Norber Bisky realizza un’opera site specific per il Berghain di Berlino, tempio di musica techno

Il pittore tedesco Norbert Bisky ha realizzato un’opera site specific per il Berghain, famoso club di Berlino consacrato alla musica techno

Norbert Bisky, Boxi
Norbert Bisky, Boxi

È il tempio della musica techno oltre che della vita notturna berlinese. Suonarci significa accedere all’olimpo dei deejay, tra quella schiera ristrettissima di disc jockey contesi a suon di migliaia di euro a serata. Parliamo naturalmente del Berghain, ex centrale elettrica abbandonata che oggi è uno dei club più conosciuti d’Europa. Una vera e propria istituzione a Berlino al punto da acquisire lo status di luogo culturale ed essere inserito di diritto nelle guide turistiche tra i monumenti da visitare in città. Un club che non è solo un posto in cui far serata, ma un luogo in cui si fondono il mondo della musica con quello dell’arte e dello spettacolo. È una storia che parte da lontano, dal mitico Studio 54 di New York che per dieci anni è stato la meta preferita del jet-set internazionale, frequentato da personaggi del calibro di Andy Warhol e Madonna, John Travolta e Paloma Picasso, Grace Jones e Michael Jackson. Si narra che persino l’attuale presidente degli Stati Uniti fosse un assiduo frequentatore del club negli anni Ottanta. Anche in Italia, c’erano posti così. Il Plastic a Milano, per esempio, ormai solo una effige dello scintillante club che negli anni ’80, nel pieno del boom economico e della Milano da bere, intratteneva Andy Warhol e Keith Hairing insieme a Freddy Mercury, Elton John e in anni più recenti Maurizio Cattelan o Vezzoli. Non sono, dunque, una novità le interazioni tra il mondo dei clubbing e quello dell’arte. Proprio per questo nessun stupore ha suscitato la notizia che Norbert Bisky (Lipsia, 1970), pittore tedesco tra i più importanti della scena artistica internazionale, sia stato invitato a creare un’installazione permanente per il Berghain.

IL BERGHAIN E L’ARTE CONTEMPORANEA

Le collaborazioni tra il club berlinese e gli artisti sono iniziate già da qualche anno. Tutti e tre i piani del Berghain ospitano opere d’arte di artisti come Wolfgang Tillmans e Joseph Marr. Bisky ha realizzato per il locale un lavoro site-specific intitolato Vertigo che sarà installato nella nuova pista da ballo al piano terra in cui suoneranno i dj più concettuali e sperimentali nel campo dell’elettronica. L’opera di Norbert Bisky, che recentemente è entrato a far parte della scuderia della berlinese König Galerie, sostituisce Rituals of Disappearance, l’enorme murales realizzato da Piotr Nathan, che è stato smontato e venduto in pezzi da 500 euro l’uno sul sito del club. Dell’opera di Bisky si sa pochissimo. L’unico modo per vederla è pagare il biglietto ed entrare al Berghain data la politica strettissima anti-foto e anti-social-network applicata all’interno del club. Nessuna possibilità, quindi, di vedere l’opera dell’artista tedesco se non si è disposti a mettersi in coda per qualche ora nella speranza di superare la rigidissima selezione all’entrata. Questa policy inflessibile non fa altro che aumentare la fama del club. In fondo anche questo è marketing, no?

Mariacristina Ferraioli

Berghain
Am Wriezener Bahnhof,
10243 Berlin
http://www.berghain.de/

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.