Arte italiana a New York. Da Magazzino

Il museo voluto da Giorgio Spanu e Nancy Olnick presenta una mostra di opere di Arte Povera provenienti dalla collezione. E si apre al dialogo con altre istituzioni nel nome dell’arte italiana.

Arte Povera. From the Olnick Spanu Collection. Installation view at Magazzino Italia Art, New York 2018. Photo Maria Domenica Rapicavoli
Arte Povera. From the Olnick Spanu Collection. Installation view at Magazzino Italia Art, New York 2018. Photo Maria Domenica Rapicavoli

Le inaugurazioni qui le fanno solo d’estate, così da sfruttare al meglio i giardini, ora ricoperti di neve, che circondano la struttura di Magazzino Italian Art, avamposto dell’arte italiana a un’ora e mezza di treno da New York. Tuttavia, vista la grande presenza in città di giornalisti e addetti ai lavori per seguire l’Armory Show, Magazzino ha aperto i suoi spazi per una preview rivolta a tutti coloro che hanno voglia di allontanarsi dalla città per visitare Arte Povera from The Olnick Spanu Collection e per seguire l’opening della mostra Remo Salvadori, Marco Bagnoli, Domenico Bianchi organizzata dal Garrison Art Center in collaborazione con Magazzino Italian Art.

LA MOSTRA DELLA COLLEZIONE

E vale davvero la pena affrontare il viaggio per arrivare a Cold Spring e visitare lo spazio, disegnato dall’architetto spagnolo Miguel Garcia Quismondo in stile razionalista, e la mostra Arte Povera from The Olnick Spanu Collection, che presenta una selezione di opere diverse da quelle esposte durante la mostra inaugurale. Una collezione che vanta circa 500 lavori nel solco dell’Arte Povera, raccolti dall’italiano Giorgio Spanu e dalla moglie Nancy Olnick, che sono di casa in questa vallata lungo le sponde dell’Hudson e che qui hanno scelto di fondare il loro museo. I lavori sono perfettamente integrati nello spazio, caratterizzato da grandi aperture a vetro sulle pareti per favorire l’illuminazione naturale, ma anche per creare un dialogo costante tra il dentro e il fuori. Una mostra che racconta tutte le fasi del movimento attraverso le opere, alcune strepitose, di 12 artisti: Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pierpaolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio.
Il percorso espositivo”, ci racconta Giorgio Spanu, “dimostra in maniera netta come, pur trattandosi di artisti diversi tra loro, con ricerche individuali, esiste un terreno comune, condiviso che rende questo movimento un unicum a livello internazionale”.

LA MOSTRA DI SALVADORI, BAGNOLI E BIANCHI

Spostandosi di pochi chilometri da Cold Spring a Garrison, è possibile visitare, nelle gallerie di Riverside, la mostra Remo Salvadori, Marco Bagnoli, Domenico Bianchi organizzata dal Garrison Art Center in collaborazione con Magazzino Italian Art. Un’esposizione che sancisce il primo scambio tra le due istituzioni d’arte della Hudson Valley. Tutte le opere in mostra provengono dalla collezione di Nancy Olnick e Giorgio Spanu. Salvadori, Bagnoli e Bianchi rappresentano la generazione successiva rispetto agli artisti del movimento dell’Arte Povera. Le opere scelte raccontano la connessione tra l’arte contemporanea italiana e il movimento, ma evidenziano anche i punti di contatto e le influenze tra la prima generazione di artisti e le successive.

L’INTERESSE PER L’ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA

Non solo Arte Povera: Giorgio Spanu, che è anche presidente del Consiglio Direttivo della Casa Italiana Zerilli Marimò, porta avanti un interesse costante nei confronti dell’arte italiana in generale. “Siamo sempre molto impegnati”, sottolinea Spanu, “sul sostenere e promuovere l’arte italiana. Non solo i grandi nomi, ma anche i giovani artisti. Non a caso Casa Italiana Zerilli Marimò ospiterà dal primo maggio la mostra di Alessandro Piangiamore in un progetto più ampio che sarà centrato costantemente sulle nuove voci dell’arte contemporanea italiana”.

Mariacristina Ferraioli

Cold Spring // fino al 21 gennaio 2019
Arte Povera: From the Olnick Spanu Collection
MAGAZZINO ITALIAN ART
2700 Route 9
www.magazzino.art

Garrison // fino all’8 aprile 2018
Remo Salvadori, Marco Bagnoli, Domenico Bianchi
GARRISON ART CENTER
23 Garrison’s Landing
www.garrisonartcenter.org

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.