A 350 anni dalla morte di Rembrandt, l’Olanda gli rende omaggio con un lungo anno di celebrazioni. Si comincia con L’Aia e Amsterdam.

Il 2019 è l’anno di Rembrandt. A sancirlo è la ricorrenza del 350esimo anniversario della sua scomparsa e un denso calendario espositivo messo a punto dai principali musei olandesi. Riflettori puntati sulla Mauritshuis a L’Aia e sul Rijksmuseum di Amsterdam, ospiti di due rassegne che affrontano il mito e l’eredità di Rembrandt.

MAURITSHUIS – L’AIA – CHARLOTTE RULKENS ‒ CURATRICE

Rembrandt and the Mauritshuis è la prima mostra dedicata all’intera collezione pittorica di Rembrandt custodita dalla Mauritshuis. Ci racconta qualcosa in più della raccolta e degli obiettivi di questa rassegna?
La Mauritshuis possiede una delle più importanti collezioni dei dipinti di Rembrandt al mondo. Rembrandt and the Mauritshuis mostra come la nostra percezione di Rembrandt sia continuamente cambiata nel corso del tempo. A tale scopo, presentiamo tutti i diciotto dipinti che furono acquistati come Rembrandt e raccontiamo le modalità con cui sono entrati a far parte della collezione. Undici di questi diciotto dipinti sono ancora ritenuti autentiche opere di Rembrandt o sono stati ri-attribuiti a lui. Fra questi ci sono opere famosissime quali La lezione di anatomia del dottor Nicolaes Tulp, Saul e Davide e l’ultimo autoritratto di Rembrandt del 1669. L’esposizione include anche cinque dipinti non più attribuiti all’artista e due che conservano un punto di domanda in merito alla loro paternità. Il giorno dell’inaugurazione abbiamo annunciato che questi due dipinti saranno sottoposti a studio e restauro utilizzando le tecniche più all’avanguardia. Questo dovrebbe permetterci di avere maggiori informazioni riguardo alla loro attribuzione.

Un aspetto interessante della mostra è appunto la riflessione sulla paternità delle opere. La rassegna invita il pubblico a metterle a confronto, così da distinguere i Rembrandt dai non Rembrandt. Ci svela qualche dettaglio delle storie che accompagnano le opere della vostra collezione?
Due dipinti entrati nella raccolta quando il direttore era Abraham Bredius (1889-1909) non sono ancora stati attribuiti a Rembrandt con certezza. Si tratta di due studi di uomini anziani che in passato sono stati ritenuti essere il padre e il fratello di Rembrandt. Tronie di uomo [in olandese antico ‘tronie’ significa ‘faccia’ e questo termine rimanda a un genere di opere che ritraggono volti con espressioni particolarmente accentuate, N.d.R.], del 1630-31 circa, fu ritenuto essere il padre di Rembrandt, Harmen Gerritsz van Rijn, poiché l’opera mostra alcune somiglianze con altri ritratti. Studio di un vecchio del 1650 è stato a lungo considerato un ritratto del fratello di Rembrandt, Adriaen van Rijn. Ora non soltanto l’attribuzione ma anche l’identificazione dei soggetti è incerta.

La modernità di Rembrandt è un dato di fatto. Crede che le nuove generazioni di artisti siano in qualche modo influenzate dalla poetica di Rembrandt?
La storia ha dimostrato che il lavoro di Rembrandt continua a essere fonte di ispirazione in tutto il mondo. Ogni generazione getta nuova luce sull’artista, fa nuove scoperte e ha i suoi Rembrandt preferiti. Non ho dubbi che la versatile opera di Rembrandt continuerà ad avere questo effetto anche in futuro.

Rembrandt and the Mauritshuis. Exhibition view at Mauritshuis, L'Aia 2019. Photo Ivo Hoekstra
Rembrandt and the Mauritshuis. Exhibition view at Mauritshuis, L’Aia 2019. Photo Ivo Hoekstra

MAURITSHUIS – L’AIA ‒ EMILIE GORDENKER ‒ DIRETTORE

In quale modo la Mauritshuis divulga la conoscenza della Golden Age e della pittura di Rembrandt?
Mauritshuis è interamente votata alla pittura olandese della Golden Age, con alcuni esempi di opere pittoriche fiamminghe e della prima pittura dei Paesi Bassi. A differenza di altri musei olandesi, questo è il nostro unico focus.

Qual è il vostro visitatore-tipo?
Circa il 60% dei nostri visitatori sono olandesi, il resto sono turisti provenienti da ogni parte del mondo.

Collaborerete con altre istituzioni nazionali e internazionali durante l’anno dedicato a Rembrandt?
Mauritshuis ha lanciato a livello nazionale l’iniziativa Rembrandt e la Golden Age 2019. Avviata da NBTC Holland Marketing, la rassegna vede la partecipazione di cinque musei con una serie di mostre su Rembrandt.

Eregalerij, Rijksmuseum, Amsterdam. Photo Erik Smits, 2015
Eregalerij, Rijksmuseum, Amsterdam. Photo Erik Smits, 2015

RIJKSMUSEUM – AMSTERDAM ‒ TACO DIBBITS – DIRETTORE

All the Rembrandts è un titolo iconico, perché rimanda all’ampia selezione di opere in mostra ma anche ai molti aspetti della pittura di Rembrandt. Quali sono le opere su cui avete deciso di concentrare l’attenzione?
La mostra prende le mosse dalla ricchezza della collezione del Rijksmuseum. Per la prima volta nella storia del museo mostriamo tutti i Rembrandt che abbiamo: ventidue dipinti, trecento incisioni e sessanta disegni. Rembrandt è un artista piuttosto autobiografico, è l’artista per eccellenza nella storia ad aver realizzato più autoritratti. Dipinge e ritrae la sua famiglia e i suoi amici, è interessato agli aspetti più duri della vita di strada. In mostra c’è l’unica natura morta di Rembrandt e uno dei rari dipinti di paesaggio, perché Rembrandt non è interessato alla bellezza, a lui interessa la verità degli esseri umani.

Dalle note relative alla mostra emerge l’idea di storytelling. Come l’avete sviluppata in rapporto a Rembrandt?
Il nostro scopo è far vedere che le opere sono state realizzate da un artista che aveva una vita molto drammatica: Rembrandt ha perso i figli, la moglie e anche il suo altro grande amore, ha fatto bancarotta. È una vita di fallimenti, che l’hanno reso un artista di noi tutti. In questa mostra si vede che Rembrandt è il primo artista ad aver messo la sua vita nelle sue opere ed è per questo che è stato così determinante per la storia dell’arte e per il linguaggio visuale che ad esempio usiamo noi oggi. Lui fa del quotidiano la sua arte. La gente lo ama ancora così tanto perché è un maestro nel rendere l’umanità dell’essere umano attraverso l’imperfezione.

È in questo che risiede l’attualità di Rembrandt?
Sì, in questo e nella sua riconoscibilità. Le sue opere innescano un dialogo con lo spettatore. Rembrandt gioca con lui, creando interazione all’interno delle opere e con il pubblico stesso.

A quale tipo di pubblico si rivolge questa mostra?
Rembrandt è nato in Olanda ma è patrimonio dell’umanità. Un pubblico di tutte le età è interessato a lui perché Rembrandt è un ribelle e in ognuno di noi c’è un ribelle. Rembrandt è ribelle perché non si conformava alle regole dell’arte rinascimentale e della bellezza ideale, trattava soggetti mai trattati prima. È ribelle anche nella tecnica, perché è stato il primo artista a dipingere con il retro del suo pennello. Riesce a descrivere la fragilità umana con grande tenerezza.

Arianna Testino

L’Aia // fino al 15 settembre 2019
Rembrandt at the Mauritshuis
MAURITSHUIS
Plein 29
www.mauritshuis.nl

Amsterdam // fino al 10 giugno 2019
All the Rembrandts
dall’11ottobre al 19 gennaio 2020
Rembrandt-Velázquez
RIJKSMUSEUM
Museumstraat 1
www.rijksmuseum.nl/en

Amsterdam // fino al 19 maggio 2019
Rembrandt’s Social Network
dal 7 giugno al 1° settembre 2019
Inspired by Rembrandt ‒ 100 Years of Collecting
MUSEUM HET REMBRANDTHUIS
Jodenbreestraat 4
www.rembrandthuis.nl

Leida // dal 3 novembre al 9 febbraio 2020
Young Rembrandt
MUSEUM DE LAKENHAL
Oude Singel 32
www.lakenhal.nl

Articolo pubblicato su Grandi Mostre #15

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Autore Rembrandt
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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.

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