“La bellezza ci unisce”. Progetto culturale e diplomatico tra Vaticano e Cina

Nato per rafforzare i legami tra Città del Vaticano e Cina dopo decenni di tensioni diplomatiche, il progetto vedrà la luce nel 2018, con due mostre nate dallo scambio di opere tra i musei papali e il paese asiatico

La Basilica di San Pietro in Vaticano
La Basilica di San Pietro in Vaticano

Se negli ultimi tempi nel mondo dell’arte sono sempre più in voga partnership, collaborazioni e sinergie tra istituzioni culturali, fondazioni e istituzioni – sia pubbliche che private –, siamo certi che il “gemellaggio” recentemente annunciato tra due paesi non passerà inosservato per la particolarità ma soprattutto per le ragioni che a esso sono sottese. La bellezza ci unisce è il titolo del progetto promosso dai Musei Vaticani e il China Culture Industrial Investment Fund (Fondo cinese per gli Investimenti nell’industria e nella Cultura), un’iniziativa che ha come scopo la creazione di nuove forme di collaborazione culturale tra Città del Vaticano e la Cina attraverso il linguaggio dell’arte. Nato per rafforzare i legami di amicizia tra i due paesi dopo decenni di tese relazioni diplomatiche, La bellezza ci unisce culminerà nella realizzazione di due mostre, previste per la primavera del 2018.

Sale dei Musei Vaticani
Sale dei Musei Vaticani

IL BACKGROUND

Le ragioni che hanno portato il Vaticano e la Cina a difficili relazioni diplomatiche nascono dal fatto che nel paese asiatico la comunità cattolica è scissa in due parti, una ufficiale e l’altra non riconosciuta dal governo. L’“Associazione patriottica cattolica cinese” è la sola Chiesa riconosciuta dal regime, e si differenzia dall’altra porzione di cattolici – appartenenti alla cosiddetta “Chiesa sotterranea” – perché non riconosce l’autorità papale, ma solo quella dello stato cinese. Una delle principali controversie che ha reso turbolenti i rapporti tra i due paesi è in merito alla nomina dei vescovi, facoltà che teoricamente dovrebbe spettare al Vaticano e che invece viene rivendicata dallo stato cinese.

IL PROGETTO ARTISTICO

Affidandosi al potere “diplomatico” dell’arte, La bellezza ci unisce creerà un ponte tra i due stati e soprattutto tra le due culture, attraverso due mostre “gemellate” che inaugureranno nel 2018. 40 opere delle collezioni dei Musei Vaticani, provenienti in particolare dalle raccolte cinesi del Museo etnologico “Anima Mundi” – una collezione che conta ben 80mila pezzi, di cui 20mila cinesi –, saranno esposte a Pechino e in altre tre città tra cui Xian e Shanghai; contemporaneamente, 40 opere delle collezioni statali cinesi saranno esposte in Vaticano, proprio nello spazio “Anima Mundi” dei musei papali. Per la mostra di Pechino, saranno selezionate 39 opere d’arte originarie della Cina a cui si aggiungerà una quarantesima opera di arte cristiana dell’Europa occidentale. L’esposizione di opere d’arte cinesi in Vaticano consisterà in 30 oggetti provenienti da collezioni statali cinesi che rappresentano vari periodi della storia del paese, e in 10 dipinti realizzati da Zhang Yan, artista che lo scorso maggio ha donato a Papa Francesco due tele in segno di amicizia tra i due stati. “Senza paura e senza barriere, la bellezza e l’arte sono veramente un veicolo di dialogo”, ha dichiarato Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani. “Questa è la chiave del successo che noi, ai Musei Vaticani, chiamiamo ‘diplomazia dell’arte”. “Sarà un evento che supererà i confini e il tempo e che unirà culture e civiltà diverse”, ha detto il presidente del China Investment Fund Zhu Jiancheng in merito al progetto La bellezza ci unisce. “Rafforzerà l’amicizia tra Cina e Vaticano, e favorirà la normalizzazione delle relazioni diplomatiche”.

– Desirée Maida

http://www.museivaticani.va

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.