente, mi ispirano ancora oggi, anche se i tempi sono cambiati e il mondo in cui viviamo è molto più complesso”.

OPERA LIRICA E TELE DI RAGNO

Cos’hanno in comune il video OPERA (QM.15), realizzato nel 2016 dall’artista francese Dominique Gonzalez-Foerster (Strasburgo, 1965), e gli studi di entomologia e arte sulle tele di ragno dell’argentino Tomás Saraceno (San Miguel de Tucumán, 1973)? Il senso dell’inedita accoppiata ‒ secondo Stefanie Hessler, curatrice della mostra ‒ sta nella capacità di percepire e interpretare le vibrazioni. Entrambi gli artisti esplorano mondi che non possono essere del tutto compresi dalla mente razionale dell’antropoide. I ragni, infatti, pur essendo privi di apparato uditivo, grazie alle vibrazioni sulla tela possono dedurre la dimensione e la distanza di un oggetto da loro. È un fenomeno inspiegabile e misterioso, così come quello delle vibrazioni delle corde vocali dei cantanti d’opera: la musica, in particolare la lirica, è una delle forme più sublimi, raffinate e sensuali di trasmissione del sentimento umano.

Dominique Gonzalez-Foerster, OPERA (QM.15), 2016. Thyssen Bornemisza Art Contemporary Collection. Photo Andrea Rossetti
Dominique Gonzalez-Foerster, OPERA (QM.15), 2016. Thyssen Bornemisza Art Contemporary Collection. Photo Andrea Rossetti

OLTRE L’UMANA COMPRENSIONE

La mostra Más-que-humanas presenta nelle sale del sotterraneo del museo ‒ reso il più oscuro possibile ‒ il video OPERA (QM.15), una sorta di illusione oloegrafica, quasi un’evocazione spiritica, nella quale quale González-Foerster si traveste da Maria Callas e interpreta, solo sincronizzando il labiale, alcune delle più celebri arie liriche del suo repertorio. Nelle sale successive, le fragili architetture create dai ragni con la tela argentea o dorata appaiono nitide in una scatola trasparente; riprodotte in una teca con dei raggi laser rosso fuoco, o ingigantite in una video-installazione che ne riproduce forme, raggruppamenti e movimenti come fossero le costellazioni di un sistema solare parallelo. Realtà micro e macro messe a confronto.
Ma sono senza dubbio le opere su carta di Tomás Saraceno ‒ sorta di mappature dei movimenti aracnidi, tracciate con tecnigrafi a matita e con piccole inserzioni di tela di ragno naturale ‒ a sorprendere per la complessità della costruzione grafica e il fascino di un linguaggio oscuro. Esposte alle pareti della sala 45 della collezione permanente, dialogano con le costruzioni pittoriche di grandi maestri del Novecento come Roberto Matta e Jackson Pollock.

Federica Lonati

Madrid // fino al 1° dicembre 2019
Más-que-humanas
MUSEO NACIONAL THYSSEN-BORNEMITZA
Paseo del Prado 8
www.museothyssen.org

Dati correlati
AutoriTomas Saraceno, Dominique Gonzalez Foerster
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.