Los Angeles è there-there. Nasce una nuova piattaforma per l’arte a Hollywood

Nasce una nuova piattaforma per la curatela, l’organizzazione di mostre, ma soprattutto per la produzione di progetti artistici ambiziosi. Apre a Hollywood, dove vivono e lavorano le star.

there-there, Los Angeles
there-there, Los Angeles

Dopo La La Land arriva sulla scena losangelina there-there. Non è un altro film hollywoodiano sulla Città degli Angeli — sempre più attiva per l’arte contemporanea — bensì una nuova società di produzione e spazio espositivo a East Hollywood. A metà tra una piattaforma curatoriale, un centro di produzione e consulenza, questa nuova realtà ha l’obiettivo di realizzare progetti ambiziosi, tra cui mostre, film, edizioni, opere con artisti locali e internazionali. La società ha aperto in questi giorni e a settembre presenterà il suo programma. Fondata dall’artista Anthony James e dalla curatrice Lauri Firstenberg, there-there si trova all’angolo tra Fountain Avenue e Catalina Street.

LE RAGIONI DEL PROGETTO

Lo spazio espositivo è parte della riqualificazione dello storico Merrick Building, intrapresa da Site Specific. Da curatrice, spiega Lauri Firstenberg, “ciò che m’interessa è lavorare a stretto contatto con gli artisti, cercando di creare un dialogo con loro, non solo nell’organizzare una mostra, nella scrittura di testi, nella strategia o nello sviluppo commerciale, ma anche nella produzione di nuovi lavori. there-there è uno strumento per supportare idee innovative e rispondere ai desideri degli artisti”. La curatrice ha lavorato per più di un ventennio nel no-profit e sebbene continui a lavorare nell’ambito della filantropia culturale per numerose fondazioni, aveva il desiderio di creare un nuovo modello per collaborare con gli artisti, in questo preciso momento storico. “Il nome della società”, prosegue, “è preso da there is no there there di Gertrude Stein… tutto quello che abbiamo conosciuto fino a oggi è cambiato ed è giunto il tempo di ricalibrare il tutto”.

-Daniele Perra

www.there-there.com

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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Collabora con "ICON DESIGN", “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano” e ha collaborato con Artribune come editorialista e consulente.