Lumen a Firenze. Arte, rigenerazione, città, campagna, cultura, sostenibilità e inclusione sociale

Nel cuore del Parco del Mensola apre un nuovo spazio. Una nuova realtà culturale che punta attivamente all’inclusione, al rispetto dell’ambiente e alla promozione del territorio con modalità nuove

Lumen
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Il Parco del Mensola si accende di una nuova luce: lo spazio culturale LUMEN, nato grazie a diverse realtà del terzo settore, associazioni culturali e privati. L’incubatore fiorentino –  uno stabile dismesso dentro l’area protetta, concesso in comodato dal Comune di Firenze per 30 anni in cambio della manutenzione dell’edificio, con due serre e un ampio terrenovuole creare nuove pratiche di socialità, diventando un polo attrattivo e un iniziatore e acceleratore di attività economiche autonome e sostenibili. LUMEN vuole sì stimolare una partecipazione civica, sempre nel rispetto dell’ambiente, ma anche contribuire alla formazione personale e professionale di chi si mette in gioco con workshop e attività pratiche e teoriche. Lo spazio ha aperto la sua campagna di tesseramento (per chi volesse associarsi al link) attraverso l’associazione di promozione sociale Icchè ci vah ci vole, nata nel 2018 a margine dell’omonimo festival (ora noto come Copula Mundi, in apertura il 29 agosto) composta da oltre 30 soci. L’edificio è stato messo in sicurezza, in occasione dell’inaugurazione dello scorso 16 luglio, con la realizzazione di un “Tazebao” – una struttura realizzata in tubi da ponteggio, pannelli in legno e teli microforati che funge da “bacheca di quartiere” – a cui la aps aggiungerà il ripristino e la messa in sicurezza delle due serre principali, la pulizia dell’area verde e la creazione di una via di accesso ciclo-pedonale (in collaborazione con il reparto del verde del Comune di Firenze) che colleghi via della Chimera e il parcheggio della stazione di Firenze Rovezzano. La stessa aps andrà anche a installare dei totem per la divulgazione delle attività culturali dell’estate e a realizzare sedute e arredi componibili per formare, all’occorrenza, un piccolo anfiteatro.

LUMEN A FIRENZE: LE ATTIVITÀ

Tutte le realtà che aderiranno al progetto potranno avere la loro sede (fisica e simbolica) in LUMEN, sia ampliando il proprio bacino di utenza sia abbattendo i costi legati ad avere un’associazione, andando a nutrire con la loro linfa vitale il nuovo spazio. È proprio grazie a questi contributi che LUMEN aspira ad essere una realtà variegata, un incubatore, un hub, un aggregatore. Senza tralasciare una piena inclusione: lo spazio ospiterà corsi teorici (dalla permacultura al design thinking alla gestione giuridica del terzo settore), di formazione professionale (dalla falegnameria alla modellazione 3D) e attività sociali (come gli orti), rendendo gli abitanti del quartiere – in primo luogo le categorie sociali più fragili – parte attiva di una riqualificazione umana e ambientale. Il calendario delle attività è in formazione, con il coinvolgimento della cittadinanza: dallo scorso giugno è iniziato il percorso partecipato Tam Tam, coordinato da ND Studio e Codesign Toscana, che si protrarrà per tutto quest’anno e il 2022 andando a co-progettare le funzioni e le attività da realizzare all’interno dello spazio.

LUMEN: SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE ED ECONOMICA

Questi corsi vogliono essere il punto di partenza di uno sviluppo sostenibile, ecologicamente, socialmente ed economicamente. È anche ad una piena autosufficienza che punta LUMEN, andando a supportare le comunità locali auto alimentandosi – anche grazie a bar e coworking. A rendere possibile questo modello autonomo sono sia legami umani sia collaborazioni con soggetti privati, a cui lo spazio ha accesso dialogando con la città di Firenze da dentro il rinnovato Parco del Mensola, tra Settignano e Rovezzano. LUMEN non vuole essere un polo neutrale, ma intende agire politicamente a Firenze. Ed essere parte attiva nella rigenerazione del quartiere.

Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.