Curated by_Vienna. Gallerie aperte nella capitale austriaca

Torna il festival viennese che punta lo sguardo sulla scena galleristica. Coinvolgendo numerosi curatori internazionali e offrendo, da quest’anno, un ricco programma di incontri, spettacoli e proiezioni.

curated by_vienna. Christine Koenig Galerie
curated by_vienna. Christine Koenig Galerie

L’autunno viennese porta in scena la nona edizione del festival Curated by_Vienna, che vede la partecipazione di ben 21 gallerie e altrettanti curatori internazionali invitati a sviluppare il tema scelto stavolta: immagine / letture / testo. Diversi i tour organizzati da esperti d’arte nelle gallerie di Vienna. Ma quest’anno, per la prima volta, si è aggiunto un ricco programma di spettacoli, colloqui, proiezioni cinematografiche, conferenze ed eventi musicali. Il format si è consolidato come una piattaforma di networking che permette uno scambio di idee tra operatori dell’arte locali ed esteri. Le gallerie aprono le loro porte a curatori internazionali, ottenendo così nuove prospettive sulle proprie attività.

curated by_vienna. Galerie Steinek
curated by_vienna. Galerie Steinek

FRA ARTE E POESIA

Alla galleria Mauro Mauroner Contemporary Art è Stefano Collicelli Cagol a curare
Thinking Songs of Things, una mostra in forma di poesia. Poesie ed esposizione si basano su particolari momenti e spazi; illuminazioni e visioni; respiri, suoni e silenzi, che complicano il tradizionale dibattito sul rapporto tra testo e immagine. Il titolo del progetto espositivo è tratto dall’opera Paradiso dell’autore cubano José Lezama Lima. È un invito rivolto a ogni visitatore a unire in modo personale le immagini, i testi, i respiri, le illuminazioni, i silenzi, i suoni e i significati conosciuti, mentre vaga attraverso lo spazio.

I SOGNI ETERNI

Eva Fabbris cura per la Galleria Steinek il progetto Live end dream no. Il lavoro di Miyamoto che dà il titolo alla mostra lascia libere parole palpabili, significative e fugaci come solo i gesti possono essere. Il corpo come linguaggio si riflette nelle diverse opere degli artisti in mostra.  Le ragazze del film di Diego Marcon sono addormentate all’interno della Casa del Fascio di Como di Giuseppe Terragni, il capolavoro dell’architettura razionalista, dove la quiete e il terrore sono altrettanto inscindibili, illuminati da lampi. La mostra finisce in una dimensione di immobilità soggettiva in cui il linguaggio non può esistere.

curated by_vienna. Galerie Emanuel Layr
curated by_vienna. Galerie Emanuel Layr

LE CORRISPONDENZE TRA VISIBILE E LINGUAGGIO

Alla galleria Emanuel Layr, le narrazioni intrecciate creano palcoscenici di immagini e testi: dalla poesia visiva di Erica Baum trovata in vecchi libri di carta e giornali alle visioni crittografate di Julien Bismuth di un’abitazione amazzonica, passando attraverso le esplorazioni di Marcelline Delbecq sul potenziale cinematografico e fotografico della scrittura.
La curatrice Beatrice Gross cita il filosofo francese Gilles Deleuze che scrive: “Le combinazioni del visibile e leggibile compongono emblemi o allegorie care alla sensibilità barocca. Ci riferiamo sempre ad un nuovo tipo di corrispondenza o espressione reciproca, un’espressione in entrata, piega dopo la piega”.
Così le visioni criptate di Julien Bismuth di un palazzo di abitazioni amazzoniche rappresentano l’autoconsapevolezza dell’artista sulla diversa rappresentazione di un’esperienza. Ogni fotografia contiene un testo nascosto all’interno di un’immagine, titoli codificati che diventano visibili attraverso l’alterazione dei pixel e dei colori delle immagini.
Gina Pane, meglio conosciuta per le sue sperimentazioni nel campo della Body Art, si è dedicata anche a una pratica scultorea più sottile. Ricordo avvolto di un mattino blu evoca poeticamente il cielo sui monti piemontesi, dove l’artista ha trascorso la sua infanzia.
Robert Stadler tende invece a cancellare le gerarchie tra arte e design. Il suo Pentaphone offre un’alternativa invitante al telefono-cabina ormai quasi obsoleto: un casco sospeso insonorizzato consente la tregua dal rumore ambientale.
È alle stampe anche un libro d’artista collettivo che includerà un saggio letterario di Marcelline Delbecq e che sarà presentato in galleria a metà ottobre, uno degli appuntamenti conclusivi del festival.

Giorgia Losio

Vienna // fino al 14 ottobre 2017
Curated_by_Vienna
SEDI VARIE
www.viennabusinessagency.at/creative-industries/curated-by-vienna/curated-by-vienna-2017/

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Giorgia Losio
Giorgia Losio, nata a Milano, è storica dell’arte e appassionata di design. Ha studiato storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano e si è specializzata in storia e critica dell’arte contemporanea all’Université Sorbonne Paris-IV e in museologia e museografia all’École du Louvre. Ha collaborato alla realizzazione di progetti espositivi con istituzioni internazionali quali MACBA, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Biella, MAMAC Nizza, Pinacothèque de Paris, Palais de Tokyo Parigi, Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains Tourcoing. Ha pubblicato articoli su Artribune, Exibart, Tema Celeste e Corriere della Sera.