Leeuwarden Capitale Europea della Cultura 2018: 11 fontane d’artista per 11 città olandesi

Tra i vari interventi della Capitale Europea della Cultura 2018 – insieme a La Valletta -, spicca quello che vede 11 città della Frisia, tra cui la stessa Leeuwarden, coinvolte nella creazione di 11 fontane da parte di altrettanti artisti internazionali. Ecco le immagini.

In linea con gli obiettivi di Leeuwarden Capitale Europea della Cultura 2018, mossi da spirito di collaborazione e senso della comunità, il progetto 11Fountains – uno dei tantissimi messi in atto dalla città olandese per celebrare l’investitura – coinvolgerà le undici città della Frisia e altrettanti artisti internazionali, invitati a realizzare una fontana. A questi è richiesto di interpretare uno degli elementi naturali più cari a Leeuwarden e al territorio, l’acqua. Tappe di una storica gara di pattinaggio sul ghiaccio, la cui ultima edizione risale al 1997, le undici città ospiteranno a partire dal 18 maggio le installazioni site specific ideate da un gruppo di artisti internazionali dopo essersi confrontati con gli abitanti del luogo e averne appreso la storia. La fontana di Leeuwarden sarà firmata da Jaume Plensa, quella di Sloten da Jorge & Lucy Orta, mentre ad Harlingen saranno protagonisti Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla. Cornelia Parker, Mark Dion, Shen Yuan, Stephan Balkenhol, Shinji Ohmaki, Johan Creten, Jean-Michel Othoniel e Birthe Leemeijer interverranno rispettivamente a Workum, Stavoren, Hindeloopen, Sneek, IJlst, Bolsward, Franeker e Dokkum. Ecco i progetti nel dettaglio.

– Claudia Giraud

https://www.friesland.nl/en/european-capital-of-culture/programme/eleven-fountains

1. I LEONI DI CORNELIA PARKER A WORKUM

11 Fountains Workum Cornelia Parker (UK) © Team Horsthuis

Le statue in legno di due leoni alte tre metri che spruzzano acqua dagli artigli accolgono i passanti nel nuovo porto turistico di Workum. È l’idea di fontana dell’artista britannica Cornelia Parker che spiega: “La mia proposta è di” liberare “i leoni araldici sulla facciata della Workum Weigh House, il museo cittadino nel centro di Workum, dei loro antichi doveri di portatori dello stemma di Workum. L’aspetto di questi animali secolari è piuttosto ingenuo, ma la loro posa teatrale ci fa anche ridere. Farli scendere dallo stemma e renderli più grandi del normale, li fa diventare l’attrazione principale della fontana di Workum”.

2. LA FONTANA DELLA FORTUNA DI STEPHAN BALKENHOL A SNEEK

11Fountains Sneek Stephan Balkenhol (DE) © Team Horsthuis

La Fontana della Fortuna dell’artista tedesco Stephan Balkenhol è composta da una statua in bronzo colorata raffigurante un uomo con il corno dell’abbondanza sulla spalla, come riferimento a Fortuna, la dea della prosperità e della felicità. L’acqua scorre dal corno. L’uomo è in piedi su una palla d’oro e l’intera immagine ruota continuamente attorno al suo asse. “La sfera è alimentata dal rinculo dell’acqua che scorre dal corno”, spiega l’artista. “Quindi, l’afflusso di fortuna diventa una forza incalcolabile e cieca. Chi può trarne beneficio e per quanto tempo rimane una domanda aperta. La fortuna e il destino sono decisivi. L’abbondanza che può improvvisamente cominciare a riversarsi su di noi può altrettanto rapidamente andarsene”.

3. L’ALBERO DELLA VITA DI SHEN YUAN A HINDELOOPEN

11 Fountains Hindeloopen Shen Yuan (China) © Team Horsthuis

L’albero della vita rappresenta il fulcro della fontana realizzata dall’artista cinese Shen Yuan. Si ispira allo stemma della città che è costituito da un albero circondato da un cervo e una cerva. Secondo il mito, l’albero è, appunto, un “albero della vita”. Ha le sue radici nel mondo sotterraneo e i suoi rami puntano verso il cielo. L’albero simboleggia la forza vitale, ma rappresenta anche la saggezza. Il cervo e la cerva si nutrono di questo.

4. LA BALENA DI JENNIFER ALLORA E GUILLERMO CALZADILLA AD HARLINGEN

11 Fountains Harlingen Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla (USA)

Harlingen si trova proprio sul mare, così gli artisti internazionali Jennifer Allora dagli Stati Uniti e Guillermo Calzadilla da Cuba, hanno deciso di creare una fontana a forma di capodoglio, basata sulla storia della città olandese. Ai tempi, la caccia alle balene faceva parte della vita quotidiana di Harlingen ed era il mestiere principale dei suoi abitanti. Oggi, però, la gente ha smesso di cacciare le balene, preoccupandosi, invece, di salvarle e proteggerle. “La nostra visita ad Harlingen ci ha insegnato che la caccia alle balene ha avuto un ruolo importante nella storia marittima della città”, spiegano i due artisti. “La balena era una volta oggetto di scambio commerciale, ma per i romantici simboleggiava anche le forze sublimi del mare. Oggi le balene sono vittime dell’onnipotenza umana e della volontà di controllare tutte le forme di vita. Questi enormi animali, che non sono mai appartenuti al mare di Wadden, ora vengono arenati in acque poco profonde. Invece di cacciarle, le persone ora si sforzano di salvarle. La fontana che vogliamo realizzare, un vero capodoglio nel porto, fa riferimento a tutto questo”.

5. LA PAVONCELLA DI JORGE E LUCY ORTA A SLOTEN

11 Fountains Sloten Lucy & Jorge Orta (UK)

Gli artisti Jorge e Lucy Orta, originari dell’Argentina e del Regno Unito, hanno creato insieme ai locali la fontana di Sloten che vuole essere un racconto della storia di bambini che crescono in una comunità così unita e che conoscono le tradizioni e le usanze. Proprio come la ragazza sulle spalle del ragazzo, con in mano una pavoncella: un uccello che tradizionalmente e simbolicamente fa parte della Frisia.

6. LA FONTANA A FORMA DI PESCE DI MARK DION A STAVOREN

11 Fountains Stavoren Mark Dion (USA) © Team Horsthuis

Stavoren era nota, una volta, per la sua pesca e il commercio: caratteristiche che hanno ispirato l’artista statunitense Mark Dion per la realizzazione della sua fontana. In particolare, Dion si è basato sul disegno di Pieter Bruegel il Vecchio del 1556, Pesce grosso mangia pesce piccolo, dove Stavoren era ritratta come una fiorente città portuale, per progettare la fontana a forma di pesce. “L’enorme testa del grosso pesce si alza dal bacino e la sua bocca aperta inghiotte curiosi visitatori”, racconta Dion. “La fontana incoraggia l’interazione e ruota intorno al gioco, al grottesco e al carnevalesco. Ma si riferisce anche a qualcosa di un po’ più serio: la sensazione di aver perso una vera meraviglia“.

7. LA NUVOLA DI JEAN-MICHEL OTHONIEL A FRANEKER

11 Fountains Franeker Jean Michel Othoniel (FR) © Team Horsthuis

Franeker è il luogo di nascita di uno dei più importanti astronomi del XX secolo, ovvero Jan Hendrik Oort, teorizzatore di una enorme nube sferica formata dai residui della sua formazione, costituiti principalmente da ghiacci, aggregata in piccoli oggetti di pochi km di diametro che talvolta, disturbati da interferenze gravitazionali, modificano la loro orbita. E l’artista francese Jean-Michel Othoniel si è, così, ispirato a lui per realizzare la sua fontana. “La mia opera è un omaggio alla “nuvola” che è stata descritta da Oort e che porta il suo nome”, spiega Othoniel. “Volevo dare alla fontana la forma delle belle fontane che adornavano le piazze centrali di città, paesi e villaggi nel Medioevo”.

8. LA FONTANA LOVE DI JAUME PLENSA A LEEUWARDEN

11 Fountains Leeuwarden Jaume Plensa (Spain) © 11Fountains

L’artista spagnolo Jaume Plensa è stato invitato a pensare alla completa riqualificazione dell’area davanti alla stazione di Leeuwarden: una zona affollata e caotica ora trasformata in un chiaro ingresso della città con la fontana Love di Plensa come centro ineludibile. La scultura, alta sette metri, è composta da due teste bianche di un ragazzo e di una ragazza appoggiate su un altopiano nero di forma ovale. I loro volti sono rivolti l’uno verso l’altro, ma i loro occhi sono chiusi. Entrambe le espressioni dei visi sono serene, quasi meditative. “Stanno sognando“, dice Plensa. “Per i bambini, il futuro è un sogno pieno di promesse“.

9. LA FONTANA DEL PIPISTRELLO DI JOHAN CRETEN A BOLSWARD

11 Fountains Bolsward Johan Creten (BE) © Lucas Kemper

La fontana del pipistrello è un simbolo aperto a molteplici interpretazioni nelle intenzioni dell’artista e designer belga Johan Creten, rimasto affascinato da una colonia di pipistrelli mentre guardava una chiesa a Bolsward. “Il pipistrello è visivamente e simbolicamente un animale bellissimo. Nella cultura asiatica, è il simbolo della ricchezza, della felicità e di una vecchiaia benedetta. Con noi, il pipistrello di solito simboleggia la notte e le forze oscure, ma nella cultura popolare simboleggia anche un potere positivo, redentore – come con Batman. Nelle carte dei tarocchi rappresenta la rinascita e aiuta a tenere a bada i demoni quando si presentano sotto forma di gargoyle sulle facciate della cattedrale”.

10. LA FONTANA DI GHIACCIO DI BIRTHE LEEMEIJER A DOKKUM

11 Fountains Dokkum Birthe Leemeijer (NL) © Team Horsthuis

Per realizzare la sua fontana, l’artista olandese Birthe Leemeijer si è ispirato a una foto di Erik Koch, scattata durante il leggendario inverno del 1963 a Dokkum, quando anche il Mare del Nord si era ghiacciato. “L’immagine mostra come si formò una scultura di ghiaccio nell’acqua che si ritirava”, spiega l’artista. “La forma, eseguita in cemento, si riferisce al passato di Dokkum, come un’importante città portuale, fino a quando il mare scomparve dalla vista”.

11. LA FONTANA DI FIORI DI SHINJI OHMAKI A IJLST

11 Fountains IJlst Shinji Ohmaki (Japan) © Team Horsthuis

L’artista giapponese Shinji Ohmaki è stato ispirato dalle piante selvatiche che punteggiano la città di Ijlst e le ha inserite nella fontana per simboleggiare il ruolo dell’uomo all’interno dello sviluppo e del progresso. “Ho usato quella combinazione di natura, cultura e umanità come base della fontana di IJlst e l’ho associata ad un antico stile giapponese di organizzare i fiori chiamato “Tachibana”. In questo modo, i fiori sono un simbolo dell’unione tra uomo e natura”. I fiori della fontana sono fatti di acciaio inossidabile e hanno due forme differenti che poggiano entrambe su una base a forma di vaso, con una superficie d’acqua.

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AutoriStephan Balkenhol, Allora&Calzadilla, Lucy + Jorge Orta, Mark Dion, Jaume Plensa
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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).