L’altra Gerusalemme. Un itinerario tra i luoghi della produzione culturale

Gerusalemme non delude le aspettative dei viaggiatori desiderosi di spingersi oltre la sua storia millenaria e gli stereotipi. Operazioni di riattivazione di edifici dismessi, format annuali come ArtBnB Jerusalem, interventi nello spazio pubblico tratteggiano un nuovo volto della Città Santa.

È percorrendo a piedi Jaffa Street, tra murales che incentivano all’uso del tram e veri tram che attraversano Gerusalemme da est a ovest, che alcune delle energie messe in campo dalla municipalità locale per ridefinire lo spazio pubblico mostrano già una forma compiuta.
Nel denso e stratificato tessuto della Città Santa, unificato dal calore della pietra color miele, non mancano i “vuoti urbani” e i luoghi in cerca di definizione. Non si tratta solo di micro-porzioni di suolo pubblico, da intendersi quasi come memorie residuali di pianificazioni successive. Anche aree più vaste o edifici privati della loro funzione primaria suggeriscono l’idea di una “città in potenza”, in cui molto sia ancora possibile. E, a ben guardare, qualcosa sta già avvenendo. Interventi nello spazio pubblico realizzati anche attraverso percorsi partecipativi – dalla messa a dimora di arbusti e piante alla realizzazione di sistemi integrati di palchi e sedute, fino all’assegnazione ad associazioni e comunità di porzioni di stabili sottoimpiegati -, sono il riflesso della volontà di incoraggiare la nascita di una comunità più consapevole, attiva, aperta. Progetti sperimentali come il format dedicato all’arte contemporanea ArtBnB Jerusalem, la cui terza edizione è prevista per dicembre 2019, dimostrano la possibilità di “fare rete” tra realtà eterogenee presenti in città e incoraggiano gli artisti a scendere in strada per mischiarsi con la vita vera di Gerusalemme.

1. MUSLALA ARTS COLLECTIVE

Gerusalemme. Courtesy ArtBnB 2018

Un edificio evocativo, a suo modo, della corrente brutalista; un iniziale scopo commerciale; una terrazza panoramica di dimensioni considerevoli: potrebbero bastare questi tre connotati per identificare il Clal Center, noto anche come Clal Building, sede del primo centro commerciale indoor di Gerusalemme. Nel livello E dello stabile, accessibile da Jaffa Street, ha trovato casa il Muslala Arts Collective, multiforme realtà che sta sottraendo questo luogo a un probabile destino di abbandono e decadenza. Proprio in questi spazi si è tenuto l’evento conclusivo della seconda edizione di ArtBnB Jerusalem; qui hanno operato alcuni dei venti artisti internazionali selezionati nell’ambito di tale progetto di residenze, aperto anche alla comunità creativa locale. Punto di forza della venue, in grado di accogliere una pluralità di iniziative grazie alla generosità degli spazi a disposizione, è la terrazza. Per questo, il collettivo che sta ridando vigore allo stabile opera sia come centro artistico sia in veste di “progettista” di quello che potrebbe diventare uno dei maggiori spazi verdi del centro città, seppur in quota. Laboratori agricoli urbani per la comunità, progetti ludici ed educativi per bambini, una fattoria urbana sono tra le iniziative messe in campo in questo promettente luogo.

https://muslala.org/en/

2. BEITA

Gerusalemme. Courtesy ArtBnB 2018

Siamo aperte alla strada, sentiamo la città e la città sente noi”, hanno raccontato ad Artribune la direttrice e la curatrice delle mostre di Beita. Situato all’interno di uno storico complesso, costruito nel 1911 per volontà di Yitzhak Seidoff, al numero 155 di Jaffa Street, Beita è entrato in attività nel 2014. Sarebbe limitante definirlo solo una galleria d’arte, sebbene il robusto programma espositivo sia esteso a tutto l’anno. Anche in questo caso, infatti, siamo di fronte a un luogo aperto alla comunità, un soggetto attivo e propositivo la cui azione si manifesta secondo diverse modalità. Durante tutto l’anno, Beita funziona come un centro visitatori, in grado di proporre o pianificare tour artistici o tematici; è sede di iniziative dalla spiccata vocazione artistica; offre spazi per corsi e workshop, tra cui quelli di illustrazione e fashion design; dispone di una fornitissima officina/ebanisteria per maker e artigiani. Tutte condizioni che lo hanno reso uno dei centri nevralgici del circuito di ArtBnB Jerusalem.

www.beitajerusalem.com/

3. HAMIFFAL THE FACTORY

Gerusalemme. Courtesy ArtBnB 2018

Chi è alla ricerca della “Gerusalemme underground” proverà soddisfazione mettendo piede in questa struttura eretta 140 anni fa e salvata dall’incuria da un team di circa cinquanta artisti e creativi locali. A due passi dal parco Gan HaAtsmaut ‒ e dal cantiere del Museum of Tolerance, che sta nascendo su progetto dallo studio israeliano Chyutin Architects ‒, Hamiffal è esattamente il tipo di indirizzo in grado di generare curiosità e desiderio di esplorazione. Nei suoi spazi ha abitato, lavorato e quindi esposto una selezione degli artisti di ArtBnB Jerusalem, ma in qualsiasi giorno dell’anno potreste imbattervi in mostre, concerti, laboratori artistici o eventi culinari, che coinvolgono anche il giardino circostante.

http://hamiffal.com/english/

4. HANSEN HOUSE

Gerusalemme. Courtesy ArtBnB 2018

Risorto dal suo destino di lebbrosario della comunità protestante di Gerusalemme, Hansen House è un centro culturale interdisciplinare riconvertito per iniziativa della municipalità di Gerusalemme. Progettato dall’architetto tedesco Conrad Schick e fondato nel 1887, dopo un biennio di interventi, dal 2013 ha riaperto le porte pubblico come Center for Design, Media and Technology. Sede e anima della Jerusalem Design Week, oltre a raccontare la sua stessa storia con un’esposizione permanente, è un luogo nel quale contraddistinto dall’interesse per l’innovazione. Lo testimonia anche la recente realizzazione dell’Hansen Fablab. Nel giardino circostante è collocata una scultura-torre in legno, dalla quale si può scorgere anche una porzione della città di Gerusalemme a vocazione residenziale. Merita la sosta l’Offaimm Cafe, aperto nel 2017.

https://hansen.co.il/en/

5. VERSO ARTBNB JERUSALEM 2019

Gerusalemme. Courtesy ArtBnB 2018

Da Manofim 2019, il festival di arte contemporanea, in programma a ottobre all’imminente nuova edizione dell’ormai storico Israel Festival, che propone tre settimane di spettacoli con artisti israeliani e internazionali, fino alla locale declinazione del format Open House e alla già citata Jerusalem Design Week: non sono rare le possibilità di intercettare un evento legato all’arte, al design o alla performing art durante un soggiorno a Gerusalemme. A chiudere il 2019, anche quest’anno, sarà ArtBnB, che nel mese di dicembre riproporrà la formula delle residenze di venti artisti internazionali, affiancati durante la loro permanenza da autori locali in un percorso di scambio, confronto e conoscenza.

https://artbnbjlm.com/

Valentina Silvestrini

www.itraveljerusalem.com

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.