Chiude a Los Angeles il Pacific Design Center, avamposto del MOCA Museum of Contemporary Art

Dal 2001 il centro, di proprietà di Charles Cohen, ha ospitato le attività del MOCA, con mostre, eventi e programmi culturali dedicati soprattutto al design

Pacific Design Center photo Scott Frances
Pacific Design Center photo Scott Frances

Chiuderà le proprie porte al pubblico, in concomitanza con la fine della mostra One Day at a Time: Kahlil Joseph’s Fly Paper, il Pacific Design Center, uno degli avamposti del MOCA – Museum of Contemporary Art di Los Angeles, insieme alle altre due sedi situate sulla Grand Avenue e a Little Tokyo, sempre nella Città degli Angeli. A vent’anni di distanza dalla sua apertura, si conclude così l’avventura del centro costituito da tre differenti edifici – ognuno di un colore diverso, rosso, verde e blu – situato a West Hollywood e di proprietà di Charles Cohen. ”L’accordo di programmazione tra le due organizzazioni ha raggiunto la fine del suo mandato”, si legge in una dichiarazione congiunta del museo e del Pacific Design Center.

IL PACIFIC DESIGN CENTER

Il MOCA Pacific Design Center è stato inaugurato nel 2001 con la mostra Superflat, a cura di Takashi Murakami. Secondo un articolo pubblicato da artnet nel 2001, Charles Cohen avrebbe garantito l’uso gratuito dello spazio e le spese operative. Negli ultimi due decenni, il MOCA ha presentato al PDC numerose mostre che hanno visto come protagonisti William Kentridge, Sterling Ruby, Catherine Opie, Rodarte, Jean Prouve e Rick Owens, solo per citare qualche esempio. Inoltre il PDC, con il suo campus di oltre 230mila metri quadrati, ha oltre 100 showroom internazionali di fascia alta, che rappresentano 2.200 linee di prodotti di interior designer, architetti, decoratori e rivenditori. Il Centro a West Hollywood è stato senza dubbio uno dei “pezzi forti” del MOCA, che dal 1979, anno in cui è stato fondato, ha raccolto nella propria collezione di arte contemporanea oltre 7mila opere.

E IL FUTURO?

“Abbiamo avuto un rapporto di successo con il MOCA e, a nome dei nostri numerosi inquilini dello showroom nella comunità del design, apprezziamo le numerose mostre meravigliosamente curate del MOCA”, ha dichiarato Charles Cohen, proprietario del PDC. “Siamo orgogliosi del record di successi del MOCA al PDC”, ha affermato Maria Seferian, presidente del comitato del museo. “Siamo grati per la nostra partnership con PDC e Charles Cohen e ora non vediamo l’ora di consolidare e far crescere le nostre attività espositive, incluse le mostre sull’architettura e sul design, presso le due sedi del MOCA”. Adesso però la domanda sorge spontanea: quale sarà il destino del colorato Pacific Design Center?

– Desirée Maida

www.moca.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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