Il Museo Nacional de Bellas Artes de L’Avana ospita l’omaggio di Sislej Xhafa alla delicata condizione cubana.

L’attacco è impetuoso, la progressione è stridente. Tra le pareti monumentali del Museo Nacional de Bellas Artes – Arte Universal dell’Havana, accanto a macchine color caramella uscite da un film o dagli sketch di Topolino, campeggia la scritta Paradiso, testo di lampadine sostenuto da due pali in legno. È una grande mostra la retrospettiva dedicata a Sislej Xhafa (Peje, 1970) – a cura di Jorge Fernàndez Torres – e proprio quell’attacco, un omaggio al capolavoro di Jose Lezàma Lima, è il segno di un corpo a corpo con la realtà cubana e la creatività diffusa che lo ha guidato nella produzione di lavori concepiti e realizzati in loco.
La mostra – essenziale il ruolo di Galleria Continua, che con Arte Continua e la guida di Luisa Ausenda è tra gli attori più dinamici del contemporaneo a Cuba ‒ è un omaggio appassionato e generoso, fatto di attenzione ai rituali e al contesto, in un’alternanza tra particolare e generale che colloca l’isola tra le grandi contraddizioni del ‘900 e tra le più incerte metamorfosi contemporanee rispetto a nuovi modelli sociali e di sviluppo. Già l’atrio del museo interroga il visitatore con il video delle contrattazioni alla Borsa Valori – un’opera storica di Xhafa – posto di fronte a un piccolo tronco con innesti di corda e un’antenna al posto della chioma – segno beffardo di un Paese dove l’accesso ai mezzi di comunicazione di massa è selettivo, le connessioni a Internet sono una sequenza di gratta e vinci, e gli smartphone, nelle mani di tutti, sono utilizzabili ai minimi termini. La mostra prosegue sulla scalinata – concepita come spazio espositivo ascensionale ‒ con Again and Again, un altro lavoro storico che sulle struggenti note di Samuel Barber parla a popoli e ambiti ogni volta diversi con la stessa perentoria poetica sul potere del gesto; sotto un aratro cubano rovesciato avvolto da lampadine, ironica riflessione sull’idea di spettacolo riferito al più duro dei segni legati alla terra e alle condizioni dei campesinos.

Sislej Xhafa. Rosa azul. Exhibition view at National Fine Arts Museum, Havana 2018. Photo Nestor Kim. Courtesy Galleria Continua, San Gimignano - Beijing - Les Moulins - Habana
Sislej Xhafa. Rosa azul. Exhibition view at National Fine Arts Museum, Havana 2018. Photo Nestor Kim. Courtesy Galleria Continua, San Gimignano – Beijing – Les Moulins – Habana

RESISTENZA POETICA

Il dialogo tra Sislej Xhafa e Cuba continua al primo piano con uno spazio fatto di cassette, autentico negli odori e nei colori della strada, uno scrigno di libertà, una wunderkammer, un archivio dei capelli e della treccia, un omaggio a quelli cui venne tolto tutto – la dignità, le relazioni, gli affetti. Sono proprio i capelli raccolti dall’artista nelle barberie dell’Avana i segni e i simboli di una resistenza che si nasconde nella penombra tra le assi, quella “focosa resistenza poetica che diventa una metafora” nelle parole del curatore. Americano in America, cubano a Cuba, italiano in Italia, Sislej Xhafa dispiega il suo linguaggio cosmopolita con empatia lucida in un omaggio che è tante cose: la bicicletta con un’improbabile aria condizionata sul manubrio – Monument of desire, 2018 ‒ i tendalini dei bici taxi che diventano arazzi e quadreria nella white cube, non solo uno spostamento di senso che guarda alla creatività quotidiana ma una riflessione sul desiderio e la sua malintesa emancipazione, sul senso di un cielo che si misura in centimetri, non si espande, si chiude ma almeno protegge.
Più in generale queste opere si interrogano sull’inevitabile omologazione, sulle complesse dinamiche di civilizzazione e sulla colonizzazione culturale che segue il crollo delle utopie. Lo fanno con i paradossi, gli scostamenti, le impaginazioni, come accade nelle sale della tradizione religiosa dove è collocato un confessionale fatto di scarti, materiali ritrovati, brandelli e frammenti – Confesionario, 2018. Sislej Xhafa non giudica e non si sottrae: lo fa con distanza e intimità, conoscenza della disciplina, sensibilità e grazia nella relazione, a partire dal titolo del progetto.

Sislej Xhafa. Rosa azul. Exhibition view at National Fine Arts Museum, Havana 2018. Photo Nestor Kim. Courtesy Galleria Continua, San Gimignano Beijing Les Moulins Habana
Sislej Xhafa. Rosa azul. Exhibition view at National Fine Arts Museum, Havana 2018. Photo Nestor Kim. Courtesy Galleria Continua, San Gimignano Beijing Les Moulins Habana

FIORE E ARCHETIPO

Rosa azul è Rosa come Maria, il nome di donna per eccellenza, un fiore, un archetipo che trascende lingue e appartenenze. È la delicatezza che si incarna, la fragilità solida che non è genere ma antropologia. Rosa azul è un fiore inventato, una creatura aliena i cui petali trattengono l’azzurro del mare e la mobilità del cielo. Rosa azul è l’iconografia sacra che cinge nei santuari le immagini della devozione, quelle che dialogano con la Santeria, tra credenze sciamaniche traslitterazioni spirituali e incroci culturali. Rosa azul è il luogo dove tutto si tocca, è la prossimità che inquieta e consola, il benvenuto negli opposti, un’idea paradossale, è un codice, un linguaggio, l’azzurro più azzurro di certi ventagli che a Cuba si costruiscono su fogli di legno e muovono l’aria. Perché niente è immobile anche se tutto è fragile, esposto, sospeso – come il nido di uccellini dentro lo stivale di gomma ‒ Resting high, 2018 ‒ che dialoga idealmente con l’installazione dei capelli – Archive of Braid, 2018.
È la coesistenza come posizionamento etico quella che in una direttrice verticale impalpabile, silenziosa, in bianco e nero connette spazio e tempo: al piano terra il bagno appassionato degli skinhead dentro la fontana di Trevi – un abbraccio drammatico, un desiderio di contatto e di vertigine – al primo piano una danza sinuosa di corpi morbidi, elastici, armonici sullo sfondo di un telo/paracadute. Che sia davvero questo il Paradiso?

Cristiana Colli

L’Avana // fino al 17 dicembre 2018
Sislej Xhafa ‒ Rosa Azul
MUSEO NACIONAL DE BELLAS ARTES
San Rafael entre Zulueta y Monserrate
www.bellasartes.co.cu

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Autore Sislej Xhafa
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Cristiana Colli
Cristiana Colli nata a Reggio Emilia nel 1964. Laureata in Scienze Politiche, giornalista dall’85, cura l’ideazione e l’organizzazione di progetti culturali, eventi, mostre, festival e iniziative di valorizzazione. Per istituzioni pubbliche e private, musei, aziende, ordini professionali, fondazioni realizza e promuove strategie di comunicazione sociale e culturale legate al paesaggio, all’architettura, all’arte contemporanea e al design. Sul fronte della ricerca economica e sociale dal 2003 collabora con il Consorzio A. Aster e dal 2007 lavora con Symbola-Fondazione per le Qualità Italiane. È direttore responsabile della rivista rivista MAPPE – Gagliardini.