Nasce la Fondazione Gillo Dorfles. L’annuncio nel giorno in cui Dorfles avrebbe compiuto 108 anni

Avrebbe festeggiato 108 anni il 12 aprile, Gillo Dorfles, critico d’arte, l’artista e filosofo tra i più importanti del secolo, morto poche settimane fa. E proprio nel giorno del suo compleanno arriva la conferma che nascerà una Fondazione a lui dedicata all’interno della sua casa-museo

Gillo Dorfles
Gillo Dorfles

Avrebbe compiuto 108 anni, il 12 aprile, Gillo Dorfles (Trieste 1910 – Milano 2018), critico d’arte, l’artista e filosofo tra i più importanti del secolo ed invece si è spento a poche settimane dal ragguardevole traguardo. Resta, però, immutata la sua eredità culturale al punto che il giorno del suo compleanno diventa l’occasione non è solo per ricordare Dorfles ma anche per iniziare ad immaginare il futuro e a come gestire la sua immensa eredità culturale. Eredità che sembra avere innanzitutto la forma di una Fondazione a lui dedicata. La notizia era trapelata, senza molti dettagli, durante la presentazione in Triennale di La mia America, ultimo libro di Dorfles, pubblicato postumo. Sembrava un’idea buttata lì, invece, Artribune ha deciso di approfondire ed abbiamo scoperto che non si tratta solo di un proposito ma di un progetto più che concreto pronto a decollare.

LA FONDAZIONE

A confermare ad Artribune la notizia è il critico d’arte Luigi Sansone, che della futura fondazione Dorfles sarà il coordinatore generale. “La fondazione, per volontà dei nipoti di Dorfles, che sono i suoi eredi, avrà come sede la casa di Gillo”, ci racconta Sansone, “che sarà trasformata in una casa-museo aperta agli studiosi. La casa resterà così com’è, con gli oggetti di Gillo e le opere d’arte appese alle pareti. Si tratta di opere di pregio che sono state regalate a Dorfles dagli amici artisti per i quali ha scritto dei testi critici o con i quali ha collaborato”. La fondazione non avrà come scopo solo quello di conservare intatta la memoria di Dorfles a partire proprio dalle opere d’arte e dagli oggetti che lo hanno accompagnato per tutta la sua vita, ma servirà come punto di partenza per ricercatori e studiosi per approfondire la figura dell’intellettuale. “La casa-museo sarà aperta su appuntamento per gli studiosi”, continua Sansone, “che avranno a disposizione l’enorme biblioteca di Dorfles che contiene migliaia libri di filosofia, estetica, arte, design e architettura. Saranno esposte, inoltre, anche alcune opere d’arte realizzate da Gillo Dorfles nel corso della sua vita”. 

I PASSAGGI OPERATIVI

Per ora la fondazione è in fase embrionale ma la volontà è riuscire a concretizzare tutto a breve. “Per il momento abbiamo iniziato a sistemare il grande archivio di Gillo”, ci racconta Sansone, “con i suoi manoscritti e dattiloscritti. È un patrimonio immenso a cui abbiamo da poco messo mano e siamo certi di ritrovare anche qualche scritto inedito conservato in qualche cassetto. C’è tanto da fare ma servono dei finanziamenti pubblici e/o privati per rendere operativa la fondazione”. 

IL RICORDO DI DORFLES

E c’è spazio anche per un ricordo personale. “Gillo era una persona meravigliosa”, conclude Sansone “piena di curiosità, che era un po’ la sua caratteristica più grande, rimasta intatta anche negli ultimi tempi quando era ormai affaticato. È la carica di curiosità che lo ha tenuto in vita per tutti quegli anni. Era sempre presente alle mostre sia di artisti affermati che giovani, spinto dalla voglia di vedere, conoscere, sapere. Anche nell’ultimo anno, nonostante gli acciacchi, abbiamo visitato insieme quattro o cinque mostre, soprattutto in Triennale, che era un posto che Gillo amava particolarmente, in cui si sentiva come a casa e non è un caso che abbiamo scelto proprio la Triennale come sede per festeggiare il suo ultimo compleanno”. 

DORFLES CRITICO

Una figura di intellettuale straordinaria quella di Dorfles che ha lasciato un segno nella storia dell’estetica, della filosofia e della critica d’arte dell’ultimo secolo. Il successo di Dorfles sta nell’essere riuscito sapientemente ad incarnare due posizioni tra di loro inconciliabili: quella di critico d’arte e quella di pittore. Nessuno come lui, nessuno forse meglio di lui. Particolarmente importanti sono state le indagini di Dorfles sull’arte dal punto di vista socio-antropologico, focalizzando il suo interesse sui gusti, sulle tendenze, sui consumi, sulle tecniche, sui mezzi di comunicazione di massa. Promotore di movimenti d’avanguardia quali il MAC – Movimento di Arte Concreta, fondato a Milano nel 1948 insieme ad Atanasio Soldati, Bruno Munari e Gianni Monnet – e l’ADI (Associazione per il disegno industriale) nel 1960, Dorfles ha svolto un ruolo importante come interprete del dualismo tra espressione artistica e produzione industriale, stabilendo un rapporto paritario tra arte e design. È stato il primo ad introdurre, nel 1968, la definizione del kitsch nella critica d’arte italiana. Una bibliografia enorme per essere elencata, ma alcuni titoli sono diventati pietre miliari per lo studio della storia dell’arte “Ultime tendenze nell’arte d’oggi” (1961) “Nuovi riti nuovi miti” (1965), “Artificio e natura”, “Il Kitsch” (1969), “Le oscillazioni del gusto” (1970) e “L’intervallo perduto” (1980), “Elogio della disarmonia” (1986), e i più recenti “Storia dell’arte” (2005) “Horror pleni: la (in)civiltà del rumore” (2008). 

DORFLES ARTISTA

Non solo critico d’arte ma anche artista. La pittura è stata, infatti, una costante nella vita di Dorfles che lo ha accompagnato fin dalla più tenera età. I primi veri quadri, a tempera e ad olio, nacquero intorno ai vent’anni, ma rimasero inediti fino agli anni Cinquanta, quando furono esposti nelle due personali alla Libreria Salto di Milano e nelle collettive del Movimento di Arte Concreta. Nel 2010, in occasione del centesimo compleanno, Milano gli dedicò la grande mostra Gillo Dorfles. L’avanguardia tradita. Nel 2015 la mostra Gillo Dorfles. Essere nel tempo curata da Achille Bonito Oliva al Museo MACRO di Roma ha raccolto un po’ le fila del suo intero percorso. Una mostra antologica pensata per rendere omaggio all’opera totale di Dorfles tra produzione artistica, pensiero e teoria critica ed estetica. Un patrimonio destinato a durare. E allora buon compleanno Gillo Dorfles. 

-Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.