A Rovereto torna EducaImmagine, il festival sull’uso dei media. Parlano i protagonisti
Intitolata “Miraggi”, è dedicata alle immagini la VII edizione del festival che affronta i temi urgenti legati alla comunicazione digitale. E, dato lo spessore dei protagonisti coinvolti, abbiamo chiesto a loro come diventare più consapevoli in ambito digitale
EducaImmagine, il festival ideato per diventare più consapevoli nella fruizione di contenuti, da cui siamo ormai letteralmente sommersi, torna, intitolato Miraggi, per riflettere sulle immagini, verità fragili in grado di deformare, amplificare, alterare la percezione della realtà.
Una questione complessa che Luca Ferrario, ideatore e direttore artistico di EducaImmagine, ha affrontato con un parterre di relatori molto spesso e articolato, tra content creator, artisti, designer, giornalisti, ricercatori, psicologi e influencer, invitandoli a interrogarsi su queste tanto seducenti quanto sedicenti rappresentazioni; e noi, per approfondire, abbiamo chiesto direttamente ad alcuni di loro come poter sviluppare uno sguardo più critico sulla contemporaneità…

Parola a Luca Ferrario, ideatore e direttore artistico di EducaImmagine
Per iniziare, Luca Ferrario, anche direttore di Trentino Film Commission, ci ha introdotto a EducaImmagine 2026: “parlare di educazione all’uso dei media, vuol dire affrontare una serie di ambiti che, seppur molto diversi fra loro, condividono l’uso (e l’abuso) delle immagini. E dato che spesso queste risultano fuorvianti e criptiche, il termine Miraggi, ci sembrava il più adatto a rappresentare le difficoltà e i malintesi che possono generare. Perché, indipendentemente dalla tipologia del contenuto, una pubblicità, un’opera d’arte, un post sui social, qualunque immagine può risultare illeggibile quando si è privi o carenti di un certo grado di alfabetizzazione digitale, generando il rischio di cadere – per l’appunto – nella trappola del miraggio. Per questo, ho pensato di ricorrere a una platea di relatori ancora più ampia in termini di competenze, cercando di agganciare alle tematiche più urgenti e attuali profili molto diversi fra loro per affrontarle da una molteplicità di punti di vista. Perché, solo mescolando visioni eterogenee si può arrivare a capire in profondità le dinamiche legate ai media, incomprensibili se affrontate da un’unica prospettiva.
Daniela Collu a EducaImmagine per approfondire la connessione tra digitale e relazioni
Daniela Collu, conduttrice televisiva, speaker radiofonica, autrice, influencer e quest’anno anche consulente del festival, prima dei talk, in cui ha portato a Rovereto live il suo podcast Sigmud, ci ha detto: “Gli strumenti digitali sono all’ordine del giorno e spesso non ci rendiamo conto degli effetti anche molto dannosi che possono avere su psiche, abitudini, dipendenze e relazioni. Quindi credo che creare spazi e luoghi in cui condividere una riflessione su questi strumenti sia essenziale per utilizzarli al meglio, soprattutto nell’ambito di rapporti come quello tra genitori e figli in cui social, piattaforme e dispositivi digitali acquistano dei ruoli sempre più preponderanti, rivelandosi realtà imprescindibili da affrontare con serenità e fermezza”.

Adolescenti e internet? Ne parla l’esperto lo psicoterapeuta Leopoldo Romanelli
Di adolescenti ha parlato anche Leopoldo Romanelli, psicologo, psicoterapeuta, membro dell’equipe Dipendenze Tecnologiche presso l’Istituto Minotauro di Milano, un esperto sul tema, che ha esordito con un disclaimer netto e inequivocabile: “è fondamentale tener presente che internet non è tanto uno strumento digitale, come lo smartphone, ma è un ambiente relazionale cruciale nell’adolescenza per la costruzione di relazioni significative e per la formazione di norme e valori personali. Online i ragazzi possono intrecciare legami profondi sulla base di sentimenti ed emozioni condivise anche con persone geograficamente distanti; possono riconoscersi con influencer e content creator, esplorando nelle community aspetti della loro identità, come la sessualità e le opinioni politiche, autonomamente rispetto agli orientamenti delle famiglie. La rete va inquadrata, dunque, come una realtà positiva: nuova lente attraverso cui conoscere se stessi e il mondo. Anche perché”, ha concluso, “internet non è di per sé causa di patologie o malessere ma, semmai, è il contesto dove più apertamente si manifestano. Per questo domandare ai ragazzi come stanno online è essenziale per rendersi conto dello status del loro tragitto evolutivo e non certo per trovare un capro espiatorio a problemi che solitamente hanno ben altra origine”.
Le competenze giornalistiche moderne secondo Francesco Oggiano a EducaImmagine
proposito delle professioni di oggi (e ancora più di domani) Francesco Oggiano, uno dei news creator più popolari del web, tra i fondatori di Will_Ita, sulle competenze giornalistiche 4.0, ha osservato: “Indubbiamente l’importanza dei contenuti visivi è aumentata nell’era dei social media. Oggi, oltre a tutte le capacità di un giornalista classico, dalla ricerca alla costruzione della notizia, un news creator dovrebbe avere anche quelle tecniche di un creator, dal montaggio alla conoscenza delle piattaforme social. E sebbene la natura delle notizie sia sostanzialmente rimasta la stessa, è altrettanto importante concepirle in relazione alle immagini perché la loro qualità può fare la differenza. Per quanto riguarda i criteri di brevità e rapidità, dopo un’iniziale impennata, stiamo assistendo a un rinnovata ricerca di profondità, con formati più lunghi, come podcast e newsletter. E se dovessi dare tre consigli a chi vuole intraprendere questa carriera direi: fare sempre ricerca, consultare più fonti, approfondire i contenuti con cui non si è d’accordo e, soprattutto: coltivare le proprie ossessioni per diventa il migliore in quel campo”.

Sul rapporto tra arte e digitale si è espresso, dal Mart di Rovereto, Marco Senaldi, filoso dei media
Su arte e VR è intervenuto Marco Senaldi, filosofo dei media e docente di Teoria e Metodo dei Media presso l’Accademia Albertina di Torino, che ha esordito: “Se nel mondo dell’estetica mettiamo l’esperienza al primo posto, l’immersività consentita dalla realtà virtuale secondo me non ha prezzo. Oggi gli strumenti digitali sono sempre più potenti; siamo passati dalla statica duplicazione della realtà nella fotografia alle immagini in movimento di cinema e televisione; per arrivare allo spazio virtuale, dotato di incredibili potenzialità che ancora fatichiamo a comprendere e utilizzare. In altre parole, c’è un eccesso di tecnologia e una carenza di senso. Penso che l’ideale sarebbe adoperare il metaverso per creare qualcosa di veramente innovativo, qualcosa che finora era impossibile, proprio come abbiamo fatto qui con Il tempio, la nascita dell’Eidos (1971) di Vincenzo Agnetti e Paolo Scheggi, riprodotta fedelmente in VR grazie alla piattaforma Today is not Today. La cosa davvero interessante è che fino adesso in filosofia abbiamo parlato di utopia, come un ideale impossibile; ebbene oggi abbiamo un luogo in cui realizzarla ed è la realtà virtuale, uno spazio di creatività dove anche l’utopia diventa possibile e realizzabile.

EducaImmagine un appuntamento imprescindibile e necessario
Una rapida carrellata che sebbene non possa rendere appieno la profondità e l’altissima qualità di EducaImmagine, mi auguro che ne possa far comprendere l’impellente necessità. Perché è innegabile che più passano gli anni e più il digitale entra pervasivamente nelle nostre vite e, dato che il cambiamento è – volenti o nolenti – inevitabile, tanto vale accettarlo, approfondirlo ed esplorarlo per non farsi cogliere impreparati; proprio come ha fatto Luca Ferrario che sette anni fa ha dato il via a questa iniziativa che ogni anno diventa più grande, sentita e partecipata.
Ludovica Palmieri
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