L’arte, il turismo, la didattica. Parola a Vincenzo Trione

Nell’ambito della valorizzazione e della gestione del patrimonio storico-artistico e paesaggistico-culturale, l’Università IULM di Milano punta sulla facoltà di Arti, turismo e mercati che vedrà avvicendarsi come docenti, tra gli altri: Vincenzo Trione, nel ruolo di preside, Andrea Cancellato, Antonio Troiano, Antonio Scurati, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Pierluigi Sacco.

Vincenzo Trione
Vincenzo Trione

“Il progetto della facoltà di Arti, turismo e mercati è in grado di saldare due eccellenze del nostro Paese”, dichiara il preside Vincenzo Trione, in vista dell’ultima prova di ammissione, prevista il 26 settembre alle 9.30, presso l’Università IULM. “Da un lato, ci proponiamo di aggiornare i nostri studenti in una chiave fortemente contemporanea sulla storia dell’arte, sulle connessioni tra l’arte e le discipline dello spettacolo, sul dialogo tra l’arte e i media. Per un altro verso, cerchiamo di trasmettere conoscenze appropriate sulle forme di tutela del nostro patrimonio artistico e culturale, in un’ottica sia conservativa che innovativa. Infine, ci impegniamo a suggerire strade possibili per la promozione, che muovano da conoscenze adeguate nel campo della comunicazione, del marketing, del management. Inevitabilmente – come in ogni paese occidentale – i beni culturali richiedono investimenti congrui. Senza questi investimenti sarebbe impensabile immaginare dei ricavi”.

Solitamente, i ragazzi che accedono ai corsi di laurea in Arti, design e spettacolo e in Turismo: cultura e sviluppo dei territori hanno già avuto esperienze professionali dirette o indirette, in ambito di valorizzazione del patrimonio culturale in Italia o all’estero? Quali sono le loro ambizioni?
Gli studenti che si iscrivono ai corsi di laurea triennali arrivano con attitudini, intenzioni, aspirazioni, ma senza avere maturato esperienze professionali dirette o indirette. Le loro ambizioni non sono sempre chiare. L’obiettivo della nostra facoltà è aiutarli a capire meglio quello che potrebbero fare nel loro futuro, addestrandoli a misurarsi con possibili cambiamenti lavorativi. La nostra sfida sta nell’insegnare loro a cogliere il valore estetico di un’opera d’arte e, insieme, nel rendere “produttiva” questa comprensione.

IULM, Milano
IULM, Milano

Quante sono state le richieste di iscrizione ai corsi di laurea in Arti, design e spettacolo e in Turismo: cultura e sviluppo dei territori nell’anno accademico 2016-2017 e qual è il numero massimo di alunni che possono essere accolti?
Il trend delle iscrizioni ai nostri corsi di laurea negli ultimi quattro anni è stato fortemente positivo. Annualmente abbiamo avuto aumenti di circa il 20-25%. Molto difficile quantificare gli studenti che, con una laurea triennale, potranno essere accolti dal mondo del lavoro. Va tuttavia segnalato che esistono professioni nel mondo dell’arte e del turismo che non sono ancora state affrontate dal sistema universitario italiano. Mi riferisco, ad esempio, a figure come il registrar, il dealer, il comunicatore di eventi artistici, il divulgatore dell’arte attraverso i media, il mediatore culturale, il fundraiser, il curatore, il social media manager e altre ancora. La nostra facoltà di Arti, turismo e mercati vuole occuparsi anche di questo.

Come si sono svolti i colloqui di ammissione alla laurea magistrale in Arti, patrimoni e mercati? Da quali facoltà provenivano i candidati e quali, se già esistenti, i loro obiettivi professionali? Hanno tutti intenzione di rimanere a lavorare in Italia?
Le ammissioni prevedono un colloquio intorno alle aree disciplinari portanti del nostro corso di laurea: la storia dell’arte, l’economia della cultura, l’inglese. Difficile individuare le regioni che offrono più studenti al nostro corso di laurea magistrale. Tanti allievi provengono – per ovvie ragioni – dalle regioni del Sud Italia. Significative le presenze anche di laureati delle altre università milanesi. Frequente il bisogno di spostarsi verso altri scenari internazionali. Molti studenti che provengono dal Sud spesso sentono Milano come la meta da raggiungere. Tanti studenti milanesi, invece, guardano al contesto europeo e statunitense come possibili destinazioni lavorative.

IULM, Milano
IULM, Milano

Gli ospiti invitati durante i corsi, come, fra gli altri, Antonio Scurati, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Pierluigi Sacco, offrono competenze e panoramiche diversissime tra loro, potresti descrivere alcune reazioni degli studenti?
L’intento della nostra facoltà è quello di coniugare figure rigorosamente accademiche, indispensabili per approfondimenti e conoscenze specifiche, con presenze già fortemente introdotte nell’industria culturale e nel sistema dell’arte italiano. La mia speranza è che i corsi – soprattutto quelli magistrali – abbiano già la valenza di essere un’occasione di placement per i nostri studenti.

Come definire oggi la figura del mediatore culturale nelle istituzioni italiane? Potresti elencare tre attitudini necessarie per ricoprire questo ruolo?
Il mediatore culturale è una figura indispensabile – ma ancora poco frequente – nelle istituzioni (musei, fondazioni, gallerie) che si occupano d’arte contemporanea. Lo è soprattutto perché aiuta a decifrare ciò che si nasconde dietro immagini talvolta poetiche e dietro gesti apparentemente “assurdi”. Le tre attitudini fondamentali: capacità di semplificare, talento comunicativo, attitudine al dialogo. Indispensabile, sempre, la conoscenza approfondita di ciò che si vuole divulgare.

IULM, Milano
IULM, Milano

E invece, come prepararsi a curare una mostra, dall’allestimento al progetto editoriale che ne consegue?
In questo ambito IULM rappresenta un’eccellenza a livello italiano. I nostri corsi di laurea magistrale consentono agli allievi di studiare la complessa macchina sottesa alla curatela di una mostra d’arte. Offrono conoscenze specifiche sulle metodologie curatoriali, sulle strategie di progettazione critica, sugli strumenti indispensabili per dialogare con un architetto-allestitore e con un grafico, fino alla fase di allestimento e di creazione di un prodotto editoriale. Da molti anni IULM ha un accordo con La Triennale di Milano, che permette agli iscritti al secondo anno di lavorare per più giorni alla settimana negli uffici de La Triennale, in modo da conoscere la filiera di una tra le maggiori istituzioni culturali italiane: dal momento archivistico, alle schede di prestito, alle pratiche assicurative, fino all’allestimento. Esito del nostro rapporto con La Triennale sono le mostre tenutesi presso il Palazzo dell’Arte: Igort. Pagine nomadi (2012), Claudio Abate: Obiettivo arte (2013), In Atelier. Aurelio Amendola: fotografie 1970-2014 (2014), Gregorio Botta. Un’altra Ultima Cena (2015), fino all’ultima intitolata Game/Video Art. A survey appena conclusasi presso IULM 6. Che è uno spazio espositivo destinato a diventare una straordinaria palestra per i progetti dei nostri allievi del futuro.

Potresti esprimere un augurio che accompagni i corsi attivati presso la facoltà di Arti, turismo e mercati?
Che, come ricordava Roger Fry, l’arte richiede passione, dedizione, impegno. Solo dopo ci si può dedicare allo studio della storia dell’arte.

Ginevra Bria

www.iulm.it

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.

1 COMMENT

  1. il problema è che le finalità di Vincenzo Trione difficilmente possono essere perseguite in modalità convenzionali e accademiche. Pensiamo al suo Padiglione Italia, sembravano tanti loculi…allontanavano invece che mediare e avvicinare. E Vincenzo Trione diventa Preside di un corso di questo tipo. E anche gli altri compagni di viaggio vengono da un deserto…a parole tutti siamo bravi. Il problema è la totale incapacità di includere il pensiero divergente. In qualche modo se fossero stati capaci non ci sarebbe bisogno di corsi di questo genere.

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