Silvio Berlusconi icona pop. La scena è sua, ancora una volta. Il commento dei media e dell’arte

Quanto conta la comunicazione nei fatti della politica? Moltissimo, da decenni. Oggi probabilmente ancora di più. Silvio Berlusconi è un esperto in materia e lo dimostra ancora, con i suoi 82 anni suonati. Il web impazzisce per le sue gag. E la Street Art commenta con nuove opere, tra i muri e i giornali.

I Bari di Caravaggio rivisti dall'artista Sirante
I Bari di Caravaggio rivisti dall'artista Sirante

Alla fine, al centro della scena, c’è sempre lui. In forma, tirato a lucido, incaponito sulle sue posizioni e deciso a farle valere; ma soprattutto deciso a non essere secondo a nessuno. Se non per finta, assecondando blande esigenze di copione. Silvio Berlusconi, 82 anni, vera pop star della politica italiana, non evita il comico, il grottesco, il patetico, persino il trash quando serve. E resta l’antesignano di un populismo recente – il primo in assoluto fu Mussolini – fondato sull’intreccio spudorato tra politica e comunicazione. È l’arte di sedurre e rassicurare le folle con formule semplici, contenuti accondiscendenti, storytelling retorici, azioni pervasive. Davide Casaleggio deve qualcosa a questo signore, non avendo un briciolo della sua astuzia imprenditoriale, né dell’esperienza tra i palazzi del potere.

LA GAG DI BERLUSCONI CONQUISTA I MEDIA

Dopo la spolverata della poltrona su cui sedeva Marco Travaglio, performance straordinaria improvvisata nello studio di Michele Santoro cinque anni fa, oggi il Cavaliere ha regalato un nuovo siparietto, destinato a entrare nella storia. In pochi minuti è diventato l’icona indiscussa di queste consultazioni al Quirinale. La scena è nota. L’ex Premier, Matteo Salvini e Giorgia Meloni incontrano compatti la stampa, dopo aver interloquito col Presidente Mattarella. È lui a concedere il microfono al “leader” Salvini, presentandolo alla platea come fa il maestro con l’allievo nel giorno della recita a scuola. Ed è lui a mimare le parole, sottolineando ogni passaggio con facce e gesti da teatrante. L’aplomb istituzionale? Non è mai stato il suo forte. Il frammento video diventa virale, i media impazziscono, e il contenuto del discorso scompare, sopraffatto dall’assurda pantomima.
Chi ha derubricato la cosa a mero cabaret, ha capito ben poco. Uno show sì, ma tutto da decifrare. Titolo: Il ventriloquo e il pupazzo. Trama: i punti del discorso li ha scritti Silvio, come quelli del programma. Mimandoli, e approvando con aria paternalistica lo speech, li fa suoi senza proferire parola. Morale: lui prende la scena, l’altro scompare, bonariamente preso per i fondelli. Altro che passo di lato. Ma soprattutto, Berlusconi non cede. E alla fine sfodera la stilettata che nessuno si aspettava. Spinge via la Meloni, afferra il microfono e si vendica delle frasi violente riservategli dal grillino Di Battista: “State attenti a chi non conosce l’abc della democrazia. Sappiate riconoscere un democratico vero”. Ostentando il vestito di moderato, il vecchio leader di FI si ritaglia un ruolo prezioso nel centro-destra. L’unico argine al populismo, a questo punto, resterebbe lui. Paradossi di un sistema tecnicamente esploso.

Il bacio tra Salvini e Di Maio firmato Tvboy, Roma, 2018, dettaglio
Il bacio tra Salvini e Di Maio firmato Tvboy, Roma, 2018, dettaglio

I BARI DI CARAVAGGIO SECONDO LA STREET ART

Così, se il web è pieno di meme, articoli e commenti sull’esilarante gag, anche l’arte punta il suo occhio ironico. Sulla scorta del poster di Tvboy col bacio tra Di Maio e Salvini – subito rimosso da un muro vicino al Senato, ma ripreso da tutte le testate – è arrivato giorni fa l’intervento di un altro street artist, Sirante. E proprio a due passi dal Quirinale, teatro delle infinite consultazioni. Una citazione anche in questo caso (Tvboy rielaborava una nota opera di Banksy, nonché il bacio tra i leader comunisti Honecker e Brezhnev), ma legata alla storia dell’arte italiana. Il dipinto di Caravaggio “I bari”, del 1594, viene reinterpretato con i volti di Berlusconi, Salvini e Di Maio. La didascalia a fianco definisce il primo “un anziano ingenuo” che gioca a carte, tra le grinfie degli altri due che provano a fregarlo. L’enfasi è posta sul tema della “truffa” e l’immagine viene raccontata come “una condanna del malcostume, in particolare delle strategie dei politici”.
L’imbroglio, però, non è solo quello dei partiti contro gli elettori. Qui c’è l’alleato che spia le carte del vecchio e che fa un cenno al giovane avversario. Un perfetto secondo capitolo della saga amorosa, dopo l’abbraccio concepito da Tvboy: che Salvini si sbarazzerebbe volentieri di Berlusconi, convolando a nozze con Di Maio, è una verità non detta ma oramai evidente. La perdita della leadership del centro-destra resta il grande ostacolo al diabolico piano.
L’affiche, manco a dirlo, è stato censurato alla velocità della luce. Il Comune di Roma si conferma efficientissimo nella rimozione in centro storico di opere sbocciate sui muri, soprattutto – sembrerebbe – se il soggetto riguarda i rappresentanti delle istituzioni. Scritte vandaliche, scarabocchi e altre oscenità possono restare dove sono, al pari di buche e disservizi vari. Ma questa è un’altra storia.

Mattarella a Berlusconi si baciano sulla copertina de Il Foglio. Un'opera di Tvboy
Mattarella a Berlusconi si baciano sulla copertina de Il Foglio. Un’opera di Tvboy

UN ALTRO BACIO PER TVBOY. IL COMMENTO DEL FOGLIO, TRA IMMAGINI E PAROLE

Terza puntata. Con una bella iniziativa editoriale, ll Foglio commissiona un poster a Tvboy, da inserire nell’edizione cartacea di domenica 15 aprile. L’artista torna sul tema del bacio, ma stavolta cambiano gli attori. L’effusione tenera è tra Sergio Mattarella e Silvio Berlusconi. Ancora lui, uomo chiave della trattativa, showman, pomo della discordia e furbo comunicatore, col solito trucco del “divide et impera”. Sfruttare il veto dei pentastellati contro la sua persona per prendersi la scena e orientare la partita? Così parrebbe. L’editoriale di Claudio Cerasa è il commento perfetto all’opera. “In un governo tra Di Maio e Salvini, la presenza di Forza Italia, anche dissimulata, permetterebbe di diluire, su Europa, euro, atlantismo, protezionismo, gli istinti demagogici dei due capitribù del populismo”, spiega il direttore del Foglio, “Ma allo stesso tempo la solidità dell’asse tra Salvini e Berlusconi è per Mattarella una garanzia anche per scongiurare le elezioni anticipate”. Se Matteo divorziasse da Silvio, e andasse al voto da solo, correrebbe in effetti un rischio enorme. Ecco che il centro-destra unito diventa per Mattarella una doppia garanzia: contro gli estremismi leghisti e grillini, e contro il rischio elezioni che metterebbe a dura prova il Paese.

Uno dei meme che prendono in giro sui social lo show di Berlusconi
Uno dei meme che prendono in giro sui social lo show di Berlusconi

Basterebbe tutto questo a spiegare l’importanza del bacio tra il Capo dello Stato e il presidente di Forza Italia”, prosegue Cerasa, “Ma la simmetria tra il progetto di Berlusconi e quello di Mattarella potrebbe essere importante anche per un altro schema al momento difficile da realizzare (ma un domani chissà): dovessero fallire i giovanotti della demagogia toccherebbe a Forza Italia, alla Lega e al Pd fare un passo in avanti”. Ecco l’altro scenario possibile: la mitologica grande coalizione, con Cdx e Csx uniti, oppure il governo di tutti. A capo una personalità terza, un tecnico scelto dal Presidente. Quasi certamente l’arte continuerà a raccontare questo inferno che sa di farsa e di tragedia, nell’intreccio tra politica e comunicazione. Magari anticipando qualche mossa. Riflettori accesi sulle stanze del potere, ma anche sui muri delle città. E non c’è censura che tenga.

– Helga Marsala

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Nel 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e poi dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.
  • Giorgio Guerra

    Colgo la sua provocazione, dott.ssa Marsala. Vorrei cercare di essere originale su Berlusconi, non lo sarò probabilmente. Lui è così perché gliel’hanno permesso da ben 25 anni, perché quando è entrato in scena nel ’93 si è colta subito l’inconsistenza di politici che avrebbero dovuto opporre (ed opporgli), con la sua stessa forza ed energia, un altro modello culturale.