Delhi Street Art, il progetto di recupero urbano che riqualifica le bidonville

Attraverso Delhi Street Art, progetto lanciato da Yogesh Saini e dalla St+Art Foundation, diversi quartieri della città indiana stanno diventando piattaforme creative per street artist che con i loro murales stanno abbellendo le aree urbane più difficili. Un’iniziativa votata alla riqualificazione dei quartieri più disagiati, che sta già ottenendo larghi consensi da parte del pubblico.

Un ritratto del Mahatma Gandhi in Lodhi Road - photo by Pranav Gohil
Un ritratto del Mahatma Gandhi in Lodhi Road - photo by Pranav Gohil

Le squallide baraccopoli del centro di New Delhi adesso risplendono di vita e di colori, grazie ai giganteschi graffiti realizzati per Delhi Street Art, progetto lanciato da Yogesh Saini e dalla St+Art Foundation che ha come fine la riqualificazione di Lodhi Road, quartiere che, pur essendo centrale, vive di una vita a sé stante, lontano anni luce dal resto della città. “I murales sono un ottimo modo per promuovere un dialogo fra la città e i suoi abitanti”, ha dichiarato all’agenzia di stampa indiana IANS il co-fondatore di St+Art Foundation, Akshat Nauriyal. Oltre a portare benefici agli abitanti di questo quartiere, rendendolo più pulito e vivibile, il progetto è fondamentale anche per quegli artisti che non possono permettersi il giro delle gallerie ufficiali, ottenendo comunque grande visibilità attraverso i lavori che realizzano sulle pareti pubbliche messe a disposizione per l’iniziativa.

Il murale Remember di Ullas Hydoor - photo by Pranav Gohil
Il murale Remember di Ullas Hydoor – photo by Pranav Gohil

UNA DEMOCRATICA GALLERIA D’ARTE

Le strade diventano una “democratica galleria d’arte” visitata anche dagli abitanti di altri quartieri, attratti da questo insolito clima artistico. Non solo Lodhi Colony, ma anche luoghi come Shahpur Jat, Shankar Market e diverse stazioni della metropolitana sono stati al centro di questo programma di riqualificazione attraverso l’arte. Due le tendenze attuali: da una parte i giovani artisti ispirato dall’Occidente, dall’altra la generazione più matura, che cerca di rilanciare la pittura folcloristica e tribale.

Un murale in Lodhi Road - photo by Pranav Gohil
Un murale in Lodhi Road – photo by Pranav Gohil

LA RISPOSTA DEL PUBBLICO FRA ARTE TRADIZIONALE E SPERIMENTAZIONE

L’artista del Rajasthan Mahendra Pawar si ispira ai dipinti murali delle fortezze di quella regione, molte delle quali versano però in condizioni di grave degrado. Attraverso i suoi murales, s’impegna a preservare e tramandare una tradizione pittorica che rischia di scomparire. Rakesh Kumar Memrot invece si ispira alla pittura Gond, una forma d’arte tribale del Madhya Pradesh. Il giovane artista Kajal Singh, conosciuto anche con lo pseudonimo di Dizy, segue una linea estetica votata all’astrattismo. Qualunque sia lo stile adottato, il pubblico sembra gradire l’iniziativa: “Sempre più spesso i passanti si fermano a guardare i murales, arrivando persino a scattare dei selfie”, continua Nauriyal. “Ma il risultato più importante è che adesso i muri del quartiere sono considerati alla stregua di ‘materiale per artisti’, e sono sensibilmente diminuiti gli abbandoni illegali di rifiuti lungo i muri, segno tangibile della riqualificazione del quartiere di Lodhy Colony. La street art è una tendenza nuova in India, ma l’auspicio è quello di creare in pochi anni una scena artistica di rilievo internazionale”.

Una strada di Lodhy Colony a New Delhi
Una strada di Lodhy Colony a New Delhi

L’ESPERIENZA ITALIANA

La street art è ormai un mezzo molto (troppo?) diffuso anche in Italia per riqualificare i quartieri periferici di tante città. Fra le esperienze che hanno avuto maggiore successo, spiccano gli esempi di Torino e Mantova. Nel capoluogo piemontese, la Fondazione Contrada, in collaborazione con la Città di Torino e il Comitato Urban Barriera, nel 2016 ha indetto un bando denominato B.art – arte in barriera, finalizzato alla riqualificazione di tredici facciate cieche di altrettanti stabili esistenti nel quartiere Barriera di Milano. La giuria di esperti presieduta da Marianna Vecellio ha decretato vincitore del bando l’artista Francesco Giorgino, conosciuto come Millo, che sta portando a compimento il suo monumentale ciclo Habitat. Già nel 2013 si era mossa anche Mantova, con il progetto Decoriamo Valletta, dedicato al quartiere Valletta Valsecchi, situato non lontano da una raffineria. Ideato dall’Associazione Arci Fuzzy e sostenuto dall’amministrazione comunale, il progetto ha inteso riqualificare il quartiere attraverso piccoli interventi di street art. Fra i murales realizzati, uno in particolare rende omaggio al “Piccolo Brasile”, ovvero la formazione del Mantova Calcio che tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, per la qualità del gioco espressa, fu paragonata alla nazionale brasiliana di Pelé.

– Niccolò Lucarelli

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.