I giardini di New York

Un itinerario alla scoperta delle aree verdi di New York. Tra giardini, orti e community garden.

Community Gardens, New York. Photo Claudia Zanfi
Community Gardens, New York. Photo Claudia Zanfi

Quando si pensa a New York si immagina generalmente una sconfinata distesa di grattacieli. Ma in realtà la Grande Mela è costellata di tanti spazi verdi, più o meno grandi, che permettono a residenti e turisti di rilassarsi, passeggiare, prendere il sole e fare sport.
Central Park è il parco urbano più grande della città e uno dei più importanti al mondo, grazie anche alla sua presenza in numerosi film. Definito il “polmone verde” di Manhattan e aperto nel 1857 su progetto di Frederick Law Olmsted, appare naturale, ma è in gran parte opera dell’uomo. Le più importanti innovazioni nel progetto sono le vie di circolazione separate per pedoni, cavalli e altri veicoli. È il primo parco urbano totalmente aperto al pubblico su volere dell’amministrazione cittadina, che designò un’ampia area inclusa fra la 59esima e la 106esima strada. Olmsted l’ha definito “il primo vero parco del secolo, con uno sviluppo democratico di altissimo rilievo”. Nei 340 ettari che occupa si trovano giardini, laghi artificiali, cascate e piccoli boschi. All’interno vi sono inoltre 36 ponti, lo zoo, due piste di pattinaggio, un teatro, spazi per l’arte, e il Park Drive, un anello di quasi 10 chilometri, paradiso per i corridori, e tappa finale della Maratona di NYC. Parallelamente al grande parco sorgono dozzine di piccoli giardini, molti dei quali voluti dalla cittadinanza. Sono i famosi Community Garden di New York. Nel 1973 Liz Christy, un’artista dell’East Side, riunisce amici e vicini per pulire un pezzo di terra abbandonato all’incrocio tra la Bowery e Houston Street. Sono i Green Guerillas, un movimento che darà vita alla prima comunità giardino urbana.

High Line, New York. Photo Claudia Zanfi
High Line, New York. Photo Claudia Zanfi

HIGH LINE E BROOKLYN BRIDGE PARK

Tra gli spazi verdi più recenti di Nyc va sicuramente citata la High Line: straordinario parco lineare sorto sui resti di una vecchia ferrovia, è tra i giardini pubblici più visitati al mondo. Fortemente voluta dalla comunità locale, ideata dalla creatività dello studio Diller Scofidio + Renfro, vede all’opera il genio botanico Piet Oudolf, che qui riunisce specie vegetali in dialogo con piante pioniere e con graminacee. Oudolf sostiene che le piante devono essere belle tutto l’anno, e non bisogna concentrarsi solo sulle fioriture, bensì sulla forma e struttura architettonica della pianta stessa. Altro parco pubblico sul lungofiume è Brooklyn Bridge Park, progettato da Michael Van Valkenburgh Associates. Oltre 2,5 chilometri di passeggiata verde di fianco al rinomato quartiere DUMBO, con un panorama mozzafiato su Manhattan. Tra giardini, sentieri a filo d’acqua, colline ondeggianti, campi da basket sui vecchi Pier e lo storico attracco di Fulton Ferry, qui prendono vita numerosi eventi artistici, tra cui Photoville, frequentatissimo festival indipendente di fotografia.
Tra le più recenti aree verdi newyorkesi, Domino Park è un parco pubblico di 5 acri situato lungo il fiume East River a Williamsburg. Progettato dallo studio James Corner Filed Operations, è costruito sul sito dell’ex raffineria di zucchero Domino. Il parco è un tributo alla diversità e alla resilienza delle generazioni di lavoratori della fabbrica, delle loro famiglie e del loro quartiere.

Brooklyn Botanical Garden. Photo Claudia Zanfi
Brooklyn Botanical Garden. Photo Claudia Zanfi

BROOKLYN BOTANIC GARDEN

Oltre a queste ‘green star’, New York presenta vari orti botanici, tra cui il Brooklyn Botanic Garden, un’oasi in cui ci si può immergere tra i profumi e i colori di fiori, piante e alberi di ogni tipo. Fondato nel 1910 dal botanico Charles Stuart Gager all’interno di Prospect Park nel cuore di Brooklyn, da oltre cento anni traporta i visitatori in un’altra dimensione, facendo dimenticare a chiunque entri di trovarsi a New York. E pensare che alla fine dell’Ottocento questo luogo era solo una discarica. Il Brooklyn Botanic Garden è molto ampio e dettagliato. Fin dalle origini comprende una sezione dedicata alla flora autoctona, il Native Flora Garden, e un orto riservato ai bambini, il Children’s Garden, dove i piccoli possono vedere crescere le proprie piante. Negli anni il giardino è stato ampliato con nuove sezioni, tra cui il Japanese Hill-and-Pond Garden ‒ il primo degli Stati Uniti ‒, realizzato dal landscape designer Takeo Shiota; il Rose Garden, con oltre 5mila cespugli di 1.400 varietà diverse; lo Shakespeare Garden, per letture tra gli alberi; una serra di piante acquatiche, una biblioteca e una galleria d’arte. Il giardino ospita oltre 15mila specie di piante e ogni anno conta più di 900mila visitatori.
Ampliando il programma di attività sociali e didattiche con eventi culturali, mostre e tour guidati, la città di New York permette a questi luoghi di entrare nel cuore di milioni di cittadini e turisti, in una visione circolare che collega i community garden ai grandi parchi pubblici, considerando che un giardino e un orto botanico avvicinano le persone al mondo delle piante, favorendo la conoscenza della natura e dell’ambiente.

Claudia Zanfi

Articolo pubblicato su Grandi Mostre #16

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Claudia Zanfi
Claudia Zanfi, storica dell’arte e promotrice culturale, si interessa di micro-geografie e culture emergenti. Dirige l’associazione culturale aMAZElab, che ha fondato nel 2000, e MAST – Museo d’Arte Sociale e Territoriale. Collabora con istituzioni nazionali e internazionali e con riviste d’arte su progetti dedicati ad arte, società, paesaggi. Ha firmato testi all’interno di pubblicazioni collettive e monografiche. Dirige il programma internazionale Green Island per la valorizzazione dello spazio pubblico e delle nuove ecologie urbane. Promuove inoltre progetti culturali ed editoriali, prestando particolare attenzione a temi di interesse sociale e geopolitico. Tra gli altri: A Ticket to Bagdad; Transcrossing Memories (Nicosia); Re-Thinking Beirut; Atlante Mediterraneo; Arcipelago Balkani e Going Public, progetto su società e territorio. Tiene conferenze a livello internazionale e lezioni alla Middlesex University di Londra.