New York è un puzzle di quartieri e, uscendo dall’isola di Manhattan, si possono ancora riconoscere i contorni di quelli che una volta erano i piccoli villaggi di campagna che costellavano i territori oltre l’East River. Gli outer borough, i distretti di Brooklyn, Queens, Bronx e Staten Island, furono incorporati nella città di New York nel 1898 ma conservano ancora tratti caratteristici e spiccate identità.

Fra tutti gli outer borough, Brooklyn è il più vivace culturalmente e, quanto ad arte pubblica (e, capitolo a parte, Street Art), rivaleggia con Manhattan. Tra i tanti quartieri, ognuno con una sua anima, che compongono quella che Spike Lee ama chiamare “Da Republic of Brooklyn”, c’è l’imbarazzo della scelta.

GITA A DUMBO

Ma per restare su una tappa classica di una toccata e fuga a Brooklyn, il piccolo quartiere di Dumbo, ritagliato tra il Manhattan e il Brooklyn Bridge, con la sua rinnovata identità radical chic, respira ed espira arte. Pezzo forte della stagione è il Bridge Over Tree dell’artista di origini iraniane Siah Armajani che, fino al 29 settembre, si estende sul prato affacciato sull’East River tra i due ponti. L’opera, una passerella di legno bianco, su cui il pubblico è invitato a camminare e che nel punto centrale lascia spazio a un piccolo abete piantato al di sotto della campata, fu inizialmente esposta in un parco pubblico di Chicago nel 1970. Anticipando le installazioni immersive tanto di moda oggi, l’opera crea connessioni e invita a reinterpretare l’idea di ponte. A cinquant’anni dalla prima installazione, in un momento politico in cui si parla più di muri che di ponti, il Public Art Fund ripropone quest’opera in concomitanza con una bella mostra che ripercorre la lunga carriera di questo artista, in corso al Met Breuer.
Dal parco, scrutando fra i tetti degli edifici ex industriali oltre il Manhattan Bridge, si può scorgere la Watertower di Tom Fruin, opera che riproduce uno degli iconici serbatoi d’acqua che punteggiano i tetti di New York, utilizzando acciaio e plexiglas colorato, a comporre un mosaico che si accende con i raggi del sole durante il giorno e si illumina di una sequenza di luci artificiali di notte.
Se poi vi dovesse capitare di passare da queste parti a fine estate, dal 12 al 22 settembre, all’ombra del Brooklyn Bridge troverete decine di container che per il festival di fotografia Photoville si trasformano in gallerie dove vedere i più diversi progetti fotografici di autori internazionali.

Harold Ancart, Subliminal Standard, 2019. Photo Nicholas Knight. Courtesy of Public Art Fund, New York
Harold Ancart, Subliminal Standard, 2019. Photo Nicholas Knight. Courtesy of Public Art Fund, New York

DOWNTOWN BROOKLYN E FORT GREENE

Non lontano, a Cadman Plaza, fino a marzo 2020 si incontra Subliminal Standard di Harold Ancart, artista di origine belga con base nel borough. L’installazione, commissionata dal Public Art Fund, consiste in uno dei muri, molto diffusi nei parchi urbani newyorchesi, per il gioco del handball, una specie di squash senza racchetta. Utilizzando le due facce della parete di cemento autoportante come base per una composizione astratta, l’artista imita i sommari interventi di riparazione che generalmente vengono fatti su questo tipo di strutture quando queste si rovinano. Se avete una pallina, potrete togliervi lo sfizio di giocare a handball su un’opera d’arte contemporanea.

Cheryl Wing Zi & Dev Harlan, Pooltime, 2019
Cheryl Wing Zi & Dev Harlan, Pooltime, 2019

QUEENS

Ma non è solo Brooklyn a offrire occasioni per passeggiate all’insegna dell’arte. Anche una gita a Queens può avere risvolti culturali. I luoghi da visitare sono diversi, incluso Corona Park a Flushing, il parco che ospitò l’esposizione universale del 1964 e dove oggi si trova ancora Unisphere, la riproduzione in acciaio del globo terrestre, del diametro di 40 metri, che divenne simbolo di quell’edizione della World’s Fair. La storia di quell’esposizione e del parco sono al centro di Pooltime, una scultura che è anche spazio per programmi culturali, creata dagli artisti Cheryl Wing-Zi e Dev Harlan, visitabile fino all’estate del 2020.
Ma se nel vostro viaggio a New York non riuscite a far entrare più di una tappa in questo borough, scegliete Astoria, quartiere sulle sponde del fiume dove, oltre a poter assaggiare dell’ottima cucina greca, potrete fare una passeggiata tra verde e arte al Socrates Sculpture Park. Fondato negli Anni Ottanta dallo scultore Mark di Suvero, il parco ospita ogni anno installazioni commissionate dal proprio programma arte e in larga parte realizzate sul posto e all’aperto, dando la possibilità ai visitatori di assistere alla creazione delle opere prima dell’installazione. Fino a fine anno, il parco ospita inoltre il cubo riflettente Objects In Mirror Are Closer Than They Appear dello School Studio, opera vincitrice di un concorso annuale rivolto ad architetti e designer. Ha inaugurato invece il 13 luglio Las Palabras son Muros [Pavilion for Astoria] di Rafael Domenech, un libro-scultura che cambia dinamicamente contenuto.

Maurita Cardone

LE PUNTATE PRECEDENTI

Per una mappatura dell’arte pubblica a Manhattan (I)
Per una mappatura dell’arte pubblica a Manhattan (II)

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Maurita Cardone
Giornalista freelance, abruzzese di nascita e di carattere, eterna esploratrice, scrivo per passione e compulsione da quando ho memoria di me. Ho lavorato per Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia, QualEnergia, L'Indro. Dal 2011 New York è il posto che chiamo casa e che nutre senza sosta la mia curiosità. Qui per quattro anni ho codiretto il giornale italiano La Voce di New York e mi sono appassionata del carosello di storie che fanno la ricchezza di questa città.