In Puglia una mostra per celebrare 50 anni di scatti del fotografo Carlo Garzia  

La Galleria 32 di Carovigno fino al 13 settembre 2026 ospita una mostra antologica del fotografo pugliese. Cinque sezioni tematiche ripercorrono decenni di ricerca dal taglio antropologico ed esistenziale

La concezione filosofica della fotografia, intesa come strumento di ricerca esistenziale – sulla scia delle suggestioni surrealiste, ma anche del rigore della ricerca antropologica avviata da Mario Cresci e del realismo psicologico di Diane Arbus – attraversa la poetica di Carlo Garzia (Bari, 1944). L’artista è protagonista della mostra antologica Belvedere in corso a Carovigno, in provincia di Brindisi, alla Galleria 32 diretta da Céline Chatillon.

© Carlo Garzia
© Carlo Garzia

La fotografia secondo Carlo Garzia

Oltre a un ampio background umanistico, sfociato nell’insegnamento, l’artista vanta un intenso percorso creativo, ispirato inizialmente da Cartier-Bresson e dal realismo magico francese. Tra le tappe più importanti della ricerca di Garzia spiccano l’incontro con Mario Cresci negli Anni Settanta a Matera, ma anche la fondazione, nel 1978, della galleria Spazio Immagine a Bari e, sempre nel capoluogo pugliese, la partecipazione alla storica mostra del 1984 ideata da Luigi Ghirri, Viaggio in Italia.

© Carlo Garzia
© Carlo Garzia

La mostra di Carlo Garzia alla Galleria 32

La mostra di Carovigno, corredata dal testo critico di Carmelo Cipriani, è stata ideata dall’associazione Artes Punto di Svolta e organizzata in collaborazione con la Galleria 32 e con Alberta Zallone. Il percorso espositivo si snoda in una selezione di scatti realizzati da Garzia tra il 1975 fino ad oggi, che ripercorrono le fasi principali della sua ricerca fotografica cinquantennale. La mostra – che si apre con Traghetto per Itaca, mirabile scatto realizzato da Garzia sul tema dell’assenza – si focalizza in cinque sezioni.

© Carlo Garzia
© Carlo Garzia

La fotografia come indagine sull’identità

Tra queste spicca la serie Parigi, che esprime la profondità del suo sguardo di flâneur attraverso foto in bianco e nero di soggetti e paesaggi urbani dell’amata capitale francese. Non manca la celebre foto dell’occhio inciso di una statua di cera, chiaro riferimento al cortometraggio surrealista Le chien andalou di Buñuel. Persona è, poi, un’altra sezione di scatti in esposizione, che riunisce le due serie – anche queste in bianco e nero – dedicate al mondo circense e ai travestimenti del Carnevale di Putignano. I temi affrontati, nel solco della ricerca antropologica, sono quelli della maschera e dell’identità.

© Carlo Garzia
© Carlo Garzia

Gli scatti di Garzia in mostra a Carovigno

Presenti anche la serie Maman/papa, che verte sulla memoria familiare e sui relativi conflitti, ed il ciclo Medicale, in cui Garzia ritrae, con grande lirismo, il periodo di degenza vissuto tra il 2022 ed il 2024, tra un ospedale e l’altro. Ripetizioni è, poi, la sezione sui temi della caducità esistenziale e della trasformazione della temporalità, che comprende le sue Polaroid, o meglio “fake Polaroid”, realizzate tra il 1998 ed il 2008 con un vecchio apparecchio della Durst.

Cecilia Pavone

Carovigno // fino al 13 settembre 2026
Carlo Garzia. Belvedere
GALLERIA 32 – Via Vittorio Veneto, 32
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Cecilia Pavone

Cecilia Pavone

Cecilia Pavone, storica e critica d’arte, curatrice indipendente, giornalista professionista, è nata a Taranto ed è laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Bari. La sua ricerca verte sulla fenomenologia artistica contemporanea e sulla filosofia dell’arte. Scrive su riviste specializzate…

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