8 nuove architetture che stanno per nascere a Istanbul

Otto grandi progetti, per lo più di natura culturale, recentissimi o in progress a Istanbul. E sono soltanto i principali, perché la città pullula di gru. Un futuro destinato a cambiare a causa dell’instabilità politica ed economica? Ecco intanto la nostra lista vertiginosa.

Quattro musei, un centro culturale, un’intera area, il nuovo aeroporto e una torre. Sono i nove sviluppi urbanistico-architettonici che abbiamo identificato a Istanbul e che vi raccontiamo in questa lista vertiginosa. Un ritmo che reggerà anche con la terribile svalutazione della lira turca?

1. CONTEMPORARY ART MUSEUM

Grimshaw Architects, Contemporary Art Museum for the Vehbi Koç Foundation, Istanbul

Per i suoi quarant’anni di attività, la Vehbi Koç Foundation si regala un museo in cui ospitare la propria collezione d’arte contemporanea. Il concorso è stato vinto dallo studio britannico Grimshaw Architects, che ha risposto con un edificio modulare anche nei suoi volumi, al fine di comunicare l’interrelazione che ci sarà non soltanto fra collezione e progetti temporanei, ma anche fra le discipline, dalle arti visive alla danza, dal video alla letteratura. L’obiettivo è essere pronti per settembre 2019, in occasione della biennale e della fiera.

https://grimshaw.global/

2. ISTANBUL MODERN

Renzo Piano

 

Il primo museo d’arte contemporanea di Istanbul, inaugurato nel 2004, sta cambiando completamente volto. Ora è temporaneamente ospite dell’Union Française a Beyoglu, ma solo fino al 2020, quando è previsto il trasloco nel nuovo edificio progettato da Renzo Piano. Massimo riserbo sia da parte dello studio dell’architetto genovese che da parte del committente: in attesa di qualche dettaglio, tenete d’occhio l’area del porto di Galata.

www.rpbw.com/

3. MUSEUM OF PAINTING AND SCULPTURE

EAA – Emre Arolat Architects, Istanbul Museum of Painting and Sculpture, Istanbul

Ancora un museo, stavolta però legato alla Mimar Sinan Fine Arts University. Ci stanno lavorando dal 2011 gli EAA – Emre Arolat Architects e l’apertura è prevista entro la fine del 2018. L’area è quella dell’Istanbul Modern, anzi è proprio l’“antrepo” accanto alla storica sede di Karaköy. Qui, su una superficie di ben 18mila mq, sta per essere ordinata una collezione mastodontica, forte di 15mila pezzi che datano dal periodo tardo Ottomano sino all’arte moderna. Affascinante la struttura: incastonati nell’originario scheletro in cemento, infatti, ci sono i simil-container che fungeranno da sala espositiva.

www.emrearolat.com/gallery/antrepo-5-msgsu-museum-of-painting-and-sculpture/

4. ISTANBUL CITY MUSEUM

Salon – Alper Derinbogaz, Istanbul City Museum

È lunga la gestazione dell’Istanbul City Museum, progettato da Salon – Alper Derinbogaz, con Luca Molinari che è parte del team in veste di curatore e coordinatore scientifico della collezione permanente. D’altro canto, la città ha qualcosa come 8mila anni di storia. Su 38mila mq in zona Topkapi, ai margini dell’area antica, si sta comunque procedendo ai lavori di questo che pare un basso monolite, ma che invece – avvicinandosi e penetrandolo – si rivela nella sua estrema percorribilità in ogni direzione.

www.lucamolinari.it/istanbul-city-museum/

5. ATATÜRK CULTURAL CENTER

Tabanlioglu Architects, Atatürk Cultural Center, Istanbul

Risale agli Anni Settanta l’Atatürk Cultural Center, enorme (52mila mq, all’interno c’è di tutto, da uno dei teatri d’opera più grandi al mondo ai ristoranti, dalle gallerie espositive ai caffè) polo governativo intitolato al padre della patria turca. E inevitabilmente abbisognava di una rimodernata importante. A portare a termine l’incarico ci hanno pensato i Tabanlioglu Architects (nota di colore: è il figlio che sta rivedendo l’opera del padre), studio locale che ha firmato anche il primo edificio dell’Istanbul Modern. L’apertura è prevista a inizio 2019 e senz’altro attirerà grandi attenzioni: siamo infatti nella celeberrima Taksim Square, teatro di eventi drammatici anche in anni recenti.

www.tabanlioglu.com

6. HALIÇ TERSANESI PROJECT

Tabanlioglu Architects, Haliç Tersanesi Project, Istanbul

È lo sviluppo più interessante ma sul quale circolano meno informazioni a livello internazionale. Non un nuovo edificio bensì il ripensamento di un’intera area, quella dell’ex Arsenale. A occuparsene sono ancora i Tabanlioglu Architects e a livello di date (ottimistiche, probabilmente) si parla del 2021. All’interno, fra l’altro, un altro museo afferente la Vehbi Koç Foundation, per esporne un altro ramo della collezione rispetto a quella d’arte contemporanea, che sarà ospitata nel museo progettato da Grimshaw e di cui vi parliamo nella prima scheda; un hub dedicato alle gallerie d’arte private; un convention center per le attività educative.

www.tabanlioglu.com

7. NUOVO AEROPORTO

Grimshaw Architects, New Airport, Istanbul

Si parla di una cifra intorno ai 150 milioni di passeggeri l’anno: sono quelli che volano da e per Istanbul. L’attuale aeroporto intitolato ad Atatürk è francamente inadatto e questo nuovo hub, esteso per un milione di metri quadri (destinato quindi a diventare il più grande al mondo), dovrebbe imprimere una svolta. L’inaugurazione è alle porte, poiché è fissata il prossimo 29 ottobre. A seguire l’immane progetto, gli stessi Grimshaw del Contemporary Art Museum di Istanbul.

https://grimshaw.global/

8. KCTV TELECOM TOWER

MAA – Melike Altinisik Architects, KCTV Telecom Tower, Istanbul

Loro almeno sono social. Lo stato di avanzamento lavori della KCTV Telecom Tower di
MAA – Melike Altinisik Architects si può infatti seguire agevolmente anche da remoto, grazie alle foto che lo studio di Istanbul diffonde sui propri canali. Dotata di una forma ellittica, si innalzerà per 365,5 metri, diventando così la costruzione più alta della città. Diversi piani saranno aperti al pubblico, ma è probabile che il più ambito sarà il ristorante panoramico situato al 40esimo, a 175 metri d’altezza dal suolo.

www.melikealtinisik.com/

Marco Enrico Giacomelli

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.