​​​Festival musicali (e culturali) in Italia: le barriere all‘accessibilità iniziano dalla (mancata) comunicazione 

Il report “Non c’è, non si trova, non esiste” di Caratteri Cubitali mette in luce una profonda criticità: il 51% dei festival italiani con contatti inesistenti, informazioni mancanti o parziali, esclude 1/5 della popolazione (quella con disabilità) e lo fa a partire dalla comunicazione...

Di fronte al tema dell’accessibilità, l’immaginario collettivo corre subito alla barriera architettonica: il gradino, la scalinata, l’assenza di rampe. È un’eredità visiva consolidata dal 1968, anno di introduzione del simbolo internazionale della sedia a ruote su sfondo blu. Tuttavia, l’accessibilità contemporanea – specialmente in ambito culturale – inizia molto prima di varcare la soglia.

L’associazione Caratteri Cubitali – Osservatorio sull’accessibilità dei contenuti culturali e della comunicazione -, attraverso il gruppo di ricerca Lato A, ha pubblicato il report 2025 dal titolo emblematico: Non c’è, non si trova, non esiste. L’indagine fotografa lo stato dell’arte della comunicazione di 100 festival musicali italiani, rivelando come la carenza di informazioni sia il primo strumento di esclusione.

Il report che ha lo scopo di contribuire all’abbattimento delle barriere

Il report adotta il principio cardine di Attitude is Everything, organizzazione britannica che da 25 anni si impegna nell’abbattimento delle barriere: l’accessibilità comincia online. È indispensabile che la comunicazione delle informazioni riguardante l’accessibilità sia efficace e immediata, senza che l’utente debba rintracciarle nei meandri del sito web.

Per una persona con disabilità, la partecipazione a un evento non è quasi mai immediata: richiede una valutazione preventiva di fattibilità e una meticolosa pianificazione logistica. Senza informazioni chiare e non capendo come potrà essere l’evento lato accessibilità, accade spesso che le persone disabili desistano dall’acquisto del biglietto.

Siamo onesti, nessuno vorrebbe gestire ostacoli inattesi proprio nei momenti di svago: per questo, una comunicazione trasparente è lo strumento fondamentale che permette alle persone con disabilità di trasformare il desiderio di partecipazione in una scelta consapevole.

Foto dal report sull'accessibilità dei festival in Italia condotto da "Lato A", il gruppo di ricerca dell'associazione Caratteri Cubitali
Foto dal report sull’accessibilità dei festival in Italia condotto da “Lato A”, il gruppo di ricerca dell’associazione Caratteri Cubitali

La ricerca condotta da “Lato A” sull’accessibilità ai festival di musica in Italia

La ricerca, condotta nel 2025 dal gruppo Lato A, nasce da un dialogo costante tra dati ufficiali ed esperienza vissuta. Lo studio ha coinvolto un team multidisciplinare composto da attiviste, professioniste dell’accessibilità e persone con disabilità, le quali hanno arricchito l’indagine quantitativa con testimonianze dirette, dopo un percorso specifico di formazione.

Il campione analizzato comprende 100 festival di musica dal vivo distribuiti su tutto il territorio nazionale, con una durata media di quattro giorni, offrendo così una fotografia rappresentativa del panorama italiano.

Le criticità sull’accessibilità ai festival musicali in Italia evidenziatiedalla ricerca di “Lato A”

I risultati evidenziano criticità profonde sin dal primo contatto digitale: il 51% dei festival non dispone di una sezione dedicata all’accessibilità sul proprio sito web, rendendo di fatto invisibili le informazioni essenziali. Laddove i dati mancano, il contatto diretto diventerebbe l’unica risorsa, ma per il 71% dei festival non esiste un’e-mail di riferimento specifica; questa carenza si traduce in tempi di attesa estenuanti o nella totale assenza di risposta. La mancanza di trasparenza si estende ai servizi di base: nell’89% dei casi non viene dichiarata la presenza di servizi igienici accessibili, mentre il 96% dei siti non specifica se sia possibile introdurre dispositivi medici personali, come farmaci o ausili, arrivando in alcuni casi a esprimerne persino il divieto.

Emerge così un paradosso logistico penalizzante, che è un vero cortocircuito temporale: sebbene le persone con disabilità abbiano la necessità di pianificare viaggio e pernottamento con largo anticipo, la maggior parte dei festival pubblica informazioni utili solo a ridosso dell’evento. Questa incertezza riguarda anche l’esperienza del cibo e delle bevande, fondamentale considerando che l’80% degli eventi si svolge all’aperto. L’87% dei festival non fornisce dettagli sui cibi disponibili in loco, un’omissione critica per chi deve gestire allergie o diete specifiche, specialmente quando è vietato introdurre alimenti propri.
Ingine, il report evidenzia barriere burocratiche e gravi violazioni della riservatezza, poiché nel 24% dei casi si richiedono certificazioni mediche eccessive, come diagnosi complete, che non rispettano le norme GDPR. L’insieme di queste barriere giustifica il titolo emblematico del report, che riprende la frase più ricorrente dell’intera indagine “Non c’è, non si trova, non esiste”.

Foto dal report sull'accessibilità dei festival in Italia condotto da "Lato A", il gruppo di ricerca dell'associazione Caratteri Cubitali
Foto dal report sull’accessibilità dei festival in Italia condotto da “Lato A”, il gruppo di ricerca dell’associazione Caratteri Cubitali

Cosa significa progettare festival musicale ed eventi culturali in maniera accessibile

Considerare l’accessibilità solo alla fine del processo organizzativo del festival costringe ​ ​inevitabilmente a compromessi al ribasso e rimedi frettolosi, spesso parziali o totalmente inefficaci.

Per questo motivo, l’accessibilità non è un accessorio opzionale, ma un elemento che va integrato sin dalla fase ideativa, i cui costi devono essere preventivati nel budget.

Come sottolineato nel report, l’accessibilità rappresenta “uno standard strutturale previsto dalla legge”. In conformità con l’European Accessibility Act, in vigore dal giugno 2025, è infatti in corso un importante adeguamento per rendere siti web e app di ticketing pienamente fruibili.

L’accessibilità culturale un tema centrale nella teoria ma trascurato nella pratica

Nonostante l’accessibilità culturale sia oggi un tema centrale nel dibattito pubblico, sostenuto anche dai cospicui finanziamenti del PNRR, il report evidenzia una criticità significativa: molti dei festival che ricevono sovvenzioni pubbliche non forniscono una descrizione trasparente dell’uso di tali fondi, rendendo difficile verificare se e come vengano impiegati per abbattere le barriere.

Tuttavia, esistono anche casi virtuosi, come lo Ypsigrock Festival che si svolge tra le montagne delle Madonie in Sicilia, in un territorio che risulterebbe difficoltoso per motivi geografici, reso accessibile in primis proprio dall’attenzione e dalla chiarezza delle informazioni.

​​​Festival musicali (e culturali) in Italia: le barriere all‘accessibilità iniziano dalla (mancata) comunicazione 
Ypsigrock Festival

L’urgente necessità di rendere l’accessibilità culturale una priorità

In generale, gli organizzatori dei festival si difendono spesso con vuoti ritornelli come “i soldi sono pochi e pure le persone con disabilità” che dovrebbero però essere sottotitolati: “se io non progetto per persone disabili, allora non vengono e quindi penso che siano poche”. Peccato, perché i dati ci dicono che un quinto della popolazione italiana sia disabile e la partecipazione culturale dovrebbe essere un diritto per tutte e tutti.

Se non si pensa a soluzioni accessibili, è comunque una scelta: quella di esclusione. Perciò, l’appello chiaro dell’associazione Caratteri Cubitali è di “mettere fine all’esclusione delle persone con disabilità agli eventi”, coinvolgendo la popolazione disabile nel processo di co-progettazione, ma anche attraverso le sue competenze tecniche.

Erica Ercole

Scopri di più

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati