Cosa accadrà a Frieze Los Angeles 2019? Una mostra in un set cinematografico e molto altro

Il progetto rientra all’interno del programma Frieze Projects, e vedrà un gruppo di artisti cimentarsi tra le strade della finta New York dei Paramount Pictures Studios a Hollywood…

Downtown Los Angeles
Downtown Los Angeles

È vero, in questi giorni l’attenzione del sistema dell’arte internazionale è rivolta a Miami, dove si è appena conclusa la sua art week capitanata da Art Basel; però la curiosità è tanta nei confronti delle prime indiscrezioni che giungono dalle fiere che ci aspettano il prossimo anno, soprattutto quelle alla loro prima edizione. Rimaniamo negli Stati Uniti, ma ci spostiamo dalla Florida alla California: la fiera di cui stiamo parlando è Frieze, colosso inglese che dopo le edizioni di Londra e New York ha deciso di provare ad avventurarsi nell’ostico territorio – almeno per quanto riguarda le fiere d’arte – di Los Angeles. Già in passato, infatti, rassegne quali Paris Photo e FIAC, solo per citarne alcune, hanno tentato invano di “colonizzare” la città californiana, facendo poi dietrofrónt. Ma sembra proprio che Frieze voglia dare un taglio a questa tradizione, e lo fa svelando uno dei programmi che animeranno la rassegna che si svolgerà dal 14 al 17 febbraio 2019 presso i Paramount Pictures Studios a Hollywood. E in effetti Frieze Projects – è questo il titolo del focus – avrà un carattere decisamente cinematografico.

IL PROGETTO

Sculture, performance e installazioni saranno le protagoniste di Frieze Projects, focus che si svilupperà all’interno dei set cinematografici degli studi della Paramount. Tra le strade e gli edifici di una finta New York, Barbara Kruger, Paul McCarthy, Lisa Anne Auerbach, Sarah Cain, Catharine Czudej, Karon Davis, Cayetano Ferrer, Hannah Greely, Trulee Halll Patrick Jackson, Kori Newkirk e Tino Sehgal si misureranno con uno spazio inusuale rispetto a quelli che solitamente ospitano le opere artistiche. L’obiettivo infatti è quello di creare un legame tra il mondo dell’arte e Hollywood, invitando gli artisti a confrontarsi con un ambiente a metà tra realtà e finzione. “A differenza della maggior parte delle fiere e delle mostre che si svolgono nei parchi, nelle tende o nei tradizionali white cube, qui gli artisti sono costretti a cimentarsi con una terra di finzione, costruita per essere vista in un film”, ha spiegato Ali Subotnick, curatore di Frieze Projects.

IL SET ARTISTICO

Giusto per darvi un’idea su come sarà la mostra allestita nel set newyorchese, entrando nello studio i visitatori si imbatteranno negli adesivi di Barbara Kruger, decorati con domande filosofiche come “Who will write the history of tears?”, “Are there animals in heaven?”, o “Who salutes the longest?”, mentre Paul McCarthy presenterà, per la prima volta a Los Angeles, una nuova opera monumentale gonfiabile. “Come estensione della programmazione della fiera, Frieze Projects chiede agli artisti di dialogare con il backlot della Paramount, rappresentazione di una città reale e simbolo del vasto ecosistema creativo di Los Angeles”, spiega Bettina Korek, direttore esecutivo di Frieze Los Angeles. “Frieze Projects stimolerà i visitatori a considerare il ruolo centrale dell’arte in un più vasto panorama culturale”.

– Desirée Maida

Los Angeles // dal 14 al 17 febbraio 2019
Frieze Art Fair
Hollywood, Paramount Pictures Studios

www.frieze.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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