Le Corbusier torna a Marsiglia

A ventisei anni dall’ultima esposizione, Marsiglia Capitale Europea della Cultura 2013 celebra l’architetto della Cité Radieuse con una mostra di primo piano. “Le Corbusier e la questione del Brutalismo” indaga la seconda parte della carriera del maestro, tra la fine del secondo conflitto mondiale e gli Anni Settanta. Al J1, nel cuore del porto, fino al 22 dicembre.

Le Corbusier et la question du brutalisme
 - veduta della mostra presso il J1, Marsiglia 2013 - photo Olivier Amsellem, FLC/ADAGP Paris2013

Quella tra Charles-Edouard Jeanneret-Gris (La Chaux-de- Fonds, 1887 – Roquebrune-Cap-Martin, 1965), meglio noto con lo pseudonimo Le Corbusier, e la città di Marsiglia è una storia d’amore lunga una vita, dai soggiorni dei primi Anni Trenta in compagnia del cugino Pierre Jeanneret e di Fernand Léger agli anni della maturità, passando per il progetto emblematico dell’Unité d’habitation de grandeur conforme, sviluppato negli anni compresi tra il 1945 e il 1952.
Nell’enorme calderone di eventi e aperture dell’anno che sta per concludersi, nel corso del quale la città focese ha celebrato la sua nomina a Capitale Europea della Cultura rivolgendo un’attenzione tutta particolare all’architettura, con oltre sessanta cantieri di recupero, riconversione o costruzione e l’intervento di diversi progettisti di fama mondiale, si inserisce con estrema naturalezza una grande mostra dedicata proprio al celeberrimo architetto svizzero naturalizzato francese.

Le Corbusier et la question du brutalisme
 - veduta della mostra presso il J1, Marsiglia 2013 - photo Olivier Amsellem, FLC/ADAGP Paris2013
Le Corbusier et la question du brutalisme
 – veduta della mostra presso il J1, Marsiglia 2013 – photo Olivier Amsellem, FLC/ADAGP Paris2013

La location prescelta è il J1, un hangar industriale situato nel porto di Marsiglia, proteso verso il mare, in un luogo significativo nella geografia intima del maestro del Brutalismo, che da qui si imbarcò diverse volte, verso l’Algeria o altre destinazioni lontane. Il curatore è Jacques Sbriglio, architetto e insegnante all’ENSA, la Scuola Nazionale Superiore di Architettura della città focese, autore di numerose pubblicazioni su Le Corbusier.
La mostra, dal titolo Le Corbusier e la questione del Brutalismo, si concentra sul ventennio compreso tra il 1945 e il 1965, periodo caratterizzato dalla ricerca di una sintesi tra linguaggi espressivi diversi, nella quale l’architettura si giova dell’apporto di tutte le altre arti, e dell’utilizzo del cemento grezzo come materiale principe, spesso in associazione a elementi decorativi ispirati agli universi del ready made e del collage. Le 267 opere originali, tra disegni, bozzetti, sculture, dipinti e arazzi, provenienti per la maggior parte dai fondi della Fondazione Le Corbusier, sono presentate in ordine tematico piuttosto che cronologico.

Le Corbusier et la question du brutalisme
 - veduta della mostra presso il J1, Marsiglia 2013
Le Corbusier et la question du brutalisme
 – veduta della mostra presso il J1, Marsiglia 2013

La prima parte della mostra, Alle origini del brutalismo, indaga tutto l’itinerario di studi e sperimentazioni, l’“atelier della ricerca paziente” che, fin dagli Anni Trenta, prepara il terreno all’elaborazione di una nuova estetica. Quest’ultima, che prevede la costruzione di “rapporti commoventi con materiali grezzi”, s’incarnerà poco più tardi nella Cité Radieuse.
La seconda parte, intitolata semplicemente Il Brutalismo, segue la struttura del libro Verso una architettura, pubblicato da Le Corbusier nel 1923, riproponendone i temi principali – il volume, la superficie e il piano – come altrettanti sottotitoli, o nuclei intorno ai quali le opere esposte possano agglutinarsi. I disegni e i modelli in gesso o in legno di edifici famosi, come la Casa Errazuris o il Palazzo dell’Assemblea di Chandigarh, sono posizionati a fianco di – e in dialogo con – elementi radicalmente diversi, sebbene complementari: dipinti, grandi fogli di carta da parati di ispirazione cubista, sculture.
La scenografia sfrutta il carattere industriale e, in un certo senso, brutalista del J1, realizzando una sorta di contenitore sospeso nel quale si alternano salette raccolte e spazi più aperti, con vista sul mare e sulla città. Il catalogo della mostra, pubblicato da Editions Parenthèses, oltre all’analisi delle principali opere contestualizzate e messe in relazione con le diverse fasi della ricerca formale di Le Corbusier, propone una ricca antologia di scritti sul Brutalismo e il Razionalismo costruttivo.

Giulia Marani

Marsiglia // fino al 22 dicembre 2013
Le Corbusier et la question du brutalisme
a cura di Jacques Sbriglio
J1
Place de la Joliette
www.mp2013.fr

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.