Svelata la 14esima edizione di Sharjah Biennial, la rassegna d’arte degli Emirati Arabi Uniti

Verterà intorno ai temi del controllo dell’informazione nell’età contemporanea la 14esima edizione della biennale promossa dalla Sharjah Art Foundation. Ecco i dettagli

Sharjah Biennial 13 Tamawuj
Sharjah Biennial 13 Tamawuj

Leaving the Echo Chamber è il tema della 14esima edizione di Sharjah Biennial, la biennale d’arte contemporanea promossa dalla Sharjah Art Foundation che si svolgerà negli Emirati Arabi Uniti dal 7 marzo al 10 giugno 2019. La manifestazione consisterà in tre mostre, ognuna delle quali indagherà sul ruolo dell’arte in un momento storico in cui l’informazione viene manipolata e negoziata e la cultura materiale è minacciata dalla distruzione umana e dai cambiamenti climatici.

IL TEMA

Nella cultura popolare, Echo Chamber è un nome dato ai mezzi di informazione tortuosi e ai relativi feed che sono rafforzati da un sistema chiuso, un network controllato da fonti private, governi e società che privilegia un’immagine, una lingua, una competenza, una storia e una geografia particolari. Più tangibilmente, l’Echo Chamber è lo spazio in cui il suono colpisce e riverbera, dove la memoria e l’immaginazione echeggiano attraverso la superficie, attraverso lo spazio e il tempo. Leaving the Echo Chambernon propone soluzioni per abbandonare questo contesto, ma cerca di mettere in dialogo una serie di provocazioni su come si potrebbe rinegoziare la forma e la funzione di questa camera, attraverso una moltiplicazione degli echi al suo interno che mettano così in evidenza le svariate forme di produzione umana: i rituali, le credenze, i costumi. “La vita contemporanea è dominata da informazioni contrastanti e storie fluttuanti, una realtà che solleva questioni importanti sulla direzione dell’arte contemporanea”, ha dichiarato Hoor Al Qasimi, direttore della Sharjah Art Foundation.

LA BIENNALE

La biennale in tutto consta di tre mostre: Journey Beyond the Arrow, Making New Time eLook for Me All Around You, rispettivamente curate da Zoe Butt, Omar Kholeif e Claire Tancons, per un totale di oltre 80 artisti coinvolti, tra cui Alfredo Jaar e Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla. “Butt, Kholeif e Tancons offrono prospettive incredibilmente diverse rispetto al tema della biennale e insieme rappresentano la complessità delle sfide affrontate dagli artisti di oggi e dalla società nel suo insieme”, ha concluso Hoor Al Qasimi. La manifestazione sarà ospitata presso gli spazi della Sharjah Art Foundation, che riunirà al suo interno commissioni e installazioni pubbliche su larga scala, spettacoli e film.

– Desirée Maida

Sharjah // dal 7 marzo al 10 giugno 2019
Sharjah Biennial
Sharjah Art Foundation

 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.